CHAnniversari

I trent’anni dei Barocchisti

L’ensemble svizzero italiano è un punto di riferimento internazionale per l’esecuzione del repertorio antico

  • Oggi, 10:00
I Barocchisti
  • Ti-Press
Di: Voi che sapete/RigA 

Trent’anni di attività per I Barocchisti, formazione svizzero italiana di musica strumentale internazionalmente apprezzata e punto di riferimento per l’esecuzione del repertorio antico su strumenti storici. A Voi che sapete, Barbara Tartari e Giovanni Conti hanno conversato con i loro ospiti sul significativo traguardo.

Svariate produzioni discografiche, tantissimi concerti per l’ensemble fondato e diretto dal maestro Diego Fasolis, che nonostante le preoccupazioni per un futuro incerto, sente ancora «tutto questo entusiasmo che trent’anni fa avevamo in grande abbondanza, e che non ci è ancora passato, per dire la verità». Una passione che vive sullo slancio di un decennio, gli anni ’90, in cui si poteva credere nelle potenzialità dei musicisti della nostra regione e portare avanti grandi collaborazioni.

«Con Diego abbiamo sempre avuto una grande armonia», ricorda Duilio Galfetti, violinista, per molti anni spalla dei Barocchisti. «Le idee “debordanti” non sono mai mancate, anche per un comune background musicale, che è quello della musica leggera, del rock, del ritmo». Secondo lui è proprio il ritmo il loro marchio di fabbrica.
Approdato ai Barocchisti dopo otto anni nella formazione del Giardino armonico, Galfetti ripercorre l’inizio dell’esperienza: «Venivo da Milano ma non ero spalla di un gruppo, e diventare spalla di un’orchestra è un mestiere che occorre imparare; io ho avuto la possibilità di farlo, e di questo sono grato».  

Tante le pagine memorabili prodotte in questi tre decenni, ma uno spazio particolare nel cuore di Fasolis lo occupa Bach, che definisce «il mio maestro musicale ma anche spirituale»: interpretarne la musica, che «affratella e unisce molti in tutto il mondo e commuove», è per lui un grande onore.
La memoria ritorna alla Passione secondo Matteo, ai due concerti nella chiesa di Santa Maria degli Angioli di Lugano con I Barocchisti, il Coro della Radiotelevisione svizzera e l’Orquesta barroca de Sevilla. Furono esibizioni emotivamente intense per il maestro: in quel periodo la moglie stava molto male, e «dirigere in quella situazione, con la passione di Cristo davanti a me, sollevati all’altezza dell’affresco del Luini, sicuramente è stata un’esperienza tragica, ma anche molto profonda».

Nel trarre un bilancio, Fasolis si dice grato di aver avuto Galfetti al suo fianco. Perché fra le storie legate ai Barocchisti ce n’è anche una che parla di amicizia. Un fatto un po’ atipico: non è così normale che direttore e spalla siano amici, ma così è. Galfetti sottolinea come la comunicazione fra loro sia sempre stata molto diretta, «a volte anche troppo», e abbia permesso di raggiungere velocemente risultati ancora oggi insuperati: «Era famosa la battuta dei tempi di maturazione di due secondi dei nostri brani: nel senso che dopo due secondi il brano era già maturo».

Appuntamento il 21 febbraio 2026 alle ore 20, nella Sala Teatro del Lac di Lugano, con il Coro della Radiotelevisione svizzera e I Barocchisti, diretti da Diego Fasolis. In programma la prima esecuzione svizzera nella versione italiana curata da Giuseppe Carpani de La Creazione di Franz Joseph Haydn.

34:21
immagine

I Barocchisti al traguardo dei trent’anni

Voi che sapete... 12.02.2026, 16:00

  • © Ti-Press / Gabriele Putzu
  • Barbara Tartari e Giovanni Conti

Correlati

Ti potrebbe interessare