Speciali
Musica pop

Perché artisti di generazioni diverse continuano a cercarsi?

Da Alfa con Jovanotti a Sabrina Carpenter con Madonna. I motivi dietro queste collaborazioni sono tanti. Uno su tutti l’effetto sorpresa

  • Oggi, 15:00
Sabrina Carpenter

Sabrina Carpenter

  • Imago / UPI Photo
Di: Simona Rodesino 

Se all’età di 5 anni ad Alfa avessero detto che avrebbe duettato con il suo idolo Jovanotti (il primo concerto della sua vita!) probabilmente non ci avrebbe mai creduto. Di sogni ce ne sono tanti e a volte si avverano. Questo è uno degli ultimi esempi di un artista della nuova generazione che scrive un pezzo a quattro mani con un altro artista più navigato ed esperto. La loro canzone Buon vento, appena uscita, racconta proprio di due sguardi diversi rivolti verso la stessa idea di libertà.

Madonna e Sabrina Carpenter poi hanno da poco fatto uscire un singolo insieme, Bring Your Love, che ha anticipato l’album di Madonna Confessions II, uscito il 3 luglio 2026. Dove l’hanno cantata per la prima volta? Al Coachella la regina del pop è stata chiamata a sorpresa sul palco da Carpenter, headliner della serata, esattamente 20 anni dopo il suo debutto al festival nel 2006. Un’esibizione che da molti è stata già definita leggendaria.

Certo, le collaborazioni intergenerazionali ci sono sempre state ma oggi sono sempre più diffuse e continuano a sbocciare anche tra artisti appartenenti a mondi, immaginari e generi lontani. Ci sono tanti motivi e alcuni stanno evolvendo con il tempo. Cerchiamo di metterli in fila.

Creare eventi mediatici

Un motivo, lo diciamo senza girarci intorno, è il marketing. Questi duetti spesso rappresentano una potente operazione commerciale. Allargare un progetto significa conquistare nuovo pubblico, ampliare le fanbase, aumentare streaming e view e in generale arrivare a più gente possibile. 

L’effetto sorpresa, l’inaspettato, crea curiosità: più se ne parla, più il progetto gira e oggi a maggior ragione grazie ai social, in grado a volte di rendere una collaborazione virale prima ancora che la canzone esca. Se la coppia è improbabile poi, questo effetto può venire moltiplicato e - aggiungiamo - può valere anche sui palchi dei concerti. Vedi Olivia Rodrigo, giovane cantante statunitense che l’estate scorsa ha duettato ai suoi live con Robert Smith dei Cure e David Byrne dei Talking Heads. Il tutto condito da esternazioni pubbliche di stima reciproca, un evento mediatico in piena regola. Tra chi ha apprezzato e chi proprio no.

Ok, siamo romantici

Ci sono anche altri fattori che per fortuna esistono e vanno di pari passo con le strategie di marketing. Ci sono l’ammirazione reciproca e il desiderio di lavorare insieme, che portano a una sorta di passaggio di testimone tra artisti di età diverse. I più giovani collaborano con icone, leggende, spesso idoli di una vita, ricevendo un certo riconoscimento artistico. I più grandi cercano nuova linfa, linguaggi contemporanei e desiderio di restare ancorati al presente. A volte rilanciando anche la loro carriera in stallo. Un win-win mica da poco.

Pensiamo ai Måneskin qualche anno fa. Nel 2021 esce la nuova versione di I Wanna Be Your Slave con alcune strofe cantate dalla leggenda del rock Iggy Pop. La band scrive sui social: «Siamo cresciuti ascoltando le sue canzoni ed è anche merito suo se abbiamo deciso di formare il nostro gruppo». In quel momento, la fama internazionale dei Måneskin, già in rampa di lancio dopo la vittoria all’Eurovision Song Contest, si consolida ancora di più. Due anni dopo raddoppiano, facendo uscire il singolo Gossip con un’altra icona rock, Tom Morello, chitarrista dei Rage Against the Machine.

Alcuni duetti sono più efficaci di altri, ma quel che è certo è che stanno diventando una vera tendenza culturale. Al di là delle operazioni commerciali, sta a noi scindere, ricercare dove emerge autenticità e stima reciproca. Di solito sono i migliori.

06:00
Alfa

Alfa e Jova presentano “Buon vento” (Il mattino di Rete Tre)

RSI Cultura 29.06.2026, 14:25

  • Keystone
  • Julie Meletta

Correlati

Ti potrebbe interessare