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Oltre il voyeurismo

La rivoluzione dello sguardo nella regia dell’atletica femminile. “Raising the Bar”, il documento elaborato da EBU Sport e European Athletics invita broadcaster, registi e operatori a adottare linee guida capaci di garantire una copertura più rispettosa, tecnica e coerente con i valori dello sport

  • Oggi, 10:00
La 4x100m femminile cerca il riscatto

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  • Keystone
Di: Mat Cavadini 

La regia televisiva dell’atletica femminile deve cambiare prospettiva e smettere di proporre immagini che privilegiino il corpo delle atlete rispetto alla loro prestazione sportiva. È questo il messaggio al centro di Raising the Bar, il documento elaborato da EBU Sport e European Athletics che invita broadcaster, registi e operatori a adottare linee guida capaci di garantire una copertura più rispettosa, tecnica e coerente con i valori dello sport. L’obiettivo non è introdurre forme di censura, ma correggere pratiche consolidate che nel tempo hanno favorito inquadrature invasive, replay rallentati privi di rilevanza sportiva e angolazioni che finiscono per trasformare le atlete in oggetti di osservazione anziché protagoniste della competizione.

Il tema non riguarda soltanto l’immagine pubblica dello sport femminile, ma anche il benessere delle atlete. Diverse campionesse internazionali, tra cui Holly Bradshaw, Ivana Španović e Blanka Vlašić, hanno raccontato come la presenza di telecamere posizionate in modo inappropriato possa diventare una fonte di stress e distrazione durante la gara. In discipline in cui il risultato dipende da dettagli minimi, la preoccupazione che una ripresa venga estrapolata dal contesto e diffusa sui social network può compromettere concentrazione e serenità mentale, introducendo un elemento estraneo alla competizione che nessun atleta dovrebbe essere costretto a gestire.

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Secondo le indicazioni contenute nel documento, la qualità della narrazione sportiva non dipende da immagini sensazionalistiche, ma dalla capacità di mostrare e spiegare il gesto tecnico. Nel salto in alto, ad esempio, ciò che interessa davvero è la rincorsa, la gestione delle forze lungo la curva e la tecnica di valicamento dell’asticella; nel salto con l’asta sono decisivi la fase finale della rincorsa, l’impianto dell’asta e il volo. Riprese ampie, laterali o frontali consentono di valorizzare questi aspetti e aiutano pubblico e commentatori a comprendere la complessità della prestazione. Al contrario, primi piani sul corpo dell’atleta durante l’atterraggio o in momenti che non aggiungono informazioni tecniche non contribuiscono alla comprensione dell’evento sportivo e rischiano di alimentare una lettura voyeuristica della competizione.

Le raccomandazioni di Raising the Bar si rivolgono all’intera filiera della produzione televisiva. Dalla collocazione delle telecamere a bordo pista all’utilizzo delle camere mobili e dei replay, ogni scelta editoriale può influire sul modo in cui il pubblico percepisce lo sport femminile. Evitare riprese dal basso verso l’alto, limitare i rallenty nei momenti di maggiore vulnerabilità fisica e privilegiare inquadrature che evidenzino la tecnica e la dinamica di gara sono accorgimenti semplici ma significativi, che contribuiscono a costruire una rappresentazione più equilibrata e professionale.

Per EBU Sport ed European Athletics la posta in gioco è anche culturale. La televisione continua infatti a esercitare un ruolo determinante nella costruzione dell’immaginario collettivo e nella definizione dei modelli offerti alle nuove generazioni. Una copertura che metta in risalto forza, preparazione, talento e intelligenza tattica delle atlete favorisce una percezione più corretta dello sport femminile e contrasta stereotipi che per anni ne hanno limitato il riconoscimento. La sfida lanciata dal progetto è quindi quella di elevare gli standard della produzione televisiva affinché l’attenzione sia finalmente concentrata su ciò che conta davvero: la qualità della prestazione atletica.

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