Letteratura

Il realismo? È raccontare senza fronzoli

Fabio Andina racconta “L’interno delle nuvole”, il suo nuovo romanzo fresco di stampa per l’editore Rubbettino. Una storia di montagna e di dialogo tra le generazioni, con l’inquietudine che monta lentamente sullo sfondo

  • Oggi, 17:00
Fabio Andina, 2021

Fabio Andina, 2021

  • Keystone
Di: Michele R. Serra 

L’interno delle nuvole si sviluppa interamente nel corso di un’estate, mesi in cui due bambini (fratello e sorella, 4 e 6 anni) vengono affidati ai nonni, nel paese di montagna in cui vivono i due anziani. I genitori stanno vivendo una burrascosa separazione, la madre ha bisogno – parole sue – di «prendersi una pausa», il padre deve tenersi a distanza, su di lui pendono accuse di violenza domestica; la situazione familiare, insomma, non è buona. Il paese accoglie i piccoli, e in qualche modo li coccola collettivamente, e soprattutto offre loro una libertà mai sperimentata prima.
L’interno delle Nuvole arriva neanche due anni dopo Sedici Mesi, che com’è noto ha vinto uno dei premi svizzeri di letteratura nel 2025. La storia, è banale dirlo, è diversa e lontana da quella di Sedici Mesi, che partiva da un dato biografico familiare: la storia del nonno di Andina, prima passatore che aiutava gli italiani in fuga dal regime a sconfinare in Svizzera, poi prigioniero dei nazisti.

"L'interno delle nuvole" di Fabio Andina, Rubbettino editore (dettaglio di copertina).

"L'interno delle nuvole" di Fabio Andina, Rubbettino editore (dettaglio di copertina).

  • store.rubbettinoeditore.it

È un’altra storia, che però è arrivata proprio durante la stesura di Sedici Mesi, racconta lo stesso Fabio Andina: «Mentre stavo riscrivendo Sedici mesi, i due bambini e i nonni hanno iniziato a frullarmi nella testa… ma prendevano direzioni differenti rispetto a quelle che erano le storie della Seconda guerra mondiale: ho iniziato a vederli in montagna, nei giorni nostri. E quindi li ho seguiti, mi sono sentito in obbligo di andare a vedere dove mi portavano. Poi, seguendoli, ho sentito l’urgenza forte di mettere nero su bianco anche quella storia. Così, mentre stavo facendo la revisione di Sedici mesi, mi sono ritrovato anche a scrivere la prima bozza di L’interno delle nuvole. E questa poi ha preso forza, al punto che nel giro di più o meno due settimane io avevo la stesura delle prime 150 pagine. Le ho mandate alla Rubbettino, dicendo loro: ho un nuovo romanzo, una nuova storia. E loro me l’hanno messa subito sotto contratto».

Così, a metà marzo 2026, i bambini e i nonni protagonisti di questo racconto camminano autonomamente nelle librerie della Svizzera italiana e della vicina penisola. Dialogano tra generazioni distanti, grazie al campo libero lasciato dalla rimozione – proprio all’inizio del romanzo – della generazione di mezzo, quella dei genitori. Un dialogo protetto dall’ambiente di montagna, raccontato con dettagliato realismo: «Parto da un’idea cinematografica, riesco a vedere e sentire dentro di me come si svolgono le scene, come fossi al cinema. Guardo e trascrivo quello che vedo e quello che sento: puramente questo, senza fare commenti, senza dare delle spiegazioni. Da qui nasce il realismo: raccontare quello che succede senza troppa enfasi, senza troppi fronzoli. Come anche negli altri romanzi – ma soprattutto in questo – evito quasi del tutto di usare gli aggettivi, perché voglio che sia il lettore a immedesimarsi nella storia, a capirla a tal punto che poi può colmare i vuoti che io lascio. Più che una storia raccontata, è una storia in cui il lettore viene accompagnato: questa è la grossa differenza».

18:28
"L'interno delle nuvole" di Fabio Andina, Rubbettino editore (dettaglio di copertina).

“L’interno delle nuvole”

Alice 14.02.2026, 14:40

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  • Michele R. Serra

Fosse un romanzo americano, i giornali scriverebbero: slow burner. Ma questo non è un romanzo americano, è un romanzo ticinese: ci sono il Luca, la Giulia, l’Alfio, la Gianna (tutti rigorosamente preceduti dall’articolo determinativo), si muovono tra la via Piandera e la via Ai Monti. Eppure, quella definizione anglosassone non è così sbagliata, perché quella di L’interno delle nuvole è una storia che si muove a ritmo lento – il ritmo di un’estate infinita come solo quelle dell’infanzia sanno essere. Lo stesso ritmo dell’inquietudine che monta piano piano, mentre si prosegue nella lettura.
Chiamatela storia di formazione, se volete: si può fare, anche se Andina non intende certo insegnare qualcosa, né spiegare i fatti e le vite che racconta. Meglio così.

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