Porto nel cuore una foto di Guy Picciotto dei Fugazi che canta infilato in un canestro da basket. Partiamo da qui, dagli alfieri di una musica senza compromessi commerciali, per iniziare dall’essenza del discorso.
Le foto del rock fissano l’energia di un concerto, il fermento di una scena. Perfino la filosofia che ispira i suoi protagonisti. Anche nelle ridotte dimensioni del telefonino, mentre le scorriamo pigramente sul divano.
Vabbè, non è che il primo che si fa una foto rock diventa rockstar. Diciamo che la materia prima ce la mettono musica e carisma. Dopodiché sarà l’occhio di chi scatta la foto a contribuire alla costruzione del mito. Cosa sarebbero stati i Joy Division senza il bianco nero e toni di grigio firmato Anton Corbijn? Forse se lo chiesero anche gli U2, chissà.
La fotografia diventa icona e nel cervello dei fan a essa esposti, fra i tanti, ammirati pensieri, si fa strada una domanda: dove trovo quella giacca/maglietta/gonna/braga/scarpa per essere anch’io un po’ come il mio idolo? A tal punto da lanciare appelli sui social.
Nulla di nuovo nel camerino di prova. Già a inizio Novecento, ai tempi del jazz e dello swing, la musica influenzava la moda giovanile: un testimone raccolto da Elvis e transitato dalla Carnaby Street della Swinging London, per giungere al Sex di Vivienne Westwood negli anni del punk, fino alle sponsorizzazioni di grandi marchi della moda di cui Liam Gallagher è fra i campioni indiscussi.
Ah no certo, c’è stato il grunge, l’anti-stile per eccellenza. Peccato che ai tempi dello splendore commerciale i cataloghi pullulassero di fotomodelli abbigliati con magliette serafino e camicioni da boscaiolo legati in vita. Per non parlare delle calzature, con All Star e Doc Martens a guidare la marcia.
È tutta industria dello spettacolo, con i suoi figli pettinati e quelli ribelli.
Non dobbiamo certo spiegarlo noi alla moda che se a un capo vuoi associare messaggio, immaginario e identità, con la rockstar l’investimento è ben riposto. Così come alle star del rap e della trap, ma anche qui non è una novità se pensiamo al brand sportivo che negli ‘80 si legò ai Run Dmc. La loro My Adidas è lì a ricordarcelo.
Un tempo quella maglietta lì, quel giaccone là, quel pantalone fatto così dovevi cercarli tra negozi e grandi magazzini, a volte scendendo a compromessi. Oggi con la rete basta cercare e - voilà! - ecco apparire una sfilza di proposte. Sulla qualità di ciò che arriva a casa qualora si procedesse all’acquisto, non è dato garantire.
Per un look completo dalla testa ai piedi, ho fatto delle prove “sezionando” alcune di queste icone con i potenti mezzi di Google Lens - massima profanazione! - ed è stata una discesa nei recessi della rete piuttosto divertente.
Cominciamo, giustamente, dal Re del rock’n’roll. Inquadrando il suo ciuffo Pompadour escono consigli per il fai-da-te, ma anche video social di barbieri in giro per il mondo e pagine di produttori di brillantina che promettono un perfetto stile Sua Maestà Elvis Presley. Serve una capigliatura adeguata, sennò si può sempre ripiegare sulle parrucche in vendita nella sezione Shopping (i fan è meglio che non guardino, potrebbero risultarne insolentiti).
Creando il dettaglio sugli stivali dei Kiss periodo Love Gun, ci appaiono paia su paia di calzature ultra-rinforzate con zeppa massiccia e suole con zanne affilate e occhi di bragia, alcune dotate pure di minacciosissimi spuntoni di metallo. Confesso, mi fanno un po’ paura. Spostandoci con le dita sui costumi, troviamo in vendita pure quelli. Casomai volessimo sorprendere i colleghi al lavoro.
Se invece ci sentiamo più minimali, possiamo prendere la foto di Kurt Cobain nel celebre Mtv Unplugged e restringere il campo al cardigan indossato per l’occasione: ne troveremo a prezzi più abbordabili rispetto a quanto fu battuto all’asta l’originale. Per i più fedeli alla linea (di maglieria) è disponibile anche la devota replica.
E anche l’utente Reddit di cui sopra potrà scegliere fra un’ampia offerta di giubbe da ussaro à la Hendrix.
“Adesso ti frego!”, avrà pensato qualcuno. “Trovami qualcosa per la famosa foto di Jim Morrison, quella in cui posa a torso nudo con le braccia aperte!”. Detto, fatto. La ricerca offre immagini di torsi maschili in bianco e nero a opera di fotografi professionisti.
Icone vendute a tranci al mercatino della rete, perdonatemi l’immagine fra il truce e il fantozziano. Non ci sono pose cristiche da assumere, né mercanti da scacciare dal tempio del rock. Quelle foto stanno facendo il loro dovere di veicolo pubblicitario fino in fondo e un po’ oltre. E poi quella brava fotografa e quel fabbricante di parrucche col ciuffo hanno diritto al loro click di celebrità.

Incontro con Alessio Pizziccanella
RSI Neo 28.03.2026, 19:15




