Franco Battiato
Franco Battiato (Keystone )

Unico Battiato

Un ricordo a un anno dalla morte

Unico ed eclettico come il suo naso: Battiato è stato capace di sinfonie e di psichedelie, di progressive rock e di pop cantabile.

Siciliano dai tratti arabi: arabe sono state molte sue parole, molti suoi pensieri (leggi alla voce sufismo).

Gli inizi sono eccentrici, accompagnati da passi di ballo improbabili, nulla a che vedere con i dervisci rotanti o le balinesi nei giorni di festa. Un passo avanti ed uno indietro, qualche giravolta e gli immancabili occhiali neri.

Poi la dimensione ludico-goliardica lascia il campo a tappeti volanti, su cui cantare a gambe incrociate. E i testi prendono il volo.

Non che le prime canzoni fossero mediocri, anzi. Cuccuruccuccù paloma, Mister tamburino e Bandiera bianca sono gioielli di ironia, sarcasmo, critica del potere e dei media. Bastino qui alcune citazioni: come è misera la vita negli abusi di potere... per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali ... a Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie,…

Poi tutto prende un’altra direzione, quella del centro di gravità permanente, dell’infinito, dell’imperturbabilità, dell’amore. Cambio di rotta? Mica tanto: la sperimentazione resta la chiave di volta di tutto il percorso di Battiato. A questa seconda fase appartengono i testi più conosciuti, come La cura, E ti vengo a cercare, L’ombra della luce.

Battiato è stato unico per almeno tre motivi.

Nessun cantautore italiano ho sfornato dischi tanto diversi gli uni dagli altri. Che nel ricordo comune prevalga il Battiato mistico (che ha saputo far risuonare l’oceano di silenzio, la cura per il divino, la sacralità e la gratuità dell’amore) è un fatto puramente contingenziale: sono stati gli ultimi brani in ordine di tempo.

Nessuno ha saputo scrivere canzoni che al tempo stesso hanno fatto meditare e ballare, con danze frenetiche, energizzanti, … Ai capolavori pop fatti per sbancare le hit parade, Battiato ha saputo alternare pezzi sofisticati, sinfonie alla Stockhausen, balletti russi, salmi monodici, preghiere liturgiche, frenesie lisergiche.

"Codici di geometria esistenziale" Omaggio a Franco Battiato

"Codici di geometria esistenziale" Omaggio a Franco Battiato

Con Etta Scollo, Fabio Cinti, Pippo Pollina, Ivan Segreto e Davide Ferrario Duo, Niton, Giovanni Caccamo, Luca Madonia.

E poi è stato il solo ad aver proposto un percorso trascendente, non confessionale. Le sue canzoni sono raggi rivolti verso il cielo che in silenzio ci tende la mano. Ha saputo mettere in musica una tradizione sapienziale che prendeva spunto dall’esoterismo di Guénon, Gurdjeff, ma andava oltre, alle origini, alle zone più alte, ai regni di massima quiete.

In Battiato c’è esoterismo, ricerca del sacro, ma c’è anche essoterismo, gioco, residuo, kitsch, divertissement: il tutto voluto, cantanto, in modo autentico. Con la consapevolezza che la vita è un codice di geometrie esistenziali, fatta di correnti ascensionali ma anche di fallimenti gravitazionali, che portano a terra ogni cosa, finché non troveranno, un giorno, nuova forma o libertà.

Mattia Cavadini
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