Storia

Guerra di Laupen

La dichiarazione di guerra a Berna nella Pasqua del 1339

  • 21.06.2023, 00:00
  • 26 gennaio, 18:15
Illustrazione di Diebold Schilling della Battaglia di Laupen. Le forze svizzere sono mostrate sulla destra; si vede la bandiera svizzera sulle loro cotte di maglie.

Illustrazione di Diebold Schilling della Battaglia di Laupen. Le forze svizzere sono mostrate sulla destra; si vede la bandiera svizzera sulle loro cotte di maglie.

Di: Elizabeth Camozzi 

La Guerra di Laupen fu un conflitto sanguinoso che vide contrapposta la città di Berna a una vasta coalizione di nemici. Le cause risiedevano nei significativi successi bernesi nell’espansione territoriale, che generarono malcontento e un’opposizione consistente, accentuata dalla politica cittadina di concessione della borghesia esterna, che creò concorrenza con Friburgo. Inoltre, Berna rifiutò di rendere omaggio all’imperatore scomunicato Ludovico il Bavaro. Tra i principali avversari della città sull’Aare vi erano Friburgo, alcuni nobili e prelati, in particolare i conti von Nidau, e i principi-vescovi di Basilea e Losanna. Paradossalmente, Berna continuava a godere del sostegno della Chiesa grazie alla sua opposizione all’imperatore.

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Dopo il fallimento delle trattative del 15 aprile 1338, nella Pasqua del 1339 gli oppositori di Berna presentarono alla città una formale dichiarazione di guerra. Essi raggruppavano influenti forze della nobiltà borgognona, degli Asburgo e della città di Friburgo, che, in competizione con Berna, si allearono con l’obiettivo di spezzarne l’egemonia a ovest. L’esercito nemico mirava a occupare il territorio bernese, partendo dalla cittadina di Laupen. Di rilievo nel contesto del conflitto furono anche un’improvvisa incursione contro il conte di Valangin e un secondo attacco ad Aarberg, dove egli si era rifugiato, che però si rivelò vano.

Berna prese allora l’iniziativa occupando Laupen e, dal 10 giugno 1339, ne avviò l’assedio. Dieci giorni più tardi, l’esercito bernese, guidato da Rudolf von Erlach e rinforzato da contingenti di Uri, Svitto, Untervaldo e Soletta, marciò verso Laupen. I due schieramenti, ciascuno di circa 6.000 uomini, si scontrarono presso Wyden; i bernesi, leggermente avvantaggiati dalla migliore conoscenza del territorio, sconfissero infine gli avversari, distruggendo quasi completamente la loro cavalleria.

Dalla sconfitta la nobiltà della Svizzera occidentale non si riprese più, e nelle successive contese condotte principalmente da Friburgo, Berna consolidò il controllo sui sobborghi, culminando nella battaglia di Schönberg del 24 aprile 1340. Secoli dopo, nelle lezioni di storia, gli studenti bernesi avrebbero memorizzato una celebre frase: “senza Laupen non ci sarebbe Berna, senza Berna non ci sarebbe la Confederazione elvetica”.

Nell’agosto dello stesso anno, a Königsfelden, la regina Agnese d’Ungheria — principale esponente degli Asburgo nelle Terre anteriori — negoziò la pace che sancì l’egemonia bernese nella regione. Successivamente, la città sull’Aare stipulò ulteriori leghe per consolidare la propria posizione e prevenire il ripetersi di simili conflitti, attraverso la Confederazione burgunda: un sistema di alleanze tra città, territori rurali e signori della Svizzera occidentale già attivo dal XIII secolo.
Dal XIV secolo, Berna combinò la politica di concessione della borghesia esterna, l’acquisizione di territori in pegno e le conquiste militari con l’uso della Confederazione burgunda per perseguire le proprie ambizioni territoriali. I contraenti venivano mediati, inglobati o sottomessi. Nel XV secolo, con l’espansione e il consolidamento del dominio bernese, il ruolo della Confederazione burgunda venne progressivamente meno, e il nascente Stato territoriale bernese sostituì la debole struttura di alleanze preesistente.

Agnese d'Austria (1154-1182)

Agnese d'Austria (1154-1182)

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Probabilmente nata intorno al 1281 e morta nel 1364 a Königsfelden, Agnese d’Austria era figlia del re Alberto I d’Asburgo e di Elisabetta di Gorizia-Tirolo. Nel 1301 assunse il titolo di regina d’Ungheria grazie al matrimonio con il sovrano magiaro Andrea III. Rimasta vedova nel 1317, decise di trasferirsi nel convento delle clarisse di Königsfelden, fondato da sua madre in collaborazione con il convento maschile dei frati minori, nel luogo dove, il primo maggio 1308, era stato assassinato suo padre, il re Alberto.

Pur vivendo nel monastero, Agnese non prese mai i voti religiosi, dedicandosi invece a un’intensa attività politica a servizio degli Asburgo. Durante la sua permanenza, il convento fu più volte riformato, arricchito con arredi pregiati e, tra il 1325 e il 1330, dotato di vetrate artistiche commissionate appositamente per la chiesa.

Fu consigliere del duca Alberto II d’Austria, detto lo Sciancato, rappresentando gli interessi asburgici nell’Austria anteriore e, a partire dal 1330, fu spesso chiamata a risolvere contese tra fazioni cittadine avverse. Nel ruolo di mediatrice contribuì a sanare alcuni conflitti tra la casa d’Asburgo e i Confederati, partecipando attivamente alla conclusione dei trattati di pace tra Berna e Friburgo, e intervenendo nell’arbitrato tra Rapperswil, Zurigo e i Paesi forestali nel 1351, sebbene con risultati parzialmente deludenti.

Titolare a vita dei diritti di signoria degli Asburgo nella città di Brugg e nei baliaggi di Bözberg e dell’Eigenamt, Agnese fondò l’ospedale cittadino di Baden e, ispirandosi all’esempio di Santa Elisabetta di Turingia, promosse la diffusione della pietas austriaca attraverso donazioni concrete. Gran parte dei suoi lasciti beneficiò il convento delle domenicane di Töss, dove aveva professato i voti Elisabetta di Ungheria, sua figliastra. Al convento di Königsfelden donò infine il prezioso dittico d’altare di re Andrea di Ungheria, oggi conservato al Museo storico bernese.

l cavaliere Rudolf von Erlach, comandante dei bernesi e dei loro alleati, s'inginocchia dinnanzi all'altare in preghiera collettiva prima della battaglia di Laupen del 1339. Lo si riconosce dall'arme della famiglia von Erlach. Dalla Spiezer Chronik del 1485

l cavaliere Rudolf von Erlach, comandante dei bernesi e dei loro alleati, s'inginocchia dinnanzi all'altare in preghiera collettiva prima della battaglia di Laupen del 1339. Lo si riconosce dall'arme della famiglia von Erlach. Dalla Spiezer Chronik del 1485

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Rudolf von Erlach nacque alla fine del XIII secolo a Berna e morì assassinato nel 1360 dal genero Jost von Rudenz presso il castello bernese di Reichenbach, oggi nel comune di Zollikofen. Suo padre era Ulrich, noto cavaliere e castellano, mentre la madre era Mechtilde von Rheinfelden. Nel 1316 sposò Elisabeth Rych, figlia di Ulrich di Soletta. Intraprese la carriera di scudiero e cavaliere, divenendo ministeriale del conte Rudolf III von Nidau. In seguito fu castellano a Erlach, signore di Reichenbach, co-signore di Jegenstorf e tutore dei giovani conti von Nidau. Secondo lo scrivano Konrad Justinger, presumibilmente poi cancelliere della città di Berna, Rudolf guidò i Bernesi e i Confederati verso Laupen nel 1339 e nel 1340 contro Friburgo, come confermato dalle fonti documentarie dell’epoca.

La commemorazione della battaglia di Laupen
Dal 21 giugno 1818, ogni anno sulla Blidenplatz vicino al castello di Laupen, il comune politico e quello patriziale organizzano una Giornata commemorativa della Guerra di Laupen. Questo evento rende omaggio alla storica battaglia combattuta il 21 giugno 1339 sul Bramberg, dove è stato eretto un monumento a testimonianza di quell’importante scontro.

Monumento della Guerra di Laupen, edificato sul Bramberg.

Monumento della Guerra di Laupen, edificato sul Bramberg.

La celebrazione ha inizio generalmente intorno alle 18.30 con un aperitivo offerto dal patriziato. Segue un momento di religioso silenzio per ascoltare i rintocchi della campana di Pankratius, nel cimitero del castello, che suona puntualmente alle 19.00, segnando l’apertura ufficiale dei festeggiamenti con il discorso cerimoniale del sindaco. Il momento clou della manifestazione è rappresentato dal tiro verso le mura del castello con la “Blide”, una grande fionda medievale utilizzata in passato per assediare castelli e città prima dell’avvento delle armi da fuoco, ricostruita fedelmente secondo i progetti originali dell’epoca. Per proteggere le mura, al posto delle pietre, viene impiegato un pallone riempito d’acqua e avvolto in un sacco di juta, dal peso di circa 20 chilogrammi.

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