Verso ESC

Eurovision 2026: Veronica Fusaro sfida Big Four e Austria

In un novero dominato dal danzerino, Svizzera e Francia scelgono strade diverse

  • Oggi, 11:00
  • 2 ore fa
Veronica Fusaro
  • Nils Sandmeier
Di: Andrea Rigazzi 

Per affrontare il prossimo Eurovision Song Contest con la debita preparazione, in questa serie passiamo in rassegna gli artisti in gara e le loro canzoni, tra scelte artistiche e un minimo di bio, che non guasta mai.

Dopo il visionamento della prima manciata di video, la considerazione più lesta a balzare in mente è che la nostra Veronica Fusaro ha lanciato una sfida coraggiosa ai Big Four (Italia, Germania, Francia e Regno Unito) e ai padroni di casa austriaci. Portare a Vienna una canzone come Alice, incentrata sul tema della violenza di genere e screziata di distorsioni rock, è una scelta forte, ancorché collocata nell’alveo pop. Avrebbe potuto cedere a tentazioni danzerine, ricorrere ad acrobatici artifizi, e invece no, lei ha deciso di non snaturarsi. E a noi piace così. 

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03:12

Alice - Veronica Fusaro

RSI Eurovision 11.03.2026, 12:00

  • Nils Sandmeier

Tra i qualificati di diritto alla finalissima c’è Sal Da Vinci. Il vincitore di Sanremo 2026 porta sul palcoscenico continentale la sua Per sempre sì. E sì l’atmosfera da matrimonio, e sì le feste di compleanno, metteteci pure comunioni e cresime, ma quante delle canzoni in lizza possono vantare oltre 20 traduzioni, dal polacco al catalano, fino al turco e al giapponese? Ah, la potenza universale dell’amore!

Di fronte ai risolini e al fastidio trattenuto a fatica dopo la vittoria sanremese, sorge naturale un sentimento di opposizione a cotanta acrimonia. Salvate il soldato Sal, dunque. Con una speranzella: che a Vienna la tuta luccicante esibita dal protagonista del video, in qualche modo, salga sul palco.

Si diceva dell’universalità dell’amore. Che è anche il tema portato, con Regarde !, da Monroe, la più giovane concorrente di ESC ‘26. Con lei la Francia sembra voler verificare se davvero non c’è due senza tre: così si gioca la carta della formula pop+opera, che ha detto bene a Nemo e JJ nelle due precedenti edizioni.
L’interprete non è improvvisata: è formata nel canto lirico e il suo album di debutto è permeato dall’opera. A dispetto dei suoi 17 anni il profilo è solido, resta da vedere se non verrà penalizzata dalla legge dei grandi numeri.

Dall’amore che include cantato da Monroe a uno verso cui alzare muri infuocati. La fine di una relazione tossica e la successiva rinascita sono la chiave per comprendere Fire, della tedesca Sarah Engels. Il brano forse aiuterà chi cerca nell’Eurovision balsamo per le ferite d’amore, ma detto molto onestamente non buca: pop ballabile come manuale vuole, storie di resilienza fuori tempo massimo. Pronti, naturalmente, a venir sconfessati dal voto del pubblico. Però, ecco, si respira sensazione di occasione mancata.

Stacco netto. Quest’anno, se non altro, i britannici non mandano una versione adattata alla bisogna delle Spice Girls (Remember Monday, edizione 2025), ma uno strambo personaggio dotato di autoironia.
Capello vagamente memore di John Lydon, un po’ di sana caciara, Look Mum No Computer in realtà possiede un’interessante cultura musicale. Partito da YouTube, è sperimentatore sonoro e costruttore di strumenti; nel suo pezzo pesca dal synth-pop come dal fai-da-te del punk. Con Eins Zwei Drei il giovanotto di Brighton tiene insieme i maestri Kraftwerk, l’immarcescibile hit Eins Zwei Polizei e la pizza col salame piccante («Eins Zwei Drei with a slice of pepperoni»). Sembra lì lì per, ma non svacca mai.

Il tedesco non è certo cosmetico in Tanzschein, la proposta austriaca. A recapitarla al pubblico di Eurovision sarà Cosmó. Rivelatosi in un talent sotto la guida di Álvaro Soler (ve la ricordate «Mira, Sofia»? Ecco, lui), nel nome celebra il cosmopolitismo, un’assenza di barriere presente anche nel suo pezzo.
Tanzschein, “Licenza per ballare”, è una chiamata al popolo dei club, affinché ritrovi l’energia necessaria per (ri)animare le piste da ballo. Messaggio inclusivo, da verificare se un pubblico poco avvezzo alla lingua tedesca sarà colpito dall’impatto sonoro del brano.

In rete c’è chi ha colto una somiglianza tra Tanzschein e Satisfaction, vecchio successo da discoteca di Benny Benassi. I malignetti col ditino alzato non mancano mai. Noi, ispirati dallo spirito di apertura della manifestazione, replichiamo così: la musica è un continuo rifluire, la musica è nell’aria.

L’Eurovision 2026 in tivù alla RSI

-LA2, 5 maggio, ore 22.15: showcase di Veronica Fusaro

-LA1, 12 e 14 maggio, ore 21: semifinali in diretta;
16 maggio, ore 21: finale in diretta dalla Wiener Stadthalle

LEGATO A “IL MATTINO DI RETE TRE” DEL 21.04.2026, ORE 7.30

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