Musica classica

“Sonata per 7 città” porta la musica a chi resta fuori dalle sale concerto

Il progetto di Filippo Gorini crea connessioni umane attraverso concerti in scuole, ospedali e carceri

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La città ascolta

Voi che sapete... 21.05.2026, 16:00

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  • Barbara Tartari
Di: Voi che sapete/RigA 

Filippo Gorini sentiva che restare un paio di giorni in una città, giusto il tempo di tenere i suoi concerti, non gli bastava. Gli mancava il lato umano, l’humus di quei luoghi: conoscere le persone, ascoltare le loro storie. È la prima di due intuizioni. La seconda è portare la musica agli esclusi dal sistema concertistico: studenti, persone malate o in carcere, abitanti delle periferie.

Nasce così Sonata per 7 città, il progetto con cui il pianista abita la città attraverso la musica. Un’iniziativa pluriennale che prevede residenze di un mese, durante il quale si svolgono concerti ed esperienze d’ascolto. Scuole, carceri, ospedali e mense per i poveri si trasformano in uno spazio d’incontro e di scambio con e per l’artista.

Il viaggio di Sonata per 7 città è iniziato nel 2025 a Vienna, per poi fare tappa in Sudafrica e a Hong Kong. Nel marzo scorso è approdato negli USA, a Portland.

Sono ancora fresche le emozioni provate in America, che Gorini ha condiviso a Voi che sapete. Nella prigione di Portland ha incontrato un coetaneo, recluso da undici anni, che stava studiando i Notturni di Chopin e desiderava farglieli ascoltare. Ricorda che l’uomo ha cominciato a suonare il piano con gioia, ma anche un po’ di paura: sembrava temere fosse una trappola. Gorini lo ha lasciato suonare dandogli solo qualche consiglio per migliorare l’interpretazione: fra i due si è creata una vera connessione umana, e l’impatto per il musicista è stato fortissimo.

Così come commoventi sono state le parole di quel carcerato che, al momento di salutarlo, gli ha detto che se non tornerà a suonare nel penitenziario, morirà senza aver ascoltato di nuovo una cosa così bella. «Esistono tante persone in situazioni particolari che hanno un enorme bisogno della bellezza che questa musica sa dare, e che normalmente non ci curiamo di raggiungere», è il pensiero di Gorini.

Il pianista torna poi alla residenza di Città del Capo, dove ha lavorato con gli alunni delle scuole. È rimasto colpito dall’energia dei giovani sudafricani, dall’entusiasmo con cui ascoltavano e dalla curiosità con cui osservavano il funzionamento dello strumento, provando martelletti, smorzatori e pedali. Crescono con poco, osserva Gorini, ma hanno una vitalità eccezionale e vogliono immergersi nella musica.

Il critico Andrea Ottonello, anche lui ospite in puntata, descrive Gorini come un esploratore controcorrente che scopre realtà bisognose di arte, nella sua accezione più spirituale. Un atteggiamento che arricchisce l’anima, in antitesi da quello in voga nello star system, maggiormente attratto dai palcoscenici più grandi e redditizi.

Filippo Gorini su quei palcoscenici ci sale, ma l’umanità incontrata nel percorso di Sonata per 7 città ha rafforzato la sua determinazione nel far crescere il rapporto con la musica. La forma d’arte di cui si innamorò all’età di dodici anni e che, da allora, costituisce il centro della sua vita.

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