Il transatlantico Festival di Sanremo lentamente arriva in rada per approdare stasera alla serata finale. È stata una serata di grandissimo spettacolo musicale. Qui ci siamo in tutto e per tutto. Lo show si è retto principalmente su una cosa che finora era mancata: l’emozione. L’emozione nelle parole di Caterina Caselli che dice «non sentitevi mai giudicati», di rinunciare a questa paura. Ecco, questi messaggi emozionali sono quelli che creano uno show. Staremo a vedere che cosa succede, ma le cover sono state strepitose. A parte, a tarda ora (ma questo è il supplizio del Festival dovuto ad accordi pubblicitari), un filotto di 3 o 4 canzoni finali - tranne Grignani assieme a Nayt con Falco a metà - che erano delle canzoni belle ma fatte in maniera poco chiara.
La questione è questa: o fai una canzone e rifai qualcosa, oppure sei al karaoke. Terza possibilità rifai il pezzo in chiave emozionale, urlato, arrangiato in modo tale da creare suggestione. Quest’ultima possibilità è quella che a me convince meno. Infatti, per me Arisa nel podio è sbagliata, perché Quello che le donne non dicono con il Coro del Regio di Parma è un pezzo che è chiaro che nessuno riesce a contestare, eseguito in quel modo lì.
Ma vogliamo parlare del brivido emozionante di un padre che piomba all’improvviso sul palco mentre canta il figlio, e duetta con lui? Quando è entrato Gianni Morandi con Tredici Pietro siamo stati tutti male, con le lacrime agli occhi. In quel momento contava poco il gorgheggio di Arisa, del Coro o di Mario Biondi: c’era l’emozione.
Ditonellapiaga e TonyPitony hanno fatto la storia della serata dei duetti. The Lady Is a Tramp (portata al successo da Frank Sinatra) è stata eseguita a livelli da Tony Bennett, e dal punto di vista scenico forse anche di più. Lei che fa fare il solo all’orchestra, che fa una considerazione parlata sulle abitudini sociali con una condanna, vestita in maniera sexy ma buffa, come una Barbie. Lui eccezionale, con una voce bellissima.
In seconda posizione, invece, Sayf a me non è piaciuto, perché lui non suona la tromba. Io sono convinto all’87% che quel solo non era suo, perché a un certo punto ha smesso di suonare e la tromba c’era ancora. Però io non sono un musicista.
Grande emozione Levante e Gaia che si danno un bacio sulla bocca cantando I maschi di Gianna Nannini e vengono censurate dalle telecamere. Bellissima serata. Rimane il problema della lunghezza, ma il Festival funziona perché ci sono tante persone che si sono divertite.
La serata dei duetti di Sanremo
La serata dei duetti è importantissima ed è croce e delizia. Croce perché quando i cantanti sanno di andare a Sanremo, si agitano nel pensare quale canzone faranno, e sono molto preoccupati di questo. Delizia perché finisce per essere la serata che può decretare il vincitore. È accaduto due anni fa con Angelina Mango, che cantò la canzone del padre e vinse. È accaduto con gli Stadio, che cantarono La sera dei miracoli e poi vinsero.
Aggiungerei ancora che il grande divertimento è stata la potenza di Andamento lento e dell’ottantenne Tullio De Piscopo. La canzone, che tra l’altro ha una storia molto romantica, si è scontrata metaforicamente parlando con J-Ax e tutta la schiera di milanesi che hanno cantato E la vita, la vita di Cochi e Renato, che è un pezzo poetico, molto molto bello, ovviamente di genere, completamente diverso, ma altamente lirico. Uno ci ha commosso, l’altro ci ha fatto ballare. Viva lo show, viva lo spettacolo, viva la musica italiana.
Top 10 serata cover
1. Ditonellapiaga con TonyPitony, The Lady Is a Tramp
2. Sayf con Alex Britti e Mario Biondi, Hit the Road Jack
3. Arisa con il Coro Teatro Regio di Parma, Quello che le donne non dicono
4. Bambole di pezza con Cristina d’Avena, Occhi di gatto
5. Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band, Vita
6. Sal da Vinci con Michele Zarrillo, Cinque giorni
7. LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo, Andamento lento
8. Nayt con Joan Thiele, La canzone dell’amore perduto
9. Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso, Su di noi
10. Luchè con Gianluca Grignani, Falco a metà

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Non ci resta che... 26.02.2026, 10:30
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