Fantasy

Gulliver torna a parlarci

Un classico che non smette di sorprendere: sarcasmo, critica sociale e modernità nella nuova traduzione dei “Viaggi di Gulliver” a cura di Anna Nadotti

  • 2 ore fa
Disegno di Lorenzo Mattotti, illustratore della nuova edizione dei Viaggi di Gulliver (Einaudi)

Disegno di Lorenzo Mattotti, illustratore della nuova edizione dei Viaggi di Gulliver (Einaudi)

Di: Alphaville/EBo 

I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift è uno di quei libri che tutti crediamo di conoscere, eppure la sua opera continua a rivelare strati di complessità che sfuggono alle letture superficiali. Giganti, lillipuziani, cavalli parlanti: immagini iconiche che hanno alimentato riduzioni, fumetti e cartoni animati, contribuendo a fissare Gulliver nell’immaginario come un libro per ragazzi. Ma la nuova traduzione curata da Anna Nadotti per Einaudi restituisce finalmente la radicalità di un testo che è molto più di un’avventura fantastica: è una satira feroce del potere, della scienza, della guerra e del colonialismo.

«Molte traduzioni italiane erano parziali», spiega Nadotti. «Mancava la terza parte, quella sulle accademie, che secondo me è il cuore del libro. Swift costruisce una parodia straordinaria, modernissima, anche molto violenta del potere in tutte le sue manifestazioni: politico, di classe, culturale, accademico».

Il lavoro di traduzione è durato tre anni e ha richiesto un approccio filologico ma anche creativo: «Swift non è arcaico per niente», sottolinea Nadotti. «Qualcuno mi ha chiesto come ho fatto a renderlo meno antiquato. Io non ho fatto nulla: ho mantenuto la sua modernità, la lucidità, la sveltezza. C’è una capacità di raccontare che è straordinaria, anche attraverso gli elenchi: dei criminali, degli animali, dei venti. Sono dettagli che potenziano il sarcasmo».

Il sarcasmo, appunto, è la cifra stilistica più ardua da trasportare da una lingua all’altra. «Nella traduzione ti devi affidare moltissimo al tuo orecchio», racconta Nadotti. «Swift è sonoro, preciso, scientifico nell’uso del linguaggio. Noi abbiamo perso una sonorità e un’accuratezza che lui possedeva. Ho cercato di conservarle, insieme all’incalzare delle descrizioni: pensiamo alle tempeste, ai senati accademici, alle sedute parlamentari. Quante inutili fanfaluche possiamo dire ancora oggi».

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  • Einaudi

La forza di Swift sta anche nella sua attualità. «La critica del colonialismo è straordinaria», osserva Nadotti. «Swift descrive l’essenza del colonialismo, le crudeltà necessarie per costruire imperi. Ho tradotto Amitav Ghosh per trent’anni e ritrovavo in Swift la stessa analisi: genocidi, bluff, violenze che hanno cancellato popoli interi. È un libro che parla a ogni epoca».

Accanto al testo, le illustrazioni di Lorenzo Mattotti aggiungono una dimensione visiva potente. «Non ci siamo incontrati, ma mi ha scritto che la mia traduzione lo aveva ispirato», racconta Nadotti. «Ha scelto colori mediterranei, immagini serene che scorrono sulla pagina. Tra le tavole più belle, quelle dei cavalli: pacate, quasi color seppia, che restituiscono la saggezza degli Houyhnhnms».

Gulliver, piccolo tra i giganti e gigante tra i piccoli, attraversa mondi esorbitanti e dismisure continue. Ma dietro l’avventura, Swift compie un’analisi spietata delle storture sociali, politiche e culturali. «È un libro sull’esegesi del mondo», conclude Nadotti. «Swift era un prelato, abituato all’analisi dei testi sacri. Nei Viaggi di Gulliver fa lo stesso con la realtà: la smonta, la osserva, la ridicolizza. E noi, tre secoli dopo, ci riconosciamo ancora in quelle pagine».

15:23
"I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift, a cura di Anna Nadotti, Einaudi Editore (dettaglio di copertina)

Gulliver è ancora in viaggio

Alphaville 23.12.2025, 11:45

  • einaudi.it
  • Francesca Rodesino

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