L’attesa per la serata delle cover sta assumendo in queste ore una forma quasi fisica, come se il Festival avesse accumulato per giorni una tensione sotterranea destinata a sciogliersi tutta lì, in quell’unica notte in cui le canzoni non competono ma si misurano con la loro stessa storia. È il momento in cui Sanremo smette di guardare al presente e si concede il lusso di tornare indietro, non per nostalgia, ma per verificare la tenuta di ciò che abbiamo creduto sedimentato. Canzoni che appartengono al canone, riportate alla luce per capire se sanno ancora sorprenderci. È in questo spazio sospeso tra fedeltà e reinvenzione che si muovono gli abbinamenti più attesi.
La nostalgia non è mai dichiarata, ma attraversa tutto. I brani scelti – Vanoni (reinterpretata da Michele Bravi, Fiorella Mannoia e Patty Pravo), Dalla-Morandi (omaggiati da Tredici Pietro, Galeffi e Fudasca) e Tenco (riportato al centro da Chiello e Saverio Cigarini) – funzionano come punti cardinali: non si tratta di rifare, ma di misurarsi con un’eredità che continua a chiedere interpretazioni. Ogni rilettura diventa un gesto di responsabilità: capire cosa resta, cosa cambia, cosa può ancora parlare al presente.
Omaggiare Vanoni, Dalla, Morandi e Tenco significa entrare in un territorio che non ammette leggerezze. Ogni scelta – un arrangiamento, un cambio di tonalità, un’inflessione – diventa un modo per dialogare con chi non c’è più o con chi ha già detto tutto. È qui che la serata trova la sua profondità: nella consapevolezza che la canzone italiana è un archivio vivo, e che ogni artista, anche solo per una sera, è chiamato a misurarsi con ciò che lo precede.
Accanto a questo, ci sono le accoppiate insolite. Cristina D’Avena con le Bambole di Pezza, che trasformano un frammento di infanzia in un esercizio di dissonanza controllata; Fulminacci con Francesca Fagnani, un cantautore e una giornalista che si avventurano insieme dentro Parole, parole; sono innesti che spostano il baricentro, che impediscono alla nostalgia di diventare un rifugio. Il contrasto non è un vezzo, ma un modo per ricordare che la tradizione vive solo quando qualcuno la mette in discussione.
E poi c’è il duetto che molti considerano il vero punto di incandescenza della serata: Tony Pitony e Ditonellapiaga, chiamati a reinterpretare The Lady Is a Tramp. Uno standard americano, elegante e ironico, che nelle loro mani diventa un terreno di libertà assoluta. Da un lato l’ironia obliqua di Tony Pitony, dall’altro la voce di Ditonellapiaga, capace di muoversi tra leggerezza e profondità senza mai perdere il controllo. Insieme promettono non la fedeltà all’originale, ma la sua detonazione: un modo per ricordare che la tradizione non è un museo, ma un materiale vivo, da manipolare senza timore. È forse qui che la serata trova il suo perno emotivo: nella possibilità che una canzone, per un attimo, torni a essere un territorio inesplorato.
Il risultato è un equilibrio sottile: un festival che guarda indietro senza arretrare, che usa il passato come materiale da lavorare, non come reliquia. E forse è proprio questo che il pubblico attende: non la ripetizione, ma la possibilità che una canzone conosciuta da sempre torni a sorprenderci.

In sala e a Sanremo
Passaggi 26.02.2026, 15:05
Contenuto audio
Elenco delle cover
Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma - Quello che le donne non dicono;
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena - Occhi di gatto;
Chiello con il pianista Saverio Cigarini - Mi sono innamorato di te;
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso - Su di noi;
Ditonellapiaga con TonyPitony - The lady is a tramp;
Eddie Brock con Fabrizio Moro - Portami via;
Elettra Lamborghini con le Las Ketchup - Aserejé;
Enrico Nigiotti con Alfa - En e Xanax;
Ermal Meta con Dardust - Golden hour;
Fedez & Masini con Stjepan Hauser - Meravigliosa creatura;
Francesco Renga con Giusy Ferreri - Ragazzo solo, ragazza sola;
Fulminacci con Francesca Fagnani - Parole parole;
J-Ax con Ligera County Fam. - E la vita, la vita;
LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo - Andamento lento;
Leo Gassmann con Aiello - Era già tutto previsto;
Levante con Gaia - I maschi;
Luchè con Gianluca Grignani - Falco a metà;
Malika Ayane con Claudio Santamaria - Mi sei scoppiato dentro il cuore;
Mara Sattei con Mecna - L’ultimo bacio;
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas - Il mondo;
Michele Bravi con Fiorella Mannoia - Domani è un altro giorno;
Nayt con Joan Thiele - La canzone dell’amore perduto;
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko - Ti lascio una canzone;
Raf con i The Kolors - The riddle;
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo - Cinque giorni;
Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci - Baila morena;
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi - Hit the road Jack;
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia - Besame mucho;
Tommaso Paradiso con gli Stadio - L’ultima luna;
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band - Vita



