Se volessimo giocare con la gaffe legata al nostro paese, potremmo dire che oggi funk e r&b un pochettino “parlano lo svizzero”. Merito di Alissia Benveniste, bassista, produttrice e dj attiva sulla scena internazionale nata a Ginevra il 9 agosto 1991.
Alissia è stata nominata ai Grammy come “Producer of the Year” e ha collaborato con grandi nomi della musica, tra cui Mary J. Blige, Bruno Mars e Anderson .Paak. Con quest’ultimo ha firmato Can’t Get Enough, uscito il 12 giugno 2026.
Cresciuta fra Svizzera e Italia, all’età di diciotto anni, grazie a una borsa di studio, si trasferisce a Boston per studiare canto e pianoforte al Berklee College of Music. Successivamente, però, si sposta sul basso, elemento centrale del funk e chiave negli arrangiamenti musicali. Un cambiamento di indirizzo che favorirà la sua carriera di produttrice.
Proprio durante il periodo a Berklee pubblica alcuni video che diventano virali su YouTube. Tra i più apprezzati - che oggi conta più di sei milioni di visualizzazioni - c’è quello di Let It Out, uno dei suoi primi brani originali. I video attirano l’attenzione di Prince, da sempre attento a valorizzare il talento delle musiciste donne, che la invita a esibirsi nella sua residenza-studio di Paisley Park.
L’invito di Prince non passa inosservato alla scena funk, ed è così che Bootsy Collins la invita a collaborare. Assieme al bassista di James Brown e Funkadelic/Parliament affronterà il suo primo grande progetto da produttrice con l’album World Wide Funk (2017). Nel disco suona anche in diversi brani, tra cui Bass Rigged System in cui, oltre che con Bootsy, dialoga con stelle delle quattro corde quali Stanley Clarke, Victor Wooten e Manou Gallo.
Subito dopo la laurea si trasferisce a New York, dove si concentra sulla produzione. Nella Grande Mela aprirà anche il suo studio, lo Spaceship. Un lavoro dietro le quinte, sì, ma incisivo. Per gli artisti che si rivolgono a lei scrive e arrangia: è più di una figura tecnica, è una produttrice dotata di visione che sa come plasmare il suono.
Anche il suo stile al basso emana forte identità: radicato nella tradizione funk/soul fra gli anni ’70 e ‘80 (i nomi fatti poc’anzi valgano come modelli), l’approccio non è nostalgico ma, anzi, cala queste pulsazioni di funk originario nel pop, nell’elettronica e nell’r&b contemporaneo. Sempre con il basso come motore ritmico, come forza trainante delle canzoni. Un modo di intendere strumento e suono che ha attirato diversi colleghi: a quelli citati fin qui aggiungiamo Nile Rodgers (leggendario chitarrista degli Chic), Mark Ronson e Mariah Carey.
Alissia ha poi esteso la sua capacità di fare rete alla vita pubblica. È lei a organizzare le Boogie Nights, eventi che mettono in contatto musicisti e professionisti della moda facendoli ballare sulla stessa pista.
Partita dalle rive del Lemano, Alissia è diventata figura influente di un pop globale che adotta sempre più i linguaggi del funk e dell’r&b. E che quindi sì, oggi parla un po’ lo svizzero.
Alissia, è svizzera la nuova stella del funk (Il mattino di Rete Tre)
RSI Cultura 02.07.2026, 10:40
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