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Re-Count compie 30 anni e mette mano all’inventario

I tre decenni del progetto di Omar Enrico Bernasconi racchiusi in una raccolta di quattro dischi

  • 2 ore fa
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Re-Count - 1995-2025 Songs & Sounds Inventory

Confederation Music 15.03.2026, 19:30

  • mx3.ch
Di: Confederation Music/RigA 

Creare è una necessità fisiologica. L’atto creativo è benzina sul fuoco di una passione che ti fa attraversare il tempo.

«Venivo fuori da un periodo abbastanza complicato e anche la parola stessa Re-Count era un po’ un ricominciare, ricontare, esserci ancora. E comunque avevo bisogno di uno pseudonimo, perché uscire con il mio nome non si adeguava un granché». Non sembra ieri perché sono passati trent’anni, ma la lampadina che si accende nella testa di Omar Enrico Bernasconi è la stessa accesa nel 1995. È la luce di una passione che quel tempo lo ferma. Il musicista e produttore ticinese ha ripercorso questi tre decenni di carriera al microfono di Marco Kohler per Confederation Music.

1995-2025 Songs & Sounds Inventory è una raccolta di quattro album (due di brani cantati e due di canzoni strumentali) con una selezione ben curata dell’inventario musicale lungo trent’anni di Re-Count; un’operazione anticipata e arricchita dall’EP It doesn’t seem – TwoFiveToZero che celebra (con una nuova versione e vecchi e nuovi remix) il classico di Re-Count d’inizio millennio cantato da Michela Domenici (ex-Diaspro). Del periodo in cui si affacciò alla musica ricorda che «c’era fermento, c’erano i centri autogestiti, c’era la voglia di fare roba nuova. Ora non lo so». La musica che ascolta oggi in radio gli sembra tutta uguale («sarò invecchiato, scherza) e di fronte all’intelligenza artificiale e la possibilità di usarla nella composizione si dice affascinato ma anche inquieto, perché un brano è anche il vissuto che c’è dietro.

Marco Kohler con Omar Enrico Bernasconi

Marco Kohler con Omar Enrico Bernasconi

Re-Count è l’alter-ego musicale del musicista e produttore ticinese Omar Enrico Bernasconi che, in oltre trent’anni di creazioni musicali, ha esplorato e assimilato mondi elettronici, rock, industrial, ambient, sperimentali, breakbeat, hip-hop techno, per poi rigurgitarli in una costante e naturale metamorfosi stilistica. «Ho sempre fatto quello che volevo quando volevo, con chi volevo e perché volevo», ricorda Bernasconi. «A volte, se ascolti un mio album difficilmente puoi capire che l’ha fatto la stessa persona». Lo ha fatto rispettando una tabella di marcia discografica che, in tutto questo tempo, ha disseminato gli archivi musicali di tracce e idee che oggi fanno parte del ricco e variegato patrimonio culturale del nostro paese.

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