Calendario cinese

Si entra nell’anno del Cavallo di Fuoco

Tra case vestite di rosso, buste digitali, tabù antichi e riti che attraversano i secoli, il Capodanno Cinese torna a ricordare che il tempo non avanza, ma ritorna. Nell’energia ardente del Cavallo di Fuoco

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Di: Mat Cavadini 

Nell’Asia orientale, strettamente legata al calendario cinese, oggi, 17 febbraio 2026, si celebra l’inizio dell’Anno del Cavallo di Fuoco, e nelle case, nei villaggi, nelle metropoli, si avverte quella vibrazione sottile che accompagna ogni nuovo inizio: un misto di attesa, timore, desiderio.

Il Cavallo di Fuoco è un segno che non cammina: galoppa. È l’incontro tra l’istinto del Cavallo — libero, veloce, insofferente ai confini — e la trasformazione del Fuoco, che illumina e brucia, che spinge avanti e chiede direzione. È un’energia che invita a rischiare, a cambiare, a non restare fermi. Ma, come ogni forza eccessiva, chiede misura: il Fuoco può scaldare o consumare.

Il Capodanno Cinese segue il calendario lunisolare, un tempo che non procede per scatti ma per ritorni. Le celebrazioni dureranno quindici giorni, fino alla Festa delle Lanterne del 3 marzo. In mezzo, una costellazione di riti: la cena della vigilia, il culto degli antenati, il compleanno del Dio della Ricchezza, il settimo giorno dedicato alla nascita dell’umanità. Ogni gesto è un modo di rimettere ordine nel mondo, di chiedere protezione, di ricordare che la prosperità non è solo un fatto economico, ma un equilibrio tra visibile e invisibile.

Le case, in queste ore, si sono riempite di decorazioni rosse: carta ritagliata, calligrafie, simboli di fortuna. Il rosso protegge, scaccia gli spiriti, apre la strada alla buona sorte. Tra le tradizioni più amate ci sono le hongbao, le buste rosse con denaro simbolico. Un tempo erano un gesto intimo, consegnato a mano; oggi, nell’era degli smartphone, sono diventate anche digitali.

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Il Capodanno è anche un tempo di tabù e attenzioni. Nei primi giorni dell’anno non si pulisce la casa, non ci si lava i capelli, non si presta denaro: ogni gesto potrebbe “spazzare via” la fortuna. I bambini non devono piangere, gli adulti indossano biancheria rossa come amuleto.

Nelle città si tengono le fiere del tempio, con danze del drago e del leone, spettacoli tradizionali, rievocazioni imperiali. Nei mercati compaiono cibi che si vedono solo in questo periodo, come se il calendario avesse un suo sapore, una sua memoria.

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  • Keystone

Il Capodanno Cinese non è solo una festa: è un modo di pensare il tempo. Non come una linea, ma come un cerchio. Non come un conto alla rovescia, ma come un ritorno. E forse è per questo che, anche oggi, anche lontano dalla Cina, qualcuno sente qualcosa muoversi: un desiderio di rinnovamento, una promessa di luce, un passo del Cavallo di Fuoco che attraversa il mondo e lo rimette in moto.

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Capodanno cinese, tradizioni e credenze

Prima Ora 16.02.2026, 18:00

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