Pietro Gadda Conti – detto Piero – e Carlo Emilio Gadda erano cugini. Il più anziano era Carlo Emilio, che aveva dieci anni di più ed era nato nel 1893. Piero Gadda Conti, più giovane, a quel tempo è tuttavia nettamente più introdotto nel mondo letterario, grazie al suo carattere estroverso. Adottato da uno zio ricco, influente e importante – Ettore Conti – Piero non ha preoccupazioni finanziarie e fa la vita del letterato di professione. Nel 1924 pubblica il suo primo romanzo, mentre il cugino è alle prese con il lavoro di ingegnere.
Carlo Emilio ha un carattere completamente diverso: introverso, difficile. Quindi, quando si affaccia sul palcoscenico della scrittura pubblica – in realtà aveva già alle spalle una cospicua attività di scrittore in privato – trova un punto di riferimento in questo cugino più giovane ma già inserito: Piero Gadda Conti, oltre ad aver già pubblicato un romanzo, è attivo nel mondo delle riviste, soprattutto di quelle fiorentine, ed è un precoce critico cinematografico.

"Quer pasticciaccio brutto de via Merulana"
Blu come un'arancia 27.03.2018, 12:35
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Può sembrare paradossale questo rapporto invertito, vista la fama universale di cui ormai gode Carlo Emilio e l’oblio di Piero Gadda Conti. Tuttavia, non si può dire che ci sia stato un travaso stilistico dall’uno all’altro. Sono uomini molto diversi, ma anche scrittori di indole molto diversa. Tanto Carlo Emilio Gadda è stilisticamente sporco, contaminato, multilingue, quanto invece suo cugino è molto più consono al clima della prosa, dell’arte, della cultura ufficiale degli anni Venti e Trenta. Uno scrittore con una prosa molto più chiara, pregiudizialmente estraneo a ogni verticalità e psicologismo.
Il convegno nasce proprio dall’idea di valorizzare queste carte, che sono oggi qui in Svizzera: queste carte sono state progressivamente portate alla luce, trasferite all’Università di Ginevra per essere studiate e sono in corso di esplorazione.
Un archivio molto ricco di diari, che vanta una dozzina di stesure autografe di romanzi ma soprattutto una quantità ingente di lettere: sono circa 600 le missive ad autori che vanno da Montale a Benedetto Croce, D’Annunzio, Alberto Moravia – solo per citarne alcuni. Lettere che ci mostrano come quest’uomo fosse il nodo di una rete molto fitta, che caratterizzava quello che potremmo chiamare “il campo letterario e culturale italiano tra le due guerre”.

Giorgio Orelli legge e commenta Carlo Emilio Gadda
Da Carlo a Carlo 08.04.2015, 13:38
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Piero Gadda Conti, oltre che scrittore di una quindicina di romanzi, fu anche viaggiatore (tra le cose di cui si è parlato al convegno c’è proprio un suo diario di viaggio nei paesi caucasici) e soprattutto, come detto, critico cinematografico: in questa veste ha avuto un ruolo piuttosto importante a metà anni Venti, quando si è attivato per promuovere la conoscenza e l’apprezzamento del cinema presso un pubblico di letterati.
Notevole ad esempio l’iniziativa realizzata per la rivista Solaria: un numero monografico intitolato I letterati al cinema, a cui partecipano tanti nomi illustri della letteratura italiana. Nell’archivio ci sono anche corrispondenze con Fellini, e alcuni scambi meno significativi con attori come Monica Vitti, Sophia Loren, Vittorio Gassman.




