Antispecismo

Una veglia davanti alla macellazione degli ovini

Tre attiviste ticinesi partecipano a una testimonianza silenziosa per mostrare ciò che normalmente rimane nascosto dietro le porte dell’industria ovina

  • Un'ora fa
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Di: Alphaville/EBo 

La parola “ecatombe” affonda le sue radici nella Grecia antica: il sacrificio di cento buoi, ekaton bus, compiuto in onore degli dei. Oggi, più di duemila anni dopo, il termine sembra riecheggiare con forza davanti al macello di Acquapendente, in provincia di Viterbo, dove ogni anno vengono uccisi oltre ottocentomila ovini. Un numero che travalica la tradizione linguistica e si trasforma in una realtà industriale, ripetuta e invisibile.

Proprio qui si sono recate tre attiviste ticinesi del collettivo Ticino Animal Save, unite ad associazioni provenienti da diversi Paesi europei per una veglia antispecista nel periodo di massima macellazione, quello che precede la Pasqua. «Avevo bisogno di una comunità con cui condividere la consapevolezza di ciò che accade davvero negli allevamenti e nei macelli», racconta Sofia Steffen, fondatrice del gruppo e fotoreporter. «Ho trasformato quel dolore in qualcosa di utile per gli altri».

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"Considera gli animali" di Simone Pollo, Laterza (dettaglio di copertina)

“Considera gli animali”

Alphaville 07.08.2025, 11:30

  • laterza.it
  • Natascha Fioretti

La dimensione comunitaria è centrale anche per Anek Speranza, videomaker e attivista: «È necessario trovare persone che condividano ciò che sai e ciò che senti. Il movimento è internazionale e completamente orizzontale: compagni che condividono una visione del mondo».

Il motivo della scelta di Acquapendente è chiaro: «Arrivano camion da tutta Europa e gli animali subiscono ore di viaggio prima di essere uccisi», spiega Steffen. Le veglie – o testimonianze – non sono manifestazioni contro i lavoratori né contro la struttura: «Siamo lì unicamente per gli animali», chiarisce Speranza. «Cogliamo l’attimo in cui passano dall’invisibilità degli allevamenti a un’altra invisibilità, quella del macello».

L’impatto emotivo è enorme. «Io dalle veglie torno a casa, loro invece muoiono lì», dice Steffen. «Il nostro compito non è dare voce agli animali: la voce ce l’hanno. È far arrivare alle persone ciò che non vogliono vedere».

Eppure, in mezzo a questa sofferenza, un frammento di luce: durante la veglia, un agnellino è stato affidato al gruppo. Lo hanno chiamato Cinnamon. «È l’unico, tra migliaia, che potrà vivere libero fino alla fine dei suoi giorni», racconta Speranza. Ora si trova al rifugio Hope, vicino a Roma, un luogo dove specie diverse convivono in pace.

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Ticino Animal Save: una veglia contro la mattanza degli agnelli

Alphaville 25.03.2026, 11:45

  • ©Ti-Press / Francesca Agosta
  • Marco Pagani

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