Un monolocale come una barca, un appartamento con poco spazio ma che galleggia e ti tiene a galla, e dove tutto funziona comunque.
Come gli incendi che bruciano i prati e fanno crescere nuova erba verde e rigogliosa, gli stravolgimenti esistenziali portano nuove prospettive. Il cantautore grigionese Pascal Gamboni ha attraversato la sua personale selva oscura, uscendone con una nuova consapevolezza e un nuovo disco. Il quattordicesimo.
«Ho capito che ci sono momenti più difficili e bui in cui non si avrebbe voglia di fare nulla», racconta il musicista a Confederation Music. «Ho l’abitudine, in quei momenti, di prendere la chitarra e vedere se lì si nasconde una canzone, e molto spesso una canzone salta fuori in fretta».
Con Mia barca, Pascal Gamboni celebra la vita. Lo fa ricordando le occasioni che essa offre e che devi saper cogliere; omaggia gli incontri e le amicizie, ricordandoci che tutto è interconnesso in questo mondo, e immaginando il nostro stato d’animo variabile come il tempo meteorologico. «La musica mi aiuta sempre, è un modo per capire dove mi trovo nella vita e chi sono, ma anche per trovare la forza di proseguire. Attraverso le mie canzoni, io guardo la vita».
Mia Barca contiene tredici canzoni realizzate nel suo originale stile “Alpine lo-fi”, rigorosamente Do It Yourself e cantato in romancio, essenziale, ricco di sole e melodia, per invitare tutti quanti a restare svegli, attenti e ricettivi.



