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30 anni dopo: le illustrazioni proibite del mondo Pokémon

Nel passaggio dal Giappone al resto del mondo sono stati diversi i motivi di polemica che hanno coinvolto le carte collezionabili: ciò ha portato a modifiche e censure che raccontano il confronto tra due civiltà millenarie

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Alcune delle carte Pokémon bandite in Occidente

Alcune delle carte Pokémon bandite in Occidente

Di: Elia Bosco 

Le tradizioni culturali dell’Oriente e dell’Occidente hanno spesso generato modi diversi di percepire il mondo, i simboli e ciò che è considerato appropriato o meno. Queste differenze emergono chiaramente anche nel mondo del collezionismo: le carte Pokémon, nate in Giappone nel 1996, hanno subito varie modifiche nel passaggio al mercato occidentale per adattarsi a sensibilità diverse — dalle raffigurazioni considerate troppo violente, a simboli religiosi o iconografie potenzialmente controverse, fino a dettagli estetici percepiti in modo differente dalle due culture. Il Pokémon TCG diventa, sotto questa prospettiva, la testimonianza dell’incontro tra due civiltà profondamente diverse che vale la pena raccontare a trent’anni dall’esordio del franchise.

Riferimenti sessuali

Grimer (Rocket Gang, 1997) / Grimer (Team Rocket, 2000)

Grimer (Rocket Gang, 1997) / Grimer (Team Rocket, 2000)

Trovato la differenza? Il Grimer giapponese sta, perdonate la malizia, “facendo il furbo”. I suoi occhi, infatti, sembrano guardare sotto la gonna di una passante inconsapevole. Con la stampa occidentale avviene una tanto insignificante quanto decisiva modifica: gli occhi del Pokémon ora guardano chi sta tenendo la carta, per evitare qualsiasi potenziale polemica di natura sessuale, considerata non adatta al pubblico infantile occidentale.

Misty's Tears (Leaders' Stadium, 1998) / Misty's Tears (Gym Challenge, 2000)

Misty's Tears (Leaders' Stadium, 1998) / Misty's Tears (Gym Challenge, 2000)

A differenza del primo caso, qui ci troviamo di fronte a un vero e proprio ridisegno. L’illustrazione giapponese mostra Misty, la Capopalestra di Celestopoli specializzata in Pokémon di tipo Acqua, abbracciare uno Staryu ferito con l’intenzione di curarlo, o perlomeno alleviare il suo dolore, in uno sfondo che allude alla dimensione acquatica. Cosa c’è che non va, dalla prospettiva occidentale? Il fatto che Misty, che nell’anime ha circa 10 anni, sia raffigurata senza alcun indumento. Si sacrifica sicuramente, in questo passaggio, la visione poetica, se mi permettete di usare questo termine, che aveva guidato l’illustrazione originale del maestro Ken Sugimori: una purezza che viene completamente persa nella versione occidentale, seppur molto ben riuscita.

Moo-Moo Milk (Gold, Silver, to a New World, 2000) / Moo-Moo Milk (Neo Genesis, 2000)

Moo-Moo Milk (Gold, Silver, to a New World, 2000) / Moo-Moo Milk (Neo Genesis, 2000)

Il caso del cosiddetto “Latte Moo-Moo” è abbastanza emblematico per comprendere la mentalità occidentale. Complice un’illustrazione di Tomokazu Komiya, artisticamente riconoscibilissimo, la carta mostra un Sentret che beve del latte dalla mammella di una protesi simil-mucca. È complesso anche da spiegare, me ne rendo conto, ma il motivo per cui questa carta è stata completamente ridisegnata è, al contrario, di facilissima intuizione.

Religione e politica

Koga's Ninja Trick (Challenge from the Darkness, 1999) / Koga's Ninja Trick (Gym Challenge, 2000)

Koga's Ninja Trick (Challenge from the Darkness, 1999) / Koga's Ninja Trick (Gym Challenge, 2000)

Direi che non ci sono dubbi sui motivi che hanno portato Wizard of the Coast, i primi distributori del franchise nel mercato occidentale, a modificare l’illustrazione di questa carta. In primo piano, Golbat, il Pokémon pipistrello di Koga, Capopalestra di Fucsiapoli specializzato in Pokémon di tipo Veleno. Fin qui tutto bene. Il grosso problema è nello sfondo, dove compare un simbolo che ricorda inequivocabilmente la svastica nazista. Avete letto bene, ricorda. Si tratta, a ben vedere, del manji, antico simbolo buddhista e induista, presente in Asia da millenni, che rappresenta il sole, l’infinito, la buona fortuna, l’armonia universale e la ruota della vita. È chiaro che si fa prima a toglierlo di mezzo rispetto che a spiegarlo, tanto che persino in Oriente – ed è l’unico caso – l’illustrazione venne modificata.

Sabrina's Gengar (Challenge from the Darkness, 1999) / Sabrina's Gengar (Gym Heroes, 2000)

Sabrina's Gengar (Challenge from the Darkness, 1999) / Sabrina's Gengar (Gym Heroes, 2000)

Siamo di fronte a una delle carte più iconiche dell’intero franchise, il Gengar di Sabrina, Capopalestra di Zafferanopoli, specializzata in Pokémon di tipo Psico. La versione giapponese colloca il Pokémon all’interno di un cimitero, di cui si vedono chiaramente le lapidi a forma di croce sullo sfondo. La sensibilità occidentale non poteva accettare richiami così espliciti alla morte e alla religione, così si decise di mantenere la stessa illustrazione aumentando però l’olografia della carta, che avrebbe nascosto, per quanto possibile, il cimitero alle spalle del Pokémon. Carta alla mano, se si guarda attentamente, le lapidi sono tuttavia ancora visibili.

Gioco d’azzardo

Arcade Game e Card Flip Game (Gold, Silver, to a New World..., 2000) / Arcade Game e Card Flip Game (Neo Genesis, 2000)

Arcade Game e Card Flip Game (Gold, Silver, to a New World..., 2000) / Arcade Game e Card Flip Game (Neo Genesis, 2000)

Un altro tema molto delicato è quello del gioco d’azzardo. Le versioni giapponesi di queste carte mostrano chiaramente delle sale slot, in cui sono posizionate delle macchinette a tema Pokémon. Quello che si fece con la stampa internazionale fu semplicemente ingrandire l’inquadratura sullo schermo e accentuare la dimensione del videogioco, togliendo qualsiasi riferimento al luogo in cui si collocano queste macchinette. Una soluzione pigra, certamente, ma efficace.

Gesti inappropriati

Sabrina's Gaze (Challenge from the Darkness, 1999) / Sabrina's Gaze (Gym Heroes, 2000)

Sabrina's Gaze (Challenge from the Darkness, 1999) / Sabrina's Gaze (Gym Heroes, 2000)

Ancora una volta ad essere protagonista di censura è Sabrina, nella carta Sabrina’s Gaze (Lo Sguardo di Sabrina). L’illustrazione è stata considerata offensiva in quanto l’allenatrice, tenendo in mano una Master Ball, sembra esibire il dito medio. Il rilascio internazionale ha anche in questo caso cambiato completamente l’illustrazione per evitare qualsiasi tipo di polemica.

Violenza esplicita

Magmortar (Dragon Blade, 2012) / Magmortar (Dragons Exalted, 2012)

Magmortar (Dragon Blade, 2012) / Magmortar (Dragons Exalted, 2012)

Se tutte le carte controverse finora presentate si collocano tra fine anni ‘90 e inizio anni 2000, periodo sperimentale in cui la Pokémon Company ha dovuto calibrare le sue illustrazioni adattandosi ad un mercato fino a quel momento sconosciuto, il caso di Magmortar è il più recente e, a tutti gli effetti, rappresenta l’ultima carta ad aver subito una censura in Occidente. Il Pokémon, nella versione giapponese, sta letteralmente puntando il suo braccio-cannone, addirittura fumante, verso chi tiene la carta. L’illustrazione è stata considerata troppo violenta e per questo completamente ridisegnata, utilizzando una posa più neutra.

1:00:14
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Gotta catch ’em all!

Parzialmente scremato 08.09.2023, 06:00

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