Società

Tre giorni di forza e cuore: la Svizzera celebra la sua lotta

Fino al 31 agosto, a Mollis, la Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri unisce sport, tradizione e orgoglio in un abbraccio collettivo.

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Lotta Svizzera
  • Keystone / Urs Flüeler
Di: Lorena Pianezza 

«Ogni anno salgo sul Weissenstein, bevo un caffè Lutz, fumo un sigaro e guardo i lottatori. Questa è la mia Svizzera.» Con queste parole, Peter Bichsel esprimeva il suo profondo legame con la lotta svizzera, una disciplina che per lui andava ben oltre lo sport: «tutti sono uniti in un abbraccio ideale; lottatori, arbitri, vincitori e sconfitti». Lo scrittore considerava la lotta una sorta di rituale sociale e culturale, una metafora vivente di appartenenza, identità e tradizione.

Ad apprezzarla non sono solo gli appassionati: la lotta svizzera è profondamente radicata nella cultura del Paese e riesce a coinvolgere un pubblico vastissimo.

Il momento più prestigioso di questo sport è la Festa federale di lotta svizzera e dei giochi alpestri, che si svolge ogni tre anni e attira centinaia di migliaia di spettatori. Al di là della spettacolarità dell’evento, è sul ring che si svela tutta l’anima di questo sport, fatto di forza, tecnica e rispetto.

Stile, regole e rituali

Durante il combattimento, i lottatori indossano sopra i vestiti dei robusti pantaloncini, che vengono afferrati per eseguire le prese. Il match si svolge su un ring ricoperto di segatura e termina quando uno dei due riesce a far cadere l’avversario con entrambe le spalle, o le scapole, nella segatura. In un rituale profondamente simbolico, il vincitore toglie i residui di segatura dalla schiena dell’avversario.

I migliori lottatori, detti “i cattivi”, si sfidano per conquistare il titolo di “Re della lotta“, l’onore supremo. Il vincitore riceve in premio un toro e altri doni in natura, come campanacci, artigianato o prodotti agricoli.

Donne in lotta, uomini in allerta

Da oltre quarant’anni, sembra incredibile, anche le donne possono gareggiare nella lotta svizzera, mettendo fine a una restrizione che durava da secoli: le prime Feste femminili, anche se all’inizio furono accolte con grande scetticismo, si svolgono regolarmente dal 1980. 

Jasmin Gäumann, originaria di Häutligen nel Canton Berna, ha iniziato a praticare la lotta a soli otto anni, ispirata dai suoi fratelli. Fin dalle prime stagioni ha ottenuto successi, vincendo più volte la classifica annuale.

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Jasmin Gäumann, spirito da lottatrice

RSI Cultura 30.08.2025, 08:20

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  • Alpi Svizzere - di Marc Gieriet

Tornando alla Festa, a rendere l’atmosfera ancora più suggestiva, contribuiscono le esibizioni folkloristiche e il suono avvolgente del corno delle Alpi. Oltre alla lotta svizzera, trovano spazio altre due competizioni tipicamente elvetiche : Il Lancio della pietra e l’Hornussen (anche se quest’ultimo nell’edizione 2025 non è in programma).

Anche l’Hornussen ha origini antichissime; si dice sia nato dal gesto rituale di scagliare legna ardente da monte a valle per allontanare gli spiriti maligni. Oggi il suo obiettivo è ben diverso: far volare un piccolo disco di plastica (l’Hornuss o Nouss) il più lontano possibile nel campo avversario, un’area trapezoidale lunga 200 metri e larga tra i 10 e i 30.

Se pensate che il Nouss pesa 78 g, ha un diametro di 6 cm e una velocità di punta che tocca i 300 km/h, capirete subito che è uno sport per chi ha occhi di falco e la potenza di una catapulta alpina.

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Hornussen: lo sport dove il disco vola a 300 km/h

RSI Cultura 30.08.2025, 08:20

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La Festa federale è un appuntamento che celebra l’identità di un Paese che cerca, a tutti i costi, di restare fedele alle sue radici: magari è una Svizzera un po’ da cartolina, idealizzata e campestre, ma è un’entità con un’anima, che resiste al tempo, alla modernità e alla globalizzazione.

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Lotta svizzera, il lancio della Festa federale di Mollis (Sportsera 23.08.2025)

RSI Sport 23.08.2025, 19:20

49:15

Episodio 3

Alpi svizzere 05.07.2022, 20:55

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