Corsivo

Venezuela: il Paese spinto nel vuoto

Un’azione illegittima, interessi economici enormi e un regime allo stremo. In mezzo, un Paese usato come campo di battaglia tra poteri che si contendono barili

  • Ieri, 17:00
2026-01-05T205526Z_1360158554_RC20VIAMZ901_RTRMADP_3_USA-VENEZUELA-MADURO-NEW-YORK.JPG
  • Reuters
Di: Mat Cavadini 

Ci sono regimi che cadono lentamente, altri che vengono spinti giù. Il Venezuela è tra questi: troppo fragile per reggersi da solo, troppo ricco perché lo si lasci cadere da solo. L’ultima operazione militare che ha portato alla cattura di Maduro non è solo un fatto politico: è la dimostrazione brutale che, quando gli interessi sono abbastanza grandi, la legalità diventa un dettaglio negoziabile.

L’illegittimità dell’azione è apodittica. Ma la verità è che nessuno si scandalizza. Perché il Venezuela non è un Paese qualsiasi: è un giacimento travestito da Stato. Da anni la sua sovranità è un concetto elastico, tirato da ogni parte da chi vuole mettere le mani su ciò che scorre sotto la terra. Il resto – democrazia, istituzioni, popolo – è rumore di fondo.

E poi c’è il regime di Maduro, che per anni ha trasformato un Paese intero in un laboratorio di sopravvivenza. Elezioni contestate, opposizione schiacciata, economia allo sfascio, milioni di persone costrette a fuggire. Un potere che si è retto sulla paura e sulla fame, più che sul consenso. Un sistema che ha resistito a tutto, tranne a ciò che nessun regime può controllare: la convenienza geopolitica.

39:34
Maduro insieme alla moglie arrivati a New York

Vi preoccupa un mondo in cui in cui il diritto alla forza prende il posto della forza del diritto?

Controcorrente 08.01.2026, 11:47

  • Keystone
  • Antonio Bolzani

Perché è questo il punto.
Non è caduto quando la gente moriva di fame.
Non è caduto quando le piazze bruciavano.
Non è caduto quando il mondo lo dichiarava illegittimo.
È caduto quando è diventato utile farlo cadere.

Il resto è coreografia: comunicati, condanne, dichiarazioni di principio. Intanto, il Paese resta sospeso tra un passato che non funziona più e un futuro che nessuno ha il coraggio di definire. Le strade di Caracas oscillano tra sollievo e paura, tra chi spera in una liberazione e chi teme un’occupazione mascherata da transizione.

Il Venezuela è di nuovo al centro del mondo, ma non per scelta. È un campo di battaglia dove si misurano potenze, appetiti, strategie. Un luogo in cui la legalità è un argomento da conferenza stampa, non un limite reale.
E in mezzo, ci sono i venezuelani: che non decidono nulla, ma pagano tutto.

01:27

Processo a Maduro: il punto con la corrispondente dal Venezuela Maria Zuppello

RSI Info 06.01.2026, 09:23

La domanda vera non è cosa succederà ora.
La domanda vera è: chi ha deciso che doveva succedere così?
E soprattutto: chi sarà il prossimo a scoprire che la sovranità (per quanto cruenta, autocratica o dittatoriale) vale meno di un barile?

Ti potrebbe interessare