Letteratura

Il meglio della letteratura italiana a Muralto

6 marzo, Andrea Bajani e Wanda Marasco animano l’apertura di FestivaLLibro, in dialogo con il direttore artistico Renato Martinoni. I loro romanzi hanno vinto i due più importanti premi d’oltreconfine, Strega e Campiello

  • Oggi, 12:30
Andrea Bajani, 2025

Andrea Bajani, 2025

  • IMAGO / NurPhoto
Di: Michele R. Serra 

Aperta la settima edizione di FestivaLLibro a Muralto, in calendario appuntamenti con protagonisti di peso della letteratura contemporanea. Proprio nella giornata di oggi (18:15, Sala dei Congressi), due dei maggiori scrittori italiani di questi anni, insigniti nel 2025 dei due premi letterari più importanti della vicina Penisola, Strega e Campiello.

Wanda Marasco, 2015

Wanda Marasco, 2015

  • IMAGO / opale.photo

Andrea Bajani e Wanda Marasco sono senza dubbio scrittori diversi e distanti per estrazione, formazione e argomenti. Una diversità riflessa dalle loro ultime opere, che proprio nella loro varietà testimoniano la grande vitalità della letteratura italiana (che sopravvive anche in tempi in cui forse il libro sta perdendo peso, nel mondo culturale non solo italofono).

Bajani ha vinto lo Strega con L’anniversario, una storia di sopraffazione e ribellione – soprattutto, la storia di una famiglia interrotta. L’anniversario del titolo è quello del giorno in cui il protagonista ha deciso di lasciare per sempre i genitori, di non vederli più, di andare a vivere dall’altra parte dell’oceano, di tagliare completamente i rapporti. L’anniversario racconta perché è arrivato a quella decisione, racconta la storia dei suoi genitori e del loro rapporto, di un padre che domina sulla madre e di una madre che è vittima di un dominio fatto di violenza fisica, ma anche e soprattutto psicologica. L’anniversario disseziona questa famiglia, e la situazione che porta alla fuga del figlio in un altro continente.
Lo stesso Bajani vive negli Stati Uniti (lì insegna scrittura creativa, in Texas), e volontariamente gioca con il lettore, lasciando immerse nella nebbia quantità e qualità dei dati autobiografici inseriti nel racconto. Fermo restando il fatto che questo non è un memoir, è un romanzo, capace di opporsi al «doping della vita vera» (così lo definisce lo stesso Bajani) che caratterizza la contemporaneità. Come se il romanzo non potesse più dire niente, non contasse più nulla, così come l’immaginazione, l’immedesimazione. E invece, eccolo qui.

Marasco ha vinto il Campiello con Di spalle a questo mondo una storia che non è dei nostri tempi, ma arriva dalla Napoli dell’800: quella di Ferdinando Palasciano, luminare della chirurgia, innovatore della medicina italiana alla fine del diciannovesimo, e precursore della Croce Rossa: a trent’anni, da ufficiale medico dell’esercito borbonico, sul campo di battaglia in Sicilia volle curare anche i feriti nemici. Non fu l’unica delle battaglie professionali e civili della sua vita.
Il romanzo ruota intorno, anche e soprattutto, alla storia d’amore con la moglie Olga, nobildonna russa curata e poi sposata; e ancora, alla discesa del protagonista verso la follia: Palasciano finisce internato in manicomio, e muore pazzo.
La malattia nel romanzo diventa «una forma di sguardo, di conoscenza, di nuova gnosi». E in questo dramma grottesco, la malattia è un guasto del singolo, ma anche della storia: rappresenta la caduta degli uomini saggi di fronte all’iniquità delle società e dei governi. Saggi nel senso più ampio possibile: Palasciano, oltre a essere un grandissimo medico, un grande chirurgo, era un filantropo. «Era uno di quei medici che – quando entrava negli ospedali – la prima cosa che vedeva non era la malattia, ma la povertà. Quindi si ritorna al tema dell’ingiustizia, dell’assenza di equità nella storia».

Bajani e Marasco, metterli insieme potrebbe apparire un’operazione quasi da funamboli. Significa in realtà squadernarci davanti agli occhi il meglio della letteratura italiana contemporanea, capace di guardare alla storia passata (sia al livello più microscopico e familiare, che a quello dei grandi movimenti sociali e politici) per riflettere sul tempo presente, di giocare con una tradizione culturale impossibile da ignorare. E di mettere in mostra due stili tanto antitetici – quello “trattenuto” di Andrea Bajani, quello ricco e teatrale di Wanda Marasco – quanto perfettamente complementari.

Casa Svizzera - 06/03/2026
37:34

Tra pagine, molecole e pane

Casa Svizzera 06.03.2026, 09:10

  • RSI
  • Alice Pedrazzini e Fabrizio Casati

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