Per molto tempo la Bovisa è rimasta fuori dai percorsi più battuti di Milano: un quartiere segnato dalla sua vocazione operaia e per anni marginale rispetto al centro. Eppure, è proprio qui che, dal recupero di un ex complesso industriale, è nato lo Spirit de Milan: «el sit to be» della Milano popolare che resiste. Un centro culturale e di aggregazione che rilegge tradizioni e forme di convivialità sempre meno spontanee nelle grandi metropoli.
Luca Locatelli, ideatore del progetto, sintetizza così la visione che anima il locale: «Stiamo riproponendo un modo di stare insieme che è sempre esistito, ma che Milano stava lentamente dimenticando».
Nato nel 2015 in occasione di Expo, lo Spirit de Milan avrebbe dovuto essere un’esperienza temporanea di sei mesi. Undici anni dopo continua a rappresentare uno dei pochi luoghi in cui la cultura popolare meneghina trova spazio non in chiave nostalgica, ma come tradizione che continua a evolversi.
Il dialetto come lingua viva della città
Centrale è il recupero del dialetto: non come elemento folcloristico, bensì come strumento narrativo e musicale che permette di raccontare una parte profonda della storia cittadina. «Sentir parlare milanese diverte anche i giovani» racconta Locatelli, «ed è un modo semplice ma potente per far riscoprire chi siamo».
L’anima del locale emerge nelle serate Barbera & Champagne, che rendono omaggio a Gaber, Jannacci, Svampa – figure che hanno scritto la storia linguistica e poetica della città.
Serata Barbera & Champagne
Per questi artisti il dialetto non era un vezzo, ma un linguaggio che permetteva di raccontare Milano senza filtri, con le sue fragilità e le sue contraddizioni. Jannacci lo usava per dare voce agli “ultimi”, Gaber per scavare nell’identità cittadina con lucidità e disincanto, Svampa per custodire e reinventare la tradizione del cabaret.
Tradizioni che si rinnovano sul palco
Su questa stessa linea, il locale propone una programmazione che mette in dialogo linguaggi culturali differenti. Tra gli appuntamenti più riconoscibili c’è CA BAR ET BOH VISA, serata che unisce cabaret contemporaneo e musica dal vivo in una formula che richiama la tradizione meneghina del teatro-canzone. Queste e altre serate proposte, pur molto diverse tra loro, condividono la stessa attenzione alla dimensione culturale della musica e della socialità.
La storia stessa del luogo amplifica la dimensione di laboratorio culturale. Fino al 2004, tra queste mura si producevano cristalli: l’antica insegna “Fratelli Livellara” è ancora visibile, a testimonianza della continuità tra una fabbrica che produceva oggetti e uno spazio che oggi produce cultura e relazioni.
Per il suo fondatore, lo Spirit de Milan rappresenta un tentativo di salvaguardia di ciò che rischia di andare perduto: la socialità spontanea, la lingua, una parte della memoria operaia e popolare. Chi attraversa i cancelli non trova semplicemente un posto dove mangiare o ascoltare musica, ma un laboratorio culturale che lavora per tramandare ciò che definisce, ancora oggi, l’identità meneghina.
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