Non sono trascorsi molti anni da quando il cappuccino ticinese padre Giovanni Pozzi (+2002) a lezione diceva che, se del socialismo in un buon dizionario si danno sessanta definizioni, di mistica ne sono state date ancora di più. Con ciò intendeva significare l’impossibilità pratica di definire la mistica. Il problema si poneva, e si pone tuttora, sia perché ogni disciplina che vuole essere scientifica deve darsi una precisa definizione concettuale, sia perché oggi siamo in presenza di un diluvio di mistiche, tanto diverse da essere persino opposte e inconciliabili.
Mentre fino a buona parte del secolo scorso sulla mistica gravavano giudizi negativi - tanto da parte della cultura laica, positivista o marxista che fosse, quanto, a volte, da parte di quella cattolica la quale in alcune sue componenti ha guardato con un certo sospetto un fenomeno religioso autonomo rispetto alla tradizione e al magistero ecclesiale - negli ultimi decenni c’è stata invece verso la mistica stessa una crescente attenzione, fino a diventare quasi una corsa a proclamarsi filo-mistici, se non mistici tout court.
Non abbiamo qui lo spazio per spiegare i motivi di questo fenomeno; possiamo solo accennare alle concomitanti crisi della teologia e della psicoanalisi, che hanno fatto rivolgere lo sguardo verso qualcosa che sembra poter gettar luce non tanto su Dio quanto sulla psiche. In effetti, come ancora padre Pozzi scriveva nella sua Introduzione al Libro dell’esperienza della beata Angela da Foligno, «niente come la mistica - non la psicologia, non la psicoanalisi - ha esplorato l’immenso territorio dell’interiorità». Infatti, lo stesso Lacan a chi voleva fare analisi raccomandava Il pellegrino cherubico del poeta mistico Angelus Silesius, «uno dei momenti più significativi della meditazione umana sull’essere».
L’intelletto e l’estasi. Viaggio nella mistica cristiana del medioevo
Laser 01.08.2022, 09:00
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Per comprendere il presente, occorre - come sempre - guardare al passato, se necessario anche remoto. Storicamente la parola “mistica” è di origine greca e non esisteva come sostantivo, ma solo come aggettivo, che rimandava etimologicamente alla chiusura, al nascondimento, al silenzio, tipico appunto dei “misteri”. Nella Patristica greca mystikós si riferiva perciò innanzitutto a un senso nascosto, segreto, della Bibbia, e lo stesso faceva mysticus nel Medioevo latino. La diffusione di “mistica” come sostantivo, con la terminologia connessa, si ha nel Seicento francese, quando, a causa della spaccatura tra le confessioni cristiane e alla conseguente fine di una teologia comune, si impose la necessità di trovare un rimedio a questa crisi, slittando progressivamente verso l’esperienza personale, che prese quasi il posto della Rivelazione: fenomeno che è stato opportunamente definito «le triomphe du psychologisme spirituel». Il processo va avanti e si conclude nel Novecento, quando l’esperienza mistica viene studiata in ragione di se stessa, mettendo tra parentesi il suo correlato religioso oggettivo, reale, cosicché la mistica diventa un fatto puramente antropologico o, più esattamente, psicologico.
Questo fenomeno si compie oggi con la New Age, che vorrebbe inserire l’esperienza soggettiva in una lettura “olistica”, in cui natura e storia, cosmo e psiche, vengono abbracciati in unità perché percorsi da una stessa energia, identificata con il divino. In effetti, però, questa volontà di dare valore assoluto alla propria esperienza è l’altra faccia di un processo di secolarizzazione - rilevato da tutti gli studiosi - in cui il senso della realtà viene identificato con il benessere psichico, per cui la mistica esce dalla sfera spirituale ed entra definitivamente in quella psicologica.
È così che la mistica, che nel secolo scorso un grande studioso francese, il gesuita Michel de Certeau (+1986), proponeva come un’Anti-Babele, ossia come un linguaggio comune, opposto alle particolarità linguistiche delle religioni, oggi è diventata il contrario, una confusione davvero babelica, che ne rende pressoché impossibile la definizione.
Mistica contemporanea
Geronimo 21.04.2020, 11:35
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