Il 29 agosto 2025 la Paulus Akademie ospita una giornata di riflessione nazionale dal titolo “Church in the neighbourhood. Church and social space”, un appuntamento che si preannuncia cruciale per comprendere come gli spazi religiosi possano trasformarsi in presenze attive e vitali nel cuore delle città.
L’incontro, promosso nell’ambito dello Swiss Religious Heritage Day, riunisce studiosi, architetti, urbanisti, sociologi e rappresentanti delle comunità spirituali per affrontare una domanda sempre più pressante: quale futuro per gli edifici sacri, in un contesto dove la pratica religiosa è in calo, ma il bisogno di luoghi di aggregazione e riflessione rimane forte?
Nel corso dell’evento si è discusso del progressivo svuotamento funzionale di strutture un tempo centrali nella vita collettiva e delle loro potenzialità come spazi condivisi. Alcuni esempi recenti in Svizzera mostrano come sia possibile reinventare il sacro: cappelle diventate sale da concerto, monasteri trasformati in centri di accoglienza, edifici liturgici adattati a biblioteche, coworking o rifugi climatici durante le estati torride.
A Zurigo, il dibattito è accompagnato da tavole rotonde e workshop dedicati al dialogo tra tradizione e innovazione. E’ centrale il tema dell’inclusività: come aprire questi luoghi a chi non li frequenta per ragioni di fede, ma ne riconosce il valore storico, culturale, umano?
Non si parla solo di architettura e urbanistica, ma anche di cura del territorio, di sostenibilità e di memoria collettiva. Alcuni relatori propongono modelli di gestione condivisa, in cui le strutture spirituali diventino risorse civiche a servizio del quartiere. Non più solo simboli del passato, ma strumenti per il presente.
Alla base del confronto, un’urgenza concreta: evitare che questi edifici diventino relitti inutilizzati, condannati all’abbandono o alla speculazione immobiliare. Ridare loro vita significa restituirli alla collettività, senza snaturarne l’identità, ma trovando nuove forme di relazione con la società contemporanea.
L’iniziativa, promossa dall’Università di Berna con il sostegno di diverse realtà accademiche e spirituali, si inserisce in un più ampio movimento europeo volto a salvaguardare il patrimonio religioso come bene comune. Un patrimonio che, per restare vivo, deve imparare a parlare nuovi linguaggi.
Chi vorrà partecipare troverà a Zurigo non solo esperienze e proposte, ma anche una domanda scomoda e necessaria: che ruolo vogliamo dare, oggi, agli spazi che per secoli hanno custodito il senso del sacro nella vita quotidiana?
(La giornata di riflessione nazionale dal titolo “Church in the neighbourhood. Church and social space”, è stata coperta radiofonicamente in Alphaville, 29.08.2025, ore 11)
Gli spazi per riflettere
Alphaville 05.08.2025, 11:05
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