Si avvicina l’appuntamento con le Olimpiadi Milano-Cortina, evento atteso da appassionati, atleti e analisti. Tra questi c’è Matt Rendell, giornalista e scrittore britannico, che ha dedicato oltre 25 anni alla cronaca del Tour de France e che, nelle scorse settimane, si è recato in Italia per studiare la sostenibilità dei Giochi.
«Le mie prime impressioni? Ci sono tanti progetti architettonici, ma imposti con scarso rispetto per il paesaggio, la storia e le comunità» racconta Rendell. «Uno dei miei intervistati mi ha detto: Milano è una città che agisce contro se stessa. Questi giochi non sono per le comunità, ma per i promotori immobiliari e i gestori patrimoniali. Ormai viviamo in un mondo dominato dagli asset managers, una figura che non esisteva fino a dieci anni fa».
Il tema della sostenibilità è centrale. Rendell ha visitato le strutture olimpiche di Torino 2006, oggi abbandonate: «Ho visto la pista di bob e i trampolini di salto. Sono in ottime condizioni, ma inutilizzati da anni. Costruirli è costato oltre 100 milioni di euro e in quelle strutture c’è carbonio incarnato: tanta energia spesa per qualcosa che non si usa. Noi esseri umani dobbiamo imparare a vivere più leggermente su questo pianeta».
Il giornalista, che ha raccontato il ciclismo per quasi tre decenni, non nasconde la sua passione per lo sport, ma invita a riflettere sul modello di grandi eventi: «Il Tour de France è sempre stato estate, colori, personaggi. Ma oggi vedo un mondo diverso, dove le Olimpiadi rischiano di diventare strumenti finanziari più che celebrazioni sportive».
Rendell ricorda anche Gino Mäder, ciclista svizzero scomparso nel 2023: «Era l’unico che parlava di ghiacciai e cambiamento climatico. Il problema più grande che abbiamo oggi». Parole che suonano come monito: dietro la festa olimpica, il futuro del pianeta resta la vera sfida.
La sostenibilità delle Olimpiadi Milano-Cortina
Alphaville 31.12.2025, 11:45
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