Da pioniera a pioniera

“Amelia”: il tributo di Laurie Anderson ad Amelia Earhart

Aviatrice, fu la prima donna ad attraversare l’Atlantico. L’artista e performer, che le ha dedicato il suo ultimo disco, parla anche di politica e fede buddista

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Voci dal cielo: Laurie Anderson racconta Amelia Earhart

Musicalbox 17.03.2026, 16:35

  • Imago Images
  • Barbara Tartari
Di: Musicalbox/RigA 

Il suo nuovo tour, in partenza in Europa il 5 aprile 2026, si chiama “Republic of Love”, titolo in cui Laurie Anderson mette insieme governo e amore. Parole che «non compaiono spesso nella stessa frase», racconta l’artista e performer statunitense nell’intervista di Claudio Biazzetti per Musicalbox, in cui si esprime su politica, buddismo e naturalmente musica: il suo ultimo album è Amelia (2024). 

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"Amelia" di Laurie Anderson, Nonsuch Records (dettaglio di copertina)

“Amelia”

La Recensione 04.09.2024, 10:35

  • nonesuch.com
  • Riccardo Bertoncelli

Raggiunta a Roma durante la sua residenza alla American Academy, di cui ricorrono i 20 anni dalla prima volta, Anderson esprime le idee alla base di questa “Repubblica dell’amore” rifacendosi a un dialogo fra papa Francesco e il vicepresidente USA Vance su Sant’Agostino, avvenuto proprio nella Città eterna. È stupita nel ricordare come Vance stesse «quasi facendo lezione al Papa» - questa la sua lettura: partendo dal concetto agostiniano di mores (l’espressione visibile dell’orientamento dell’essere umano) voleva affermare le sue idee stile “America First”, per cui «dovresti prenderti cura della tua famiglia, della tua città e del tuo paese e degli altri non devi curarti». 
La risposta del Papa, fondata sulla visione in cui «ami tutti allo stesso modo, come fratelli», l’ha «incredibilmente commossa» e il ricordo le stimola una riflessione sul suo paese, dove vede un governo concentrato soprattutto a garantire profitti agli azionisti, in cui il soldo è metro e misura dei successi delle persone.

Amelia, il suo disco del 2024 (non ne pubblicava da Landfall, del 2018), è dedicato alla pioniera dell’aviazione Amelia Earhart. Nel 1932 Earhart fu la prima donna ad attraversare l’Atlantico; morì cinque anni dopo nel tentativo di fare il giro del mondo. Un’opera composta di brani brevi, molto diversi da successi come O Superman (8 minuti e mezzo): Anderson l’ha concepita seguendo il tragico viaggio intorno al globo dell’aviatrice, che «si fermava solo per un secondo perché era quasi sempre in volo». Earhart era «una blogger ante litteram: voleva che tutti sapessero dove fosse ogni minuto», così la descrive Anderson, delusa dal come il libro di recente uscita The Aviator and the Showman la riduca a «fenomeno di pubbliche relazioni». In Amelia, narrandone l’ultima impresa, ha voluto tributare il giusto riconoscimento al coraggio di questa donna.

Amelia Earhart

Amelia Earhart

  • Imago / Zuma Press Wire

Quasi non si ricordava del premio alla carriera vinto al Locarno Film Festival ’22, perché concentrata a vivere nel presente (seppur costretta a fare piani in quanto artista). Un riflesso della sua fede buddista, che «lascia a te il compito di capire la vita mentre la vivi», spiega Anderson, prima di approfondire come sentimenti e istinti partano dal corpo, che «ha una mente propria e ti dirà tutto, se solo lo ascolti». Anche così ha potuto elaborare i traumi della vita: «È sempre bene essere in contatto con i propri sentimenti prima di usare la mente per analizzarli. Se diventi così sveglio e consapevole da non dover analizzare tutto, è un ottimo approccio».

Laurie Anderson (1947) è una delle più note e audaci pioniere dell’arte americana. Da oltre quarant’anni attraversa musica, arti visive, cinema, performance e narrativa, sfidando i confini disciplinari e il pubblico con un linguaggio che unisce invenzione tecnologica, umorismo e poesia.

Con l’etichetta Nonesuch, la stessa dell’ultimo Amelia (2024), ha pubblicato, tra gli altri, Life on a String (2001), Homeland (2010), la colonna sonora di Heart of a Dog (2015) e Landfall (2018), realizzato con il Kronos Quartet e premiato con un Grammy. Il suo film La Camera Insabbiata ha vinto il Leone d’Oro per la migliore esperienza in realtà virtuale alla Mostra di Venezia 2017, e il volume All the Things I Lost in the Flood (2018) raccoglie la sua produzione visiva più ampia. Raggiunse il successo mondiale con il singolo O Superman (1981).

Tra le sue mostre recenti si ricordano Habeas Corpus a New York, The Weather allo Smithsonian di Washington e Looking into a Mirror Sideways al Moderna Museet di Stoccolma. Ha collaborato con i Sex Mob eseguendo il suo storico Let X=X. Nel 2024 ha ricevuto la Medaglia Stephen Hawking per la comunicazione scientifica e l’Unione Astronomica Internazionale ha dato il suo nome all’asteroide 270588.

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