Salute

Sale, pane bianco e poca frutta: come ci nutriamo in modo scorretto senza rendercene conto

Secondo uno studio di Nature Medicine nel mondo la carenza di alimenti protettivi causa 4 milioni di morti. In Svizzera solo il 18% mangia abbastanza frutta e verdura

  • Oggi, 11:30
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Di: Gina Buhl (SRF) 

In tutto il mondo, oltre quattro milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie cardiache dovute a una cattiva alimentazione. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine .

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Gli errori invisibili della nostra alimentazione

Konsigli 21.04.2026, 18:00

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  • Natascha Fioretti

Gli errori nutrizionali individuati dallo studio

Troppo pochi semi e frutta secca, troppo pochi cereali integrali, troppo poca frutta e troppo sale. Secondo i ricercatori, questi sono quattro fattori che figurano tra le cause più importanti di infarto e morte per cause cardiache in tutto il mondo.

I più colpiti

Particolarmente colpiti sono i paesi più poveri, dove gli alimenti protettivi come la frutta secca o la frutta fresca sono scarsi o troppo costosi, le persone anziane, il cui sistema cardiovascolare è meno tollerante alla malnutrizione, e gli uomini, che in media seguono un’alimentazione meno sana rispetto alle donne.

Troppo... poco

Quando si parla di errori nutrizionali ci si aspetterebbe che il problema sia la sovrabbondanza. Ma lo studio ribalta la situazione: ponendo il focus sulla carenza. Nel mondo, infatti, molte persone non assumono alimenti protettivi. Una questione che non dipende tanto dalle scelte individuali sbagliate, ma piuttosto dalle con le condizioni in cui queste persone si nutrono: cosa è disponibile e accessibile, e cosa non lo è. Una scarsità che non vale invece per il sale.

Eccesso di sale

La maggior parte delle persone consuma troppo sale perché è presente in molti prodotti trasformati. È inoltre sorprendente che la Svizzera si posizioni piuttosto bene nei confronti internazionali.

Altri fatti interessanti emersi dallo studio

Un’analisi approfondita dei dettagli dello studio rivela alcuni punti interessanti.

Fattori di rischio: tra i fattori alimentari si evidenzia che un consumo insufficiente di cereali integrali contribuisce maggiormente all’insorgenza di malattie, persino di più di un consumo insufficiente di frutta secca o di frutta fresca.

Differenze regionali: gli errori alimentari più significativi variano notevolmente: in Asia, ad esempio, spesso si consuma troppo sale, mentre nei paesi occidentali si consumano troppo pochi cereali integrali e frutta secca.

Effetti combinati: i rischi non agiscono in maniera isolata, ma si sommano: diverse piccole carenze nutrizionali possono, nel loro insieme, determinare un rischio elevato.

Imprinting precoce: le abitudini alimentari che aumentano il rischio si sviluppano spesso nella prima infanzia e hanno un effetto che dura per decenni.

La situazione in Svizzera

Lo studio evidenzia come i paesi più poveri soffrono in modo particolare di malnutrizione. Mentre paesi più ricchi, come la Svizzera, hanno un migliore accesso al cibo e la mortalità per malattie cardiache è in calo da decenni grazie alla prevenzione e ai progressi della medicina.
Allo stesso tempo, appare chiaro che anche i paesi ricchi hanno i loro problemi nutrizionali, come l’elevato consumo di carne rossa o di sale. Resta da vedere se questo spieghi completamente la differenza.

Sebbene la mortalità per malattie cardiache sia in calo da decenni, questa tendenza non è automatica. Anche il consumo di alimenti trasformati è in aumento in Svizzera, così come l’obesità. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), oltre un terzo della popolazione svizzera è già in sovrappeso o obesa, il che aumenta il rischio di malattie cardiache.

Gli errori alimentari degli svizzeri: troppo sale e poca frutta

Il problema è più evidente – e più insidioso – quando si parla di sale. Secondo uno studio svizzero sul sale condotto dall’Ufficio federale per la sicurezza alimentare (BLV), consumiamo in media 8,7 grammi di sale al giorno, quasi il doppio della quantità raccomandata dall’OMS. È significativo che una parte considerevole di questo provenga da pane e alimenti trasformati. Chi segue una dieta “normale” spesso supera il limite raccomandato senza rendersene conto.

Perchè è difficile fare degli studi sull’alimentazione?

La nutrizione non è facile da misurare come la pressione sanguigna o il colesterolo. Le persone hanno una scarsa memoria di ciò che hanno mangiato, soprattutto se non per molti anni. Inoltre, ciò che costituisce una “dieta sana” varia a seconda della cultura, del reddito e di ciò che effettivamente viene coltivato e reso disponibile localmente.

Per consentire comunque confronti a livello globale, lo studio si basa sulla Global Burden of Disease initiative , un progetto di ricerca internazionale attivo da oltre 30 anni che raccoglie dati sulle malattie da tutto il mondo e rappresenta il più grande tentativo di questo tipo fino ad oggi. Ma anche con questo, permangono delle incertezze: in molti paesi, semplicemente non esistono dati affidabili su cosa mangiano effettivamente le persone. Lo studio rappresenta quindi un passo importante, ma evidenzia anche quante domande restano ancora senza risposta.

Anche in paesi ricchi come la Svizzera si registra un consumo inferiore a quello raccomandato di frutta e verdura, ma non per ragioni di mancata disponibilità. Secondo uno studio della Coopsolo il 18% della popolazione consuma cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Anche l’indagine nutrizionale nazionale menuCH mostra che i legumi come lenticchie e fagioli vengono consumati troppo raramente, nonostante siano tra gli alimenti più benefici per la salute cardiovascolare.

I consigli dello studio

Per la maggior parte delle persone aggiungere è più facile che togliere. Alcuni consigli sono: preferire il pane integrale al pane bianco, mangiare una manciata di noci al giorno, consumare regolarmente frutta fresca, ridurre il sale e i cibi trasformati.

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