Rannicchiata nei suoi alvei social, compressa in micro-video da consumare all’istante, la musica sembra aver abdicato al suo ruolo sociale. Se non in toto, perlomeno in parte. Tra i compiti dismessi, figura anche la difesa della libertà? Domanda non certo oziosa per un veicolo di messaggi dall’elevata accessibilità che, nel corso dei decenni, ha saputo smuovere coscienze e invitare alla partecipazione attiva sui grandi temi universali.
La musica ha perso la sua centralità, ora c’è meno voglia di capire cosa ci raccontano le canzoni. È il pensiero espresso a Voi che sapete dal giornalista e scrittore Andrea Scanzi, secondo cui affinché la musica inviti alla riflessione servirebbe anche un pubblico che le desse importanza, cosa a cui pare meno incline. Ci mettono poi del loro gli artisti di oggi, «un po’ più indolenti, un po’ più “facciamo le robe facili, cerchiamo di vendere, non complichiamo la vita”», così ne traduce i ragionamenti Scanzi. Un circolo poco virtuoso che sembra destinato ad autoalimentarsi senza soluzione di continuità.
Altro elemento di non poco conto è la discontinuità fra le generazioni a cui si assiste oggi. Tra i più giovani, anche tra quelli appassionati di musica, alcuni nomi non circolano: limitandoci al cantautorato italiano, parliamo di giganti come Dalla o De Andrè, per intenderci.
Alcuni genitori “resistono”, riescono cioè a tramandare ai figli le canzoni d’autore passato, favorendo quell’educazione dello spazio interiore, come la chiama il cantautore Claudio Sanfilippo, diffusa fino a qualche decennio fa. Questo esercizio aiuta a occupare «quel silenzio interiore che ciascuno di noi ha nascosto da qualche parte». Uno spazio libero da brusii che però «sembra smarrito nella gran parte delle coscienze delle persone che vivono questa epoca stralunata, sghemba e piuttosto schifosa», chiosa con amarezza Sanfilippo.
Certo è che di Gaber e De Andrè non ne nascono tutti i giorni. Il loro uso della lingua italiana rimane pressoché inarrivabile per molte penne contemporanee, così come la profondità del loro sguardo. Scanzi cita “Faber” per evidenziare come, oltre alla qualità dei testi, per parlare di libertà servano «il coraggio di andare in direzione ostinata e contraria» e la sensibilità nell’affrontare un tema che «spesso riguarda quelli più umili, quelli più vessati». In sintesi: la sola tecnica non basta, se non è accompagnata da qualità umane.
Ricorda Sanfilippo che quando usciva dagli spettacoli di Gaber, si sentiva una persona migliore. Scanzi condivide, ma ricorda come Gaber svolgesse un’altra importante funzione dell’artista, ossia quella di farci rimettere in discussione le nostre certezze: «Se un artista mi dà soltanto quello che io spero mi dia, è appagante, divertente, però è un po’ poco», commenta.
Guardando al contesto internazionale, abbiamo gli esempi di Joan Baez, Neil Young, Patti Smith, Bruce Spingsteen: artisti che, ognuno con il suo approccio, continuano a battersi per un ideale di giustizia sociale, imprescindibile dal tema della libertà. Di recente, con Streets of Minneapolis, il Boss ha preso posizione contro l’ICE, riportando (almeno per un attimo) la musica al centro del dibattito pubblico.
Ridare una dimensione politica (in senso lato) alle canzoni è possibilità viva anche per Corrado Rustici. Su internet, il chitarrista e arrangiatore ha scritto: «Viviamo un’epoca di confusione e di autoritarismi di vario genere, in cui perfino le supposte democrazie risultano sempre più asfissianti e meno credibili. La musica, per la sua intangibilità più di ogni altra forma d’arte, è un possibile spazio di dialogo interiore che per sua natura non ha bandiere».
La musica circola, le grandi canzoni sono lì, pronte ad attecchire nelle coscienze più fertili. Non tutto è perduto. Ne è convinto Claudio Sanfilippo quando dice che in noi sopravvivono «quelle antenne in grado di intercettare le emozioni che aiutano a crescere dentro». Per riattivarle, potrebbe aiutare un risveglio dal torpore indotto dalla torrenziale comunicazione odierna. Augurandoci che non sia troppo brusco.
La musica può ancora difendere la libertà?
Voi che sapete... 14.04.2026, 16:00
Contenuto audio
