Alberto Giacometti

Guida ai contributi RSI dedicati all'artista grigionese

Non sono molte le testimonianze dirette di Alberto Giacometti (10 ottobre 1901 - 11 gennaio 1966), negli archivi della RSI. Spicca su tutte l’ormai celebre intervista di Sergio Genni del 1963: l'artista grigionese parla della sua scultura, dichiarando che le sue opere «sono delle ricerche mancate». In queste parole è inscritta la caratteristica saliente del fare arte nel Novecento: l’incompiutezza, l’impossibilità di scrivere la parola fine. Molte delle opere letterarie e musicali del secolo scorso sono contrassegnate dal «non finito», dalla molteplicità degli esiti possibili. Grazie ai contributi allegati in questo dossier, sarà facile capire come l’incompiutezza artistica di Giacometti (che è anche quella di Kafka o di Musil) sia una necessità imposta dalla consapevolezza dell’impermanenza di ciascuno di noi.

Intervista ad Alberto Giacometti

Intervista ad Alberto Giacometti

di Sergio Genni (Archivi RSI, 1963)

Giacometti e Proust

In quelle figure allungate di Giacometti, riconosciamo le figure descritte da Proust nelle ultime pagine della Recherche: «comme si les hommes étaient juchés comme sur de vivantes échasses qui grandissant sans cesse finissaient par leur rendre la marche difficile et périlleuse, et d’où tout d’un coup ils tombaient». Siamo tutti noi, vacillanti sull’orlo del tempo perduto.

Prima l’eclisse e poi la memoria dei testimoni

Dopo le testimonianze dirette di Giacometti e dopo il ritratto fattone da Felice Filippini, per un paio di decenni Giacometti sembra eclissarsi dalle Teche RSI. Occorre attendere gli anni Novanta e il decennio successivo per veder documentato lo sforzo di salvare la memoria di chi lo conobbe: fratelli, cugini, amici, conoscenti ci restituiscono un ritratto sfaccettato, come continuamente ridisegnato.

Giacometti alla radio

A colmare l’assenza in TV di Giacometti negli anni Settanta e Ottanta ha provveduto il lavoro sensibile e scrupoloso di Claudio Nembrini, il quale, con una serie di trasmissioni radiofoniche di grande valore, ha saputo continuare l’approfondimento in ordine al significato dell’opera di Giacometti e alla sua recezione. Di seguito ve ne proponiamo due di grande interesse: una prima intervista del 1961, nella quale Giacometti parla della sua scultura e della sua dedizione al lavoro di copia delle opere del passato e una seconda intervista dello stesso anno, in occasione dell’assegnazione del Premio Carnegie.

In occasione del 50esimo anniversario

Alla RSI, l’anno dedicato a Giacometti è cominciato la sera del 4 gennaio 2016, con un evento serale intitolato Alberto Giacometti – uno “scultore mancato”?. La serata speciale, in occasione del 50esimo anniversario della scomparsa, è stata trasmessa dall’atelier di Giacometti a Stampa in Valle Bregaglia. Lo stesso atelier dove nel lontano 1963 l’allora TSI con Sergio Genni aveva registrato una memorabile intervista con l’artista nel corso della quale Alberto Giacometti, con l’ironia che lo distingueva, sosteneva di essere uno “scultore mancato”. Il programma ha proposto, tra gli altri contributi, un documentario su Alberto Giacometti, dal titolo Alberto Giacometti. Lo scultore dello sguardo realizzato dal regista Charles de Lartigue. Un filmato che propone una rivisitazione originale delle opere e della vita dell’artista. A commentare questo e altri servizi filmati d’archivio e di fresca realizzazione vi sono stati esperti che ben conoscono la biografia e la produzione giacomettiana: Lora Lardelli, storica dell’arte di origini bregagliotte, fondatrice e presidente dell’Archivo dell’Alta Engadina e Chasper Pult, linguista e animatore culturale di lingua retoromancia, già direttore del Centro Svizzero di Milano e organizzatore di una importante mostra nel capoluogo lombardo sulla famiglia Giacometti.

A cinquant’anni dalla scomparsa, qual è l’eredità di Giacometti nell’arte del Novecento? È l’argomento affrontato da Simona Ostinelli per Rete Due in due puntate di «Laser» intitolate «Alberto Giacometti, l’uomo e l’artista». Le due puntate di Laser sono dedicate all’uomo e alla sua opera. La prima è incentrata sulla testimonianza di Paola Salvioni Martini, figlia del pittore Alberto Salvioni e moglie dello storico dell’arte Alberto Martini, che ha frequentato Giacometti a Parigi, Stampa e Milano, e che nel 1963 ha scattato una bellissima fotografia di Giacometti stretto alla moglie Annette. A questa voce si uniranno quelle dello stesso Alberto Giacometti insieme a quelle dello scultore Mario Negri, di Diego Giacometti, fratello di Alberto, e dello scrittore Giorgio Soavi. Nella seconda puntata è delineato il percorso di Giacometti come artista. Dalla formazione in Val Bregaglia e a Ginevra alla parentesi surrealista, dall’amicizia con Jean Paul Sartre alle sculture degli «Uomini in cammino». Il tutto arricchito dai contributi di Catherine Grenier, direttrice della Fondazione Giacometti di Parigi, di Marco Franciolli, direttore del MASI di Lugano, di Pietro Bellasi, antropologo e sociologo, e della storica dell’arte Chiara Gatti.

Giacometti e la Val Bregaglia

Per chi fosse interessato ad approfondire il tema del legame che gli artisti intessono con i luoghi in cui risiedono e come questi luoghi si riverberino poi nell'arte, offriamo qui alcuni documenti attinti dagli Archivi RSI. Il luogo, in questo caso, è la Val Bregaglia e gli artisti sono Alberto Giacometti e Varlin. Questi documenti sono stati da supporto anche alla serata organizzata dalla CORSI Giacometti, Varlin e la Valle Bregaglia (17 novembre 2016). Vi hanno partecipato: Patrizia Guggenheim, figlia di Varlin Anna Maria Pucci Corbetta Sarfatti, figlia del medico di Giacometti e Diana Segantini, responsabile del dipartimento Cultura RSI.

 

(copyright ©Prolitteris 2016)

Lorenzo de Carli
Condividi

Correlati