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Topolino non parla più solo ai bambini

Il racconto “Paperone in Atlantide” è solo l’ultimo esempio di una tendenza in atto da decenni: il più longevo e conosciuto settimanale a fumetti dell’editoria italiana guarda (anche) verso un pubblico tutt’altro che infantile

  • Oggi, 08:00
Paperone in Atlantide, 2026

Paperone in Atlantide, 2026

  • Disney / Panini Comics
Di: Alberto Brambilla 

È capitato in passato, ma succede ancora oggi, che nel discorso pubblico si utilizzi Topolino come esempio di qualcosa di infantile. Declinazioni del classico: “Ma dove l’hai letto, su Topolino?”, pronunciate da personaggi noti e perfino politici (è successo ad esempio in Italia, in più di una occasione), che vengono accolte ogni volta da un’alzata di scudi da parte di chi il fumetto lo scrive e lo disegna, oltre che da chi lo legge.

Solitamente la risposta prevede esempi di parole dotte imparate nelle storie scritte da Guido Martina e Rodolfo Cimino, o di termini scientifici trovati per la prima volta in quelle di Giorgio Pezzin e Alessandro Sisti. In realtà, anche questi sono solo esempi superficiali della maturità del settimanale a fumetti più longevo della storia della Penisola. È molto più interessante, molto più profondo, quanto è successo negli ultimi tre decenni riguardo all’approccio alle storie, che sono diventate via via più mature nei temi e più complesse nelle trame e nei disegni. Proprio per appagare un pubblico più adulto. 

L’addio di Reginella a Paperino, un amore impossibile troncato dal senso del dovere: un esempio classico di tematiche mature, da “Paperino e il ritorno di Reginella” (Cimino/Cavazzano, 1974). 

L’addio di Reginella a Paperino, un amore impossibile troncato dal senso del dovere: un esempio classico di tematiche mature, da “Paperino e il ritorno di Reginella” (Cimino/Cavazzano, 1974). 

  • Disney

Esempi sporadici di narrazioni complesse e tematiche profonde nel fumetto Disney ci sono sempre stati, ma è stato negli anni Novanta che l’innalzamento di livello è diventato più frequente. Un caso come quello della testata Paperinik New Adventures è emblematico (ne ho scritto qui), così come la $aga di Paperone de Paperoni di Don Rosa, che ricostruisce tra luci e ombre il passato del papero più ricco del mondo. Ancora, alcuni gialli scritti da Tito Faraci, come Dalla parte sbagliata, in cui Topolino e Gambadilegno sono braccati dalla polizia corrotta di una dittatura sudamericana per via di un presunto traffico di armi. 

Tra il 2000 e il 2007 la direzione di Claretta Muci limitò questo filone, preferendo cercare generalmente un abbassamento anagrafico del target. La successiva direttrice Valentina De Poli, invece, consapevole dell’erosione di lettori bambini per via della concorrenza che il fumetto stava subendo da altri medium, tornò a incoraggiare i suoi autori a toccare tematiche importanti e a raccontarle in modo non banale. A quell’epoca risalgono, ad esempio, le parodie Duckenstein di Bruno Enna e Fabio Celoni e, non a caso, il ritorno di PK sulle pagine del settimanale. 

Paperino e Topolino come due facce della stessa medaglia, da “Lo strano caso di dottor Ratkyll e di mister Hyde” (Enna/Celoni, 2014).

Paperino e Topolino come due facce della stessa medaglia, da “Lo strano caso di dottor Ratkyll e di mister Hyde” (Enna/Celoni, 2014).

  • Disney

È stato il suo successore Alex Bertani, in carica dal 2018, a rendere sistematico questo modus operandi. Come ha dichiarato ai microfoni di Rete Due, del resto, gli adulti «rappresentano forse la metà del lettorato». La sua direzione punta chiaramente su storie-evento, dalle trame complesse, in grado di appassionare un pubblico di venti-trentenni, quelli che definisce lettori «di ritorno» di Topolino.

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Kappa

Kappa 16.04.2026, 17:00

  • Michele Serra

Da un lato, quindi, la proliferazione di saghe, sviluppate su più puntate, che presentano immaginari inediti fantasy o fantascientifici; Gli evaporati di Enna e Davide Cesarello, ad esempio, è un vero racconto postapocalittico alla Mad Max o Fallout. Dall’altra storie che approfondiscono i personaggi, andando a toccare tematiche profonde, come La solitudine del quadrifoglio, di Marco Nuccia e Stefano Zanchi, che indaga - appunto - la solitudine del fortunato Gastone, che sfocia quasi nella depressione, dovuta al suo essere isolato dalla comunità in quanto antipatico eterno vincitore. 

Il caso più recente è la maestosa Paperone in Atlantide, scritta e disegnata da Celoni, pubblicata su Topolino all’inizio dell’anno e che sarà raccolta a maggio in volume. È un’avventura a puntate che, per complessità del linguaggio e tematiche toccate, poco ha da invidiare ai graphic novel più blasonati.

La scena iniziale, ad esempio, vede Zio Paperone naufragare in pieno Atlantico durante una tempesta; le tavole sono completamente mute, drammatiche, trascinano i lettori nella storia e in fondo all’oceano insieme al vecchio papero. Quando la regia si sposta sui nipoti che vanno a cercarlo, si parla di morte, di eredità (non solo monetaria), di senso del dovere. La rivelazione del fato dello zio e dell’antica civiltà di Atlantide porta poi riflessioni su temi importanti come «il valore della conoscenza e la forza della memoria», per usare le parole di Bertani. 

Una tavola dalla sequenza iniziale di Paperone in Atlantide. 

Una tavola dalla sequenza iniziale di Paperone in Atlantide. 

  • Disney

È solo l’ultimo esempio di come il fumetto Disney si sia evoluto negli ultimi anni, per andare a rafforzare la presa sui lettori adulti, nocciolo fondamentale del mercato attuale, testando i limiti di quelle linee guida che da sempre definiscono direzione e limiti del linguaggio disneyano. Topolino, intendiamoci, è ancora un “luogo sicuro” per i ragazzi, che al limite troveranno qualche storia più difficile da comprendere. E che, si spera, li spronerà a farsi qualche domanda in più.

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