Dal 4 al 7 giugno 2026, il Trümpi Festival torna a Corcelles, nel cuore del Canton Neuchâtel, tra natura, convivialità e sperimentazione sonora. Un appuntamento unico, dedicato a uno degli strumenti più antichi e misteriosi del mondo: lo scacciapensieri, Trümpi in svizzero tedesco.
Il Trümpi è molto più di una semplice rassegna musicale: è un luogo d’incontro tra tradizioni popolari e suoni contemporanei. Workshop artigianali, concerti, jam session alimentano lo spirito comunitario della manifestazione. Per la nuova edizione si prospetta un viaggio attraverso atmosfere, culture e paesaggi reinterpretati grazie alla musica e all’immaginazione sonora.
Una specie di anti-festival: così lo definisce il direttore Philippe Dallais, ospite di Christian Gilardi a Montmartre (Rete Due). Un evento «senza pretese, molto partecipativo» che si svolge in uno spazio piccolo ma suggestivo, all’interno di un edificio d’epoca. Alla base della manifestazione c’è una filosofia non commerciale, improntata alla condivisione tra appassionati e alla diffusione dello strumento.
Lo scacciapensieri è uno strumento antichissimo, quasi arcaico, eppure oggi lo ritroviamo in universi musicali contemporanei. Secondo Dallais, questo dipende soprattutto da due fattori: da una parte, i giovani costruttori che ne creano di nuovi e particolari per look e sonorità; dall’altra l’immediatezza di apprendimento, per cui è facile ottenere le prime soddisfazioni.
La manifestazione vuole essere un punto di aggregazione per chi suona lo scacciapensieri, che spesso si diletta in solitudine. Per amplificare l’aspetto conviviale, è previsto un “cabaret” dove le persone potranno esibirsi liberamente. La dimensione partecipativa è molto importante, sottolinea Dallais, in un panorama dove i festival tendono ad assomigliarsi tutti. La differenza la fa lo spirito dello scacciapensieri, strumento «che sembra morire ma non muore mai» e continua a suscitare curiosità.
Una masterclass incentrata sul rapporto fra scacciapensieri e blues inaugurerà un programma che parla molto italiano: Luca Boggio, fabbro della Valsesia, terrà un workshop sulla costruzione dello strumento; altri ospiti saranno l’etnomusicologo e ricercatore torinese Alessandro Zolt e gli artisti siciliani Fabio Tricomi e Diego Panarello.
La presenza italiana, oltre a confermare i legami culturali con il nostro paese, sostiene Dallais, rispecchia una realtà da sempre punto di riferimento per lo sviluppo dello scacciapensieri, strumento che proprio in Italia sta conoscendo una grande rinascita.
Un festival - pardon, un anti-festival - dove sapere e divertimento si intrecciano: Dallais è sempre colpito nel vedere «persone che arrivano al festival anche se non sanno suonare lo scacciapensieri, ma nel giro di pochi minuti imparano a suonarlo». Il Trümpi diventa luogo di scambio e spazio dove superare i pregiudizi su questo piccolo strumento.
Tascabile, facile da imparare, con una storia che nasce nell’Asia del IV secolo avanti Cristo: allo scacciapensieri basta una sola nota - l’unica che produce - per aprire mondi. Corcelles li celebra tutti con passione e genuinità.
Trümpi Festival 2026 (Montmartre, Rete Due)
RSI Cultura 01.06.2026, 16:40
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