Il 13 giugno 1996 il Locarnese inaugurava una delle opere infrastrutturali più importanti della sua storia recente: la galleria Mappo-Morettina.
Con i suoi 5,5 chilometri di lunghezza, il tunnel rappresentava infatti il tassello principale della circonvallazione di Locarno e prometteva di risolvere un problema che da decenni condizionava la vita quotidiana della regione: il traffico sempre più intenso che attraversava i centri abitati.

La galleria Mappo Morettina è realtà
RSI Archivi 13.06.1996, 14:27
Ma la storia della Mappo-Morettina – che prende il nome dalle due località che collega, Mappo a Minusio e la Morettina a Locarno – affonda le proprie radici ben prima degli anni Novanta. Per comprenderne il significato bisogna tornare alla fine degli anni Sessanta, quando il boom economico, la crescita del turismo e la diffusione dell’automobile stavano trasformando rapidamente il Locarnese e le strade esistenti non riuscivano più ad assorbire flussi in costante aumento verso Locarno, Ascona e le valli.
Nel 1968 presero dunque avvio gli studi destinati a sfociare nel Piano viario del Locarnese (PVL), concepito non solo per costruire nuove strade, ma per ripensare l’intero sistema della mobilità regionale. La realizzazione della Mappo-Morettina rappresentò il punto culminante di questo percorso, approvato negli anni Ottanta e concretizzato dopo un complesso iter progettuale.

È giunto il momento della Mappo Morettina
RSI Archivi 13.06.1996, 15:50
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Sebbene il principale beneficiario fosse il Locarnese, l’inaugurazione fu accolta come un evento di portata cantonale e la galleria venne subito considerata una delle infrastrutture strategiche del Ticino. Per la prima volta il Locarnese disponeva di una moderna circonvallazione capace di alleggerire sensibilmente il traffico nei centri abitati; nei mesi successivi si registrò una significativa riduzione dei flussi su diverse arterie urbane, anche grazie all’introduzione di misure accompagnatorie che riorganizzarono la rete viaria e la gestione del traffico, confermando l’efficacia dell’opera.

Il consigliere di Stato ticinese Marco Borradori annuncia, lunedì 6 maggio 2002, nel centro di sorveglianza del tunnel di circonvallazione di Locarno, la galleria Mappo‑Morettina, che i problemi di sicurezza nel tunnel lungo 5,5 chilometri sono stati eliminati. Nella galleria sono ora presenti, ogni 600 metri, moderni rifugi di emergenza che conducono a un cunicolo di sicurezza situato sotto la strada.
Il valore storico della Mappo-Morettina non risiede tuttavia unicamente nelle sue dimensioni o nella complessità tecnica. L’opera segnò anche un cambiamento nel modo di concepire la mobilità. Se per gran parte del Novecento le infrastrutture stradali erano pensate per aumentare la capacità di circolazione, il PVL integrò la nuova arteria con obiettivi più ampi: qualità della vita nei centri, riorganizzazione urbana e sviluppo del trasporto pubblico, poi ulteriormente sviluppati attraverso strumenti di pianificazione dei trasporti.

Una grande festa per la nuova galleria
RSI Archivi 07.06.1996, 10:08
La galleria divenne uno dei primi esempi significativi a livello ticinese di approccio integrato alla mobilità: non solo spostare il traffico, ma ripensare il territorio. Lo sgravio rese negli anni successivi più vivibili diverse aree del Locarnese e migliorò la qualità dell’aria nei centri più esposti – contribuendo, insieme ad altri fattori, come l’evoluzione tecnologica dei veicoli – alla diminuzione delle concentrazioni di biossido di azoto; benefici però in parte attenuati nel tempo dalla crescita della mobilità privata.
Nel corso degli anni, e ancora oggi, il tunnel è riconosciuto come una delle infrastrutture più strategiche della regione (parte della rete stradale nazionale dal 2020), al punto che ogni chiusura per manutenzione, incidente o lavori di adeguamento provoca ripercussioni sull’intera viabilità del Locarnese. Le discussioni emerse negli ultimi anni sulla gestione del traffico e sugli interventi richiesti dai più recenti standard di sicurezza dimostrano quanto questa arteria sia ormai indispensabile.

Gli effetti su traffico e ambiente della Mappo Morettina
RSI Archivi 11.06.2001, 15:11
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A trent’anni dall’inaugurazione emerge così un interessante paradosso. Nata per risolvere un problema di congestione, la galleria è diventata una componente essenziale della mobilità regionale: il suo successo ha trasformato gli spostamenti nel Locarnese, ma ha anche accompagnato la crescita complessiva del traffico, in parte anche attraverso fenomeni di domanda indotta, alimentando nuove riflessioni sul futuro dei trasporti.
È proprio questo intreccio, tra benefici e criticità, a rendere la Mappo-Morettina una testimonianza concreta di come un’infrastruttura possa incidere non solo sui tempi di percorrenza, ma anche sull’evoluzione economica, sociale e urbanistica di un territorio, raccontando al tempo stesso la storia di una regione che ha cercato di governare il proprio sviluppo attraverso la pianificazione e una visione di lungo periodo.

Voci dall’inaugurazione della Mappo Morettina
RSI Archivi 08.06.1996, 16:11
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