Christophe Perret-Gentil è un erborista. In un piccolo villaggio del Canton Vaud, Bioley-Orjulaz, frazione che non arriva a 500 abitanti del Comune di Assens, nel 1979 ha deciso di aprire l’Herboristerie Ariès. Un legame il suo con le piante e con il Creato che è diventato una vera e propria missione.
Segni dei tempi lo ha incontrato, seduto in un grande prato, a raccontarci un’intera vita spesa a divulgare il potere che anche una piccola pianta può avere nell’essere umano: «Negli anni mi sono reso conto che ogni pianta privilegia un suo luogo. E ce lo fa sapere! Abbiamo cominciato con 20, poi 30, 50 e ora ne abbiamo circa 150 specie in funzione delle regioni. La pianta, infatti, parla molto di più al Cielo che alla terra. Gli stessi uccelli ci indicano dove poter e dover restare, dove poter imparare qualcosa dal luogo che ci accoglie».
Christophe ha scelto, dunque, quella precisa strada dove sorge la sua attività perché luogo di grande potenza energetica e terapeutica. Nell’erboristeria Ariès tutto è scandito dal ritmo della natura e la lavorazione è fatta ancora a mano. Nella soffitta della grande casa colonica, costruita nel 1846, sono custodite le piante secche che emanano intensi profumi. Tutto è prezioso, anche la minima foglia: «Ariès, ovvero l’ariete, è nata nel giorno dell’equinozio di primavera, il 21 marzo. Abbiamo da poco festeggiato 47 anni. All’inizio pensavo semplicemente a produrre delle buone piante per chi guardasse a un’ottima qualità del prodotto. L’idea della “guarigione” è venuta con il passare del tempo. Quella “guarigione” che si trova nell’aria e che cerca il terreno dove posarsi. Ogni volta, infatti, che perdiamo il nostro equilibrio c’è qualcosa che ci riporta alla domanda fondamentale: come vorresti vivere oggi? La pianta è dunque pronta a dialogare con noi. Come l’ape con gli apicoltori. E ci mostra anche la sua sofferenza. Prendiamo la lavanda… il fatto di averla importata dalla Cina l’ha fatta ammalare… In Provenza dove era stata piantata non ha trovato l’ambiente adatto, si pensava a batteri, a virus, ma non è così… è perché è triste!».
Ad Ariès vi è un mondo di essenze, tisane e olii, ciascuno curato nei dettagli, piante scelte di prima qualità, coltivazioni controllate e tradizionali. Tanto numerose come i suoi prodotti spediti in tutta la Svizzera, anche in Ticino: «Ho iniziato a comunicare con Hermès, il dio dei greci, Mercurio per i romani. E ciò mi ha emozionato. Hermès capta i messaggi del Cielo, interpreta quelli importanti e li trasforma in materia attraverso la croce. Quella croce che abbiamo anche qui nel nostro prato e che testimonia un cammino di pellegrinaggio. Ci troviamo, infatti, su una grande via che va dalla Cornovaglia a Roma, la via Francigena», ci fa sapere con un certo orgoglio il fondatore.
Natura e divino: «Col tempo è affiorato il sacro - si commuove Christophe - ed è avvenuto nel momento in cui più che alla malattia guardavo con interesse alle forze di guarigione. Del resto è bene sapere che le piante si informano, l’80% attraverso il cielo piuttosto che con la terra. Per “prenderle” non è quindi necessario essere malati. “Prenderle” significa comprendere che ti parlano. Mi spiego: se “prendiamo” la stessa pianta, ciascuno può testimoniare differentemente il suo beneficio. E ciò corrisponde maggiormente a noi stessi, è la nostra pianta, tanto da poter affermare ecco quella persona è ortica, è borragine, è salvia, è timo, è rosmarino…».
Una “magia” che non si ferma qui: «La posizione della nostra erboristeria è straordinaria, non solo perché al centro del villaggio. Accanto abbiamo, infatti, un tempio riformato del 1903, sui lati due tigli che, insieme, disegnano un arco. La chiesetta è giusto sull’asse della stella polare. Quindi vi è tutta una geologia, una geobiologia che contribuisce a rafforzare il potere delle piante che qui vivono e crescono guadagnando in forza. Grazie alla capacità cosmotellurica che influenza questo luogo».







