A Splügen, il Mercoledì delle Ceneri non segna solo la fine del carnevale, ma il ritorno di un’usanza antica e profondamente radicata nella Rheinwald: lo Pschuuri. Il nome di questa tradizione vivente svizzera deriva dal verbo dialettale pschuure, ovvero “annerire”, e rimanda a uno dei gesti simbolici che vengono compiuti in questa giornata speciale.
Pare che questa tradizione vivente sia stata portata dai Walser nelle loro peregrinazioni dall’Alto Vallese al Rheinwald oltre 700 anni fa.
Una mattinata di raccolta per i bambini del villaggio
La mattina di ogni Mercoledì delle Ceneri i bambini con il volto dipinto e travestiti da Pschuuribättlein, si dividono in piccoli gruppi e percorrono il villaggio di Splügen. Sulle spalle hanno gerle o zaini e, di porta in porta, pronunciano una formula rituale per chiedere delle offerte “Pschuuri, Pschuuri-Mittwuch, as Eitschi oder as Maidschi” ovvero “mercoledì di Pschuuri: un uovo o una ragazza.”
In passato i bambini ricevevano soprattutto uova e generi alimentari; oggi invece vengono ricompensati con dolciumi, frutta, noci o piccole salsicce. A mezzogiorno, il loro giro si conclude e il paese si prepara alla fase più movimentata della tradizione.
La mattina di ogni Mercoledì delle Ceneri i bambini percorrono il villaggio per chiedere delle offerte.
Un rito antico un po’ “brutale”
Nel primo pomeriggio entrano in scena gli Pschuurirolli, chiamati anche Maschggerä. Sono ragazzi che indossano vecchi abiti, pellicce e maschere, alla cintura portano dei campanacci.
Con uno straccio imbevuto da una miscela scura di cenere, grasso e lucido da scarpe, la cui preparazione è affidata a pochi iniziati, cercano di catturare scolari e giovani donne nubili per annerire loro il viso. Nonostante le fughe, rarissimamente qualcuno riesce a scampare illeso.
L’annerire è un rito di purificazione. “Pschuuri” viene da “beschuren”, una parola che si trova nell’Idiotikon e che proviene dall’antico genovese: “curare”.
Richard Hänzi , Ex insegnate, esperto della tradizione dello Pschuuri
Il banchetto a base di uova
Per la serata lo Pschuuri cambia ancora volto. I giovani uomini si travestono da coppia di uomini e donne Männli und Wibli e bussano alle case di ragazze nubili, parenti e conoscenti, chiedendo delle uova con la stessa formula utilizzata al mattino dai bambini. Le uova raccolte, spesso in gran quantità, vengono utilizzate per preparare l’insalata di uova e la Resimäda, una bevanda tradizionale a base di uova crude, vino rosso e zucchero.
Dopo mezzanotte ha inizio un grande banchetto aperto alla popolazione locale e agli ospiti, che prosegue fino alle prime ore del mattino.
Sullo sfondo di questa usanza c’è un rituale di fertilità pagano. Il consumo di uova aveva lo scopo di rafforzare i giovani in età da matrimonio. Le maschere e il baccano servivano a “cacciare l’inverno” e a favorire il ritorno della produttività dei campi.
L’evoluzione di un’antica tradizione
Per lungo tempo l’organizzazione dell’usanza è stata affidata a una società maschile, sciolta alla fine degli anni Cinquanta del Novecento. In seguito, la tradizione è passata al gruppo giovani del paese, che oggi include anche ragazze. Per Splügen, lo Pschuuri rappresenta un momento che rafforza il senso di appartenenza e coinvolge intere generazioni. L’usanza è vissuta soprattutto come un evento giocoso e conviviale, seguito con interesse anche da visitatori e turisti, e resta uno degli appuntamenti più sentiti della vita comunitaria locale.
Nero come la cenere
RSI Food 17.02.2026, 09:10

