ANNIVERSARI

Philip K. Dick e il fascismo nel futuro

A 60 anni dalla prima pubblicazione, “Illusione di potere” resta un viaggio imperfetto tra droghe temporali, alieni insettoidi e un leader modellato su Mussolini

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Philip K. Dick

Philip K. Dick

Di: Alessio von Flüe 

Siamo nel 2055. Una guerra incombe sulla Terra. Per combatterla, gli abitanti del pianeta si sono alleati ai lilistariani, alieni dall’aspetto umano. Il nemico comune sono i reeg, creature aliene insettoidi.

Eric Sweetscent è un medico. La sua specializzazione è il trapianto di organi artificiali. Tramite il suo principale paziente, Virgil Ackerman, un magnate che si è arricchito con lo sfruttamento di un’ameba capace di imitare la struttura di qualsiasi cosa tocchi, conosce Gino Molinari.

Molinari è il Segretario Generale delle Nazioni Unite e leader eletto della Terra. Si dice che abbia la sovrannaturale abilità di tornare dalla morte. Eric, sotto richiesta dello stesso Molinari, decide di passare ai suoi servizi. Ma la storia prende una piega più complessa.

Ad entrare in scena è una droga che prende il nome di JJ-180. Il suo principale effetto è quello di provocare degli slittamenti temporali. Ci ritroviamo così catapultati in una storia dove le dinamiche di potere e la guerra si mischiano a poteri extrasensoriali, creature aliene, viaggi nel tempo, simulacri e complicate relazioni politiche. È pienamente Philip K. Dick: paranoico, stratificato, ossessivo.

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“I Meridiani” di Philip Dick, Mondadori (dettaglio di copertina)

“I Meridiani” - Philip Dick

Alice 22.03.2025, 14:35

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  • Michele Serra

Un’opera esemplificativa

Illusione di potere (1966) è un breviario dei temi più cari all’autore. Troviamo gli alieni di Noi marziani (1964), i simulacri di Gli androidi sognano pecore elettriche? (1968), i paradossi e deliri psicologici di Ubik (1969), gli abusi di droga di Un oscuro scrutare (1977). L’opera che si sente più vicina però è senza dubbio La svastica sul sole (1962), il romanzo ucronico che per primo ha mostrato il talento di Dick.

Se in La svastica sul sole i riferimenti alla Seconda Guerra mondiale sono espliciti, immaginando un universo alternativo in cui l’Asse è uscito vittorioso dal conflitto e la Germania nazista domina il mondo assieme all’Impero giapponese, in Illusione di potere i riferimenti sono più velati. Ma neanche troppo.

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Il dottor futuro

Moby Dick 29.03.2025, 10:00

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  • Claudio Visentin

Rapporti col fascismo

Ai lettori italofoni Gino Molinari non potrà che ricordare Benito Mussolini. I parallelismi sono molti. La Terra, sotto la guida di Molinari, si allea a un partner più forte: i crudeli lilistariani, che rappresentano la Germania nazista, con a capo il Primo Ministro Freneksy, una figura simile ad Adolf Hitler. In cuor suo però si rende conto che i reeg (gli Alleati) vinceranno la guerra. Da questa consapevolezza nasceranno vari tentativi di cambiare alleanze, anche per il timore di un’invasione militare dei lilistariani.

Questi parallelismi non stupiscono. Sebbene sia stata pubblicata solo nel 1966, l’opera era in cantiere almeno da quattro anni, quindi dal periodo in cui l’autore stava facendo le ricerche che avrebbero portato a Una svastica sul sole.

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Ubik il sacro contagio (1./12)

Colpo di scena 01.01.2024, 13:30

L’unica certezza è il dubbio

L’incertezza è come sempre centrale nell’opera, e si manifesta in modi diversi che i lettori di Philip K. Dick riconosceranno. In Gino Molinari è il rapporto contraddittorio tra una fragilità fisica e un potere assoluto, la malattia come strumento di controllo politico. Per Eric Sweetscent il dubbio è il non sapere se nel suo ruolo di medico debba provare a curarlo o tenerlo sempre in uno stato sospeso tra la vita e la morte. Ma più in generale l’incertezza permea tutto ciò che i personaggi vivono e percepiscono, con realtà parallele che si intersecano tra loro e la guerra come strumento di potere. In questo contesto, la droga non fa altro che aumentare la confusione, diventando a sua volta vettore di coercizione e morte.

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Vedere il futuro, ricordare il passato 

Alice 22.03.2025, 14:35

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  • Michele Serra

Il fascino dell’imperfezione

Illusione di potere non è un romanzo perfetto. La scrittura di Dick risulta a tratti spigolosa, la trama a volte confusa. La sensazione è che sia un’opera riuscita solo in parte, un diamante grezzo che doveva essere ancora levigato. E forse proprio per questo è così interessante. Perché dove la perfezione tecnica si allontana, quello che resta è la sensazione di essere di fronte a un uomo che aveva delle ossessioni da esorcizzare, ma che stava cercando ancora il migliore modo per farlo.

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