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Rodolfo Olgiati, il volto svizzero della solidarietà nella guerra civile spagnola

Come l’Ayuda Suiza trasformò il soccorso ai profughi e aprì la strada all’aiuto internazionale

  • Un'ora fa
Archivio del Servizio Civile Internazionale di La-Chaux-de-Fonds e archivio privato di Marco Olgiati, figlio di Rodolfo Olgiati

Archivio del Servizio Civile Internazionale di La-Chaux-de-Fonds e archivio privato di Marco Olgiati, figlio di Rodolfo Olgiati

Di: Paolo Tognina 

Nell’estate di novant’anni fa, reparti dell’esercito spagnolo misero in atto un colpo di stato contro il governo legittimo della Repubblica Spagnola. Fallito il tentativo di conquistare Madrid, Valencia e Barcellona, le truppe guidate dal generale Francisco Franco diedero inizio a una guerra civile che si protrasse fino alla primavera del 1939. Il conflitto si concluse con la vittoria dei fascisti, causò circa mezzo milione di morti, una grave crisi economica, la distruzione di gran parte delle infrastrutture e la fuga all’estero di circa 400’000 persone.

Interventi dall’estero

La Germania nazista e l’Italia fascista intervennero a sostegno di Franco inviando armi, aerei e truppe, l’Unione Sovietica sostenne la Repubblica Spagnola fornendo materiale bellico. Circa 40’000 antifascisti stranieri - tra cui oltre 800 svizzeri - combatterono nelle Brigate Internazionali.

La Repubblica spagnola ricevette dall’estero anche aiuti umanitari. Nel settembre 1936, il Soccorso operaio svizzero inviò dieci tonnellate di latte in polvere a Madrid. E pochi mesi dopo, quattordici organizzazioni umanitarie elvetiche diedero vita al Comitato di coordinamento per i bambini della Spagna, il Comité Suizo de Ayuda a los niños de España (in breve: Ayuda Suiza).

Diretto da Rodolfo Olgiati, oriundo poschiavino, nato a Lugano, all’epoca segretario del Service Civil International, il Comitato inviò in Spagna soccorritori, mezzi di trasporto e generi alimentari.

Archivio del Servizio Civile Internazionale di La-Chaux-de-Fonds e archivio privato di Marco Olgiati, figlio di Rodolfo Olgiati

Archivio del Servizio Civile Internazionale di La-Chaux-de-Fonds e archivio privato di Marco Olgiati, figlio di Rodolfo Olgiati

L’Ayuda Suiza

Arrivati in Spagna all’inizio del 1937, i volontari svizzeri stabilirono il loro quartier generale a Burjassot, non lontano da Valencia. Utilizzando dei camion, evacuarono migliaia di persone da Madrid, città invasa da profughi provenienti da altre regioni e teatro di continui combattimenti.

I trasporti convergevano verso Valencia, da dove i rifugiati - madri con bambini piccoli, donne incinte e convalescenti - venivano inviati, a bordo di treni, nei centri per profughi. All’andata i camion trasportavano cibo e aiuti umanitari per i centri di transito a Madrid, al ritorno trasportavano persone.

L’avanzata fascista verso Valencia e il trasferimento del governo repubblicano da lì a Barcellona nel novembre 1937, costrinsero l’Ayuda Suiza a spostare le sue attività. Nel dicembre 1938 il quartier generale di Burjassot fu abbandonato. Nella Madrid occupata dai franchisti, una mensa fu mantenuta fino all’aprile 1939. L’ultimo collaboratore dell’Ayuda lasciò la Spagna nel settembre 1939.

Un nuovo capitolo

Caduta la Repubblica, Rodolfo Olgiati si mise al lavoro, in Svizzera, per creare un nuovo comitato, comprendente il maggior numero possibile di organizzazioni umanitarie, col quale proseguire il lavoro dell’Ayuda. Non si trattava più di intervenire in Spagna, bensì di aiutare i profughi spagnoli che si erano rifugiati nel sud della Francia. Nel gennaio 1940 nacque così l’Aiuto svizzero ai bambini vittime della guerra. Per due anni, Olgiati coordinò il lavoro della nuova organizzazione nei campi di internamento in cui le autorità francesi ammassavano i profughi spagnoli e in cui cominciarono presto a giungere anche altri profughi, provenienti da vari Paesi.

L’Aiuto alle vittime della guerra distribuiva cibo e beni di soccorso, assisteva donne incinte nelle maternités, organizzava brevi soggiorni in Svizzera per bambini.

A partire dal gennaio 1942, quell’opera fu assorbita dalla Croce Rossa con il nome di Kinderhilfe des Schweizerischen Roten Kreuzes. Rodolfo Olgiati, chiamato ad assumere il ruolo di segretario generale, collaborò con la nuova organizzazione fino alla fine del 1943, poi rassegnò le dimissioni. Il suo sguardo era ormai rivolto alla ricostruzione dell’Europa dopo la bufera della guerra mondiale.

Dalla fine del 1944 al 1948, Olgiati diresse il Dono Svizzero, promuovendo in particolare l’aiuto alla Germania. Dal 1949 al 1970 fu membro del Comitato Internazionale della Croce Rossa a Ginevra. Nel 1958 fondò, con Regina Kägi-Fuchsmann, l’Associazione svizzera di aiuto alle regioni extraeuropee, nota più tardi come Helvetas.

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  • Courtesy: Gaëlle Courtens
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