Grafologia

Mostrami come scrivi e ti dirò chi sei

In che modo la grafologia può rivelarsi uno strumento prezioso nel mondo del lavoro, soprattutto per riconoscere e selezionare i candidati più adatti. Le spiegazioni di Rosetta Fazio

  • 25.09.2025, 13:00
Grafologia
  • Teksomolika, Freepik
Di: Virginia D’Umas 

«Ogni curva, ogni tratto, ogni spazio sulla pagina racconta chi sei. La tua grafia è unica come le tue impronte digitali e rivela talenti, attitudini e le sfumature più profonde della tua personalità», ci spiega Rosetta Fazio, appassionata di grafologia fin dall’adolescenza, guidata da una naturale inclinazione a esplorare le sfumature dell’animo umano. 

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Scriviamo come siamo?

Millevoci 07.09.2023, 11:05

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La grafologia è la disciplina che analizza la scrittura a partire dal gesto che la origina, con l’obiettivo di rilevare le caratteristiche espressive e individuali di chi scrive, nella sua struttura psicofisica unica e irripetibile. Il gesto grafico, infatti, è profondamente personale: nasce dall’interazione tra psiche, sistema nervoso e muscolatura, e riflette il modo in cui ogni individuo esprime la propria energia interiore. Osservato da una prospettiva scientifica e interdisciplinare, questo movimento rivela come ciascuno adatti i tratti della scrittura in base alle proprie esigenze interiori e alla propria identità.

La grafologia applicata alle risorse umane rappresenta un valido supporto sia nella fase di selezione che nella valorizzazione del personale già presente in azienda. Trovare “la persona giusta al posto giusto” è la chiave per aumentare la produttività, migliorare il clima aziendale e favorire il benessere organizzativo. Per questo, oltre alle competenze tecniche, è fondamentale considerare anche le caratteristiche intellettive, il temperamento e le inclinazioni naturali di ciascun candidato. Ed è proprio qui che entra in gioco il ruolo di grafologi e grafologhe come Rosetta Fazio, che vive e lavora a Lugano.

La grafologa offre alle aziende supporto nella ricerca dei collaboratori, lavorando su affinità emotive, equilibrio psicologico, passione e dedizione al lavoro. «La grafologia può essere un grande supporto per le aziende che devono scegliere il candidato più adatto per la posizione lavorativa richiesta, soprattutto nei ruoli in cui sono fondamentali la responsabilità, l’affidabilità e l’onestà. Ho avuto modo di collaborare con alcune aziende quando vivevo a Zurigo e trovo che lì siano più attenti al benessere dell’azienda e dei suoi dipendenti».

Ogni tratto racconta una storia

«L’analisi grafologica è un attento esame del gesto grafico nel complesso: l’estensione sul foglio, l’incisività, il calibro, la distanza tra le righe, tra parole e lettere, è la ricerca dei tratti personali e unici», così la grafologa residente a Lugano spiega l’arte della grafologia e i mezzi utilizzati per analizzare i diversi tipi di scrittura.

Storicamente, il primo autore a trattare in modo diretto il legame tra scrittura e carattere fu l’italiano Camillo Baldi, che nel XVII secolo pubblicò Come da una lettera missiva si conoscano la qualità e l’indole dello scrivente.

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Grafologia: l'analisi della scrittura

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Successivamente, alla ricerca delle tracce dell’anima umana, il teologo svizzero Johann Kaspar Lavater, incoraggiato dall’amico Goethe, sviluppò l’idea che la scrittura potesse essere un mezzo per esprimere l’individualità dell’uomo, come esposto nella sua opera L’arte di conoscere gli uomini attraverso la fisiognomica (1775).

In Francia, fu invece un sacerdote, Jean-Hippolyte Michon (1806–1881), a coniare il termine grafologia. Sviluppando le intuizioni di Lavater, Michon elaborò un sistema di segni grafologici associati a tratti del carattere, pubblicando nel 1875 il suo Système de Graphologie – L’art de connaître les hommes d’après leurs écritures.

Nel 1871 fondò la Société Française de Graphologie, riconosciuta come ente di pubblica utilità nel 1971, che ancora oggi pubblica una rivista specializzata.

Bisogna però aggiungere che il carattere scientifico di questa disciplina è fortemente contestato e che, in diversi Paesi, il ricorso alla grafologia nei processi di selezione del personale, pur non essendo vietato, è oggetto di ampio dibattito. Nonostante le critiche e le sfide, la grafologia continua a essere utilizzata in molti campi, come ad esempio l’analisi criminale, e per questo il grafologo viene spesso chiamato in casi giudiziari.

«Mi sento di affermare che la grafologia possiede metodo scientifico e oggettività; ovviamente l’interpretazione dell’analisi – come avviene in ambito medico – dipende dalla preparazione, dall’attitudine, dalla professionalità e dalla passione del grafologo», ci rivela la signora Fazio.

Dalla scrittura al profilo psicologico: l’analisi che rivela il potenziale umano

Secondo Rosetta, gli aspetti della personalità che possono emergere dalla scrittura sono molteplici. Ciò che si rivela attraverso un’analisi grafologica è la risposta unica che ogni individuo costruisce in relazione al proprio “io” e alle esperienze di vita vissute.

Nell’analisi grafologica, sono numerosi gli elementi da valutare per individuare le capacità e la professionalità di una persona. Si prendono in considerazione diversi tratti, così come l’insieme dello scritto, osservando aspetti come la velocità e la fluidità del gesto grafico. Particolarmente significativi sono anche i segni di dissimulazione – marcati, lievi o assenti – che possono indicare il grado di trasparenza e la predisposizione alla lealtà nei confronti, ad esempio, di un’azienda.

Secondo la grafologa italiana, la principale differenza tra un’azienda che si avvale della consulenza di un grafologo per la selezione del personale e una che non lo fa risiede nel livello di profondità dell’analisi. Chi non ricorre a questo strumento si affida esclusivamente alle parole e al comportamento iniziale del candidato.

Tuttavia, «come è noto, la personalità è come un iceberg: ciò che appare in superficie è solo una piccola parte rispetto a ciò che è nascosto», spiega la grafologa e aggiunge, «pur essendo strettamente legata sia alla psicologia sia alla ricerca scientifica, la grafologia se ne distingue per il suo approccio unico: traduce un gesto apparentemente oggettivo in una lettura di elementi soggettivi. Questo è possibile grazie al gesto grafico, che è l’espressione diretta e immediata di un impulso neuronale, privo di filtri e condizionamenti razionali.»

Oltre al suo impiego nel contesto lavorativo, la grafologia può essere applicata anche alla rieducazione della scrittura, alla valutazione della compatibilità di coppia, alla verifica dell’autenticità delle firme e ad altri ambiti.

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