All’Hallenstadion di Zurigo, Ted Dwane e Ben Lovett dei Mumford & Sons si raccontano in un’intervista intensa e autentica. Tra memoria, evoluzione e nuove urgenze artistiche, la band britannica, vincitrice del Grammy per Album of the Year con Babel, parla del momento creativo che ha dato vita prima a Rushmere e poi a Prizefighter, un album che sembra riportarli alla loro essenza più ruvida e, allo stesso tempo, più morbida e consapevole.
Dalla scrittura “lampo” in dieci giorni alle collaborazioni con Hozier, Chris Stapleton, Gracie Abrams e Gigi Perez, fino al significato profondo del titolo Prizefighter, Ted e Ben riflettono su resilienza, identità e sul valore di una musica pensata per essere vissuta insieme al pubblico.
Un dialogo che attraversa le radici folk della band, il loro rapporto con il live e la dimensione collettiva del fare musica, guardando anche al futuro.
LEGATO A “ALLA DERIVA” (RETE TRE) DEL 29.05.2026, ORE 13.00