Ute Lemper attraversa il tempo come se fosse un territorio reale, fatto di città e incontri. Nell’intervista, realizzata da Alessandro Chiara, l’artista racconta una percezione che guida tutto il suo lavoro: «Il tempo non è una linea, ma uno spazio. E in questo spazio ci sono tutti i ricordi». È da questa consapevolezza che nasce La viaggiatrice del tempo, lo spettacolo che la grande interprete ha portato al Cinema Teatro di Chiasso il 18 aprile e che questa sera alle 20.20 viene trasmesso su Rete Due.
Nella visione di Ute Lemper il passato è una presenza costante. «L’infanzia non è lontanissima su una linea, ma è qui», afferma, e questa prossimità guida il suo modo di cantare: le storie che sceglie nascono dal desiderio di dare voce a una specifica condizione umana: «l’essere umano nell’isolamento, innamorato, abbandonato davanti alla morte».
Lo spettacolo La viaggiatrice del tempo è un viaggio che attraversa quarantacinque anni di carriera e tocca luoghi che hanno segnato la sua vita: Weimar, Berlino, Parigi, Londra, New York, Buenos Aires. La scaletta include pagine di Weill, Piazzolla, Brel, Kander, Gershwin, Waits e Alberstein, insieme alle sue composizioni ispirate ai testi di Bukowski, Neruda e Coelho. Le canzoni più recenti riflettono il suo sentirsi una “time traveler”: «Il flusso è in realtà la cosa più importante. Quando lo si capisce, credo che si diventi finalmente liberi».
Un aspetto decisivo del percorso di Ute Lemper è il confronto con la storia tedesca, maturato nella Berlino degli anni Ottanta, una città divisa che la costringe a misurarsi con l’eredità del Novecento. «Essere artisti è una responsabilità», afferma, e quella responsabilità l’accompagna fin da quando interpreta Brecht e Weill, autori che avevano attraversato la frattura della Repubblica di Weimar.
Dentro questo stesso orizzonte si colloca anche la telefonata con Marlene Dietrich, avvenuta nel 1987, quando Lemper viveva a Parigi ed era stata definita dalla stampa come la “nuova Marlene”: «Fu praticamente un monologo di Marlene», ricorda, una voce segnata dalla nostalgia e dal dolore per l’impossibilità di tornare in Germania, che la giovane artista ascolta come un’eredità emotiva complessa e inattesa.
Acclamata per le sue interpretazioni, per la scrittura musicale e per i ruoli nei musical del West End e di Broadway, da Cats a Chicago, da Peter Pan a Cabaret, Ute Lemper in Time Traveler raccoglie tutto questo percorso e lo restituisce come un mosaico di memorie.
LEGATO a Prima Ora, LA 1, 29.05.2026, ore 18