Galassie sotterranee

L’universo nascosto del suolo

La biologa Toby Kiers, vincitrice del cosiddetto “Nobel per l’ambiente”, guida la mappatura delle reti fungine nel sottosuolo, l’invisibile infrastruttura che sostiene ecosistemi e clima

  • Oggi, 08:00
Struttura di un micelio

Struttura di un micelio

Di: Clara Caverzasio 

Si dice spesso che l’umanità guardi alle stelle senza conoscere davvero il proprio pianeta. Pensiamo agli abissi oceanici, ancora in gran parte inesplorati. Ma anche ciò che si trova appena sotto la superficie del suolo resta per molti aspetti un territorio sconosciuto. È lì che vivono organismi straordinari come i funghi, appartenenti a un regno biologico a sé – i Fungi o Mycetae –, distinti sia dalle piante sia dagli animali. 

C’è però chi ha scelto di esplorare proprio questo universo nascosto. La biologa evoluzionista e micologa americana Toby Kiers ha deciso fin da giovanissima di volgere lo sguardo verso il basso. A diciannove anni, mentre molti sognavano lo spazio, lei studiava ciò che accade sotto le radici degli alberi: funghi, batteri, intrecci invisibili in quella che spesso liquidiamo come semplice terra.

La biologa evoluzionista Toby Kiers

La biologa evoluzionista Toby Kiers

«Penso spesso a tutti i modi in cui la terra viene utilizzata in maniera negativa, mentre in un solo sacco di terra è contenuta una galassia», ha dichiarato Kiers. E proprio quest’anno è stata premiata con il Tyler Prize for Environmental Achievement, spesso definito il “Nobel per l’ambiente”, per le sue ricerche pionieristiche sulle reti fungine sotterranee.

Professoressa di biologia evolutiva alla Vrije Universiteit Amsterdam, nei Paesi Bassi, Kiers studia da anni i funghi micorrizici, organismi invisibili che vivono in simbiosi con le piante. Attraverso le loro sottili strutture filamentose formano reti sotterranee capaci di trasportare acqua, nutrienti e carbonio tra le radici.

Il risultato è un sistema di connessioni straordinariamente esteso che la scienziata descrive come «il sistema circolatorio della Terra»: una vera infrastruttura biologica da cui dipende la salute degli ecosistemi.

Parte di una rete di micelio fotografata con un microscopio elettronico

Parte di una rete di micelio fotografata con un microscopio elettronico

Per comprendere e proteggere queste reti invisibili, Kiers ha fondato la Society for the Protection of Underground Networks (SPUN) e promosso la realizzazione della prima cartografia sistematica delle micorrize. Il progetto mira a costruire un atlante globale delle reti fungine, capace di indicare dove si trovano, quali regioni restano inesplorate e quali aree dovrebbero essere prioritarie per la conservazione.

Il lavoro della sua équipe ha messo in luce anche il ruolo cruciale di queste reti nel sistema climatico. I funghi micorrizici agiscono infatti come potenti regolatori del carbonio: ogni anno riescono a catturare circa 13,2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, una quantità pari a quasi un terzo delle emissioni globali.

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Funghi e piante (2./5)

Ciclostilabili 19.08.2025, 15:30

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  • Manuela Bieri

Attraverso esperimenti controllati, i ricercatori hanno inoltre dimostrato che questi funghi redistribuiscono attivamente il fosforo, un elemento essenziale per la vita, dalle zone in cui è abbondante a quelle in cui scarseggia. In cambio ricevono dalle piante una maggiore quantità di carbonio. Un sistema di scambi che rafforza gli ecosistemi e contribuisce a mitigare il riscaldamento climatico.

Le funzioni delle micorrize non si fermano qui. Rafforzano la resistenza delle piante ai metalli pesanti, migliorano l’assorbimento dell’acqua e favoriscono la produzione di fiori più grandi e ricchi di zuccheri, sostenendo così le popolazioni di impollinatori.

Nonostante questa importanza, i sistemi sotterranei sono stati a lungo ignorati. E oggi sono minacciati da deforestazione, erosione del suolo e pratiche agricole intensive, con conseguenze che si propagano a cascata sugli ecosistemi.

«La distruzione delle reti sotterranee aumenta il riscaldamento globale, accelera la perdita di biodiversità e altera i cicli dei nutrienti», avverte la micologa. «Eppure meno dello 0,02 per cento della superficie terrestre è stato finora mappato per quanto riguarda i funghi micorrizici».

La rete micorrizica, una simbiosi vitale tra i funghi e le radici delle piante nel sottosuolo

La rete micorrizica, una simbiosi vitale tra i funghi e le radici delle piante nel sottosuolo

Per colmare questa lacuna, Kiers ha lavorato con una rete internazionale di scienziati – tra cui il biofisico Tom Shimizu – alla creazione dell’Underground Atlas, la prima mappa globale della distribuzione delle micorrize. Uno strumento destinato a orientare le politiche di conservazione e a proteggere questi fondamentali serbatoi naturali di carbonio.

«Il mio lavoro», ha spiegato la scienziata, «è stato semplicemente diventare un’astronauta del sottosuolo: mettere insieme una rete di ricercatori, indossare una tuta e collaborare con partner locali in tutto il mondo per iniziare a esplorare».

Un’idea di scienza anticonvenzionale, che lei stessa definisce “punk”: meno gerarchica, più collaborativa, capace di mettere in discussione i paradigmi dominanti.

Sotto i nostri piedi si estende infatti una trama invisibile che collega alberi e funghi in una relazione antica quanto il pianeta: un universo di radici e filamenti, di scambi continui e cooperazione.

La scienza serve anche a questo: ad ampliare i confini del mondo conosciuto e a rivelare le connessioni profonde che rendono possibile la vita sulla Terra.

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  • Courtesy: Alessandra Bonzi
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