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I funghi nel piatto

Quali sono le loro caratteristiche nutrizionali e quanti possiamo mangiarne

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Il finire dell’estate porta con sé nuovi colori, sapori, e tante delizie stagionali. Tra queste riscopriamo la meraviglia dei funghi, saporitissimi, poco calorici, ricchi di minerali e vitamine.  Scopriamone insieme proprietà e qualche curiosità.

I funghi sono verdure?
La risposta è: “nì”. I funghi, pur appartenendo ad un regno a parte (quello delle mycetae) si comportano metabolicamente come “verdure e ortaggi”. Ovvero, sono composti per quasi il 90% di acqua e apportano intorno alle 25 kcal/100g, proprio come molte delle verdure che consumiamo regolarmente.
Sempre in linea con le proprietà di alcuni ortaggi, i funghi hanno un impatto glicemico basso, poiché apportano pochissimi carboidrati (soprattutto se consumati freschi).
Dal punto di vista nutrizionale, i funghi hanno una particolarità interessante: contengono proteine ad alto valore biologico, simili a quelle presenti nella carne ed altri prodotti animali.  Attenzione però, la quantità di proteine presenti in 100 g di funghi freschi si aggira intorno ai 3,5 g – un apporto relativamente modesto.

Quali sono i benefici?
Alcuni funghi, come gli shiitake, fanno da potenti modulatori del sistema immunitario e sono stati evidenziati come possibili alleati nella prevenzione dei tumori. In diverse tradizioni millenarie, i funghi sono usati come antibiotici naturali, particolarmente indicati durante i cambi di stagione. Il loro apporto di fibre li rende anche benefici per la salute del nostro intestino e ci consente di abbassare l’impatto glicemico del carboidrato che abbiamo nel piatto.
Ma non ci fermiamo qui: i funghi sono alimenti ricchi di betacarotene e vitamine del gruppo B e di minerali come potassio, fosforo, calcio ferro, e selenio - essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Ogni quanto possiamo mangiarli?
Sia per la loro strepitosa bontà, che per le loro numerose proprietà nutrizionali, i funghi possono tranquillamente far parte della nostra alimentazione. Il consiglio è quello di trattarli come un potente (e delizioso) nutraceutico. In altre parole, sono da consumarsi in quantità modeste (non superiori ai 200 – 300 g a settimana) perché la presenza di micosina può renderne difficile la digestione. Alcuni funghi selvatici, come i porcini, possono contenere molti metalli pesanti a causa dell’inquinamento ambientale.
Come molti alimenti, i funghi risultano più digeribili cotti. In generale, andrebbero masticati con molta cura.
In ultimo, si sconsiglia il consumo di funghi a chi soffre di patologie del fegato, di gotta, calcoli renali e malattie circolatorie, e ai bambini di età inferiore ai tre anni.

Chiara Jasson
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