Ambiente

Fiumi caldi, un nuovo sistema di previsione per proteggere i pesci

I ricercatori del WSL hanno sviluppato un modello per prevedere le temperature delle acque e salvaguardare la fauna ittica

  • 2 ore fa
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Trota fario

Trota fario

  • IMAGO / blickwinkel
Di: Il giardino di Albert / Simone Pengue 

Con la canicola salgono anche le temperature dei fiumi. Per gli organismi che li abitano, soprattutto i pesci, questo comporta condizioni difficili e, nei casi peggiori, la morte di un gran numero di esemplari. E l’anno in corso, denuncia la Federazione svizzera di pesca in un recente comunicato, si sta rivelando particolarmente problematico.

Proteggere i fiumi dalle conseguenze del riscaldamento climatico è fondamentale per tutelare la biodiversità svizzera, ma la sfida è tutt’altro che semplice e le finestre temporali per intervenire sono spesso molto ristrette. L’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) ha sviluppato un innovativo sistema di previsione della temperatura delle acque che consente di stimare il rischio per la fauna ittica.  

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La canicola non molla la Svizzera

Telegiornale 24.06.2026, 20:00

I ricercatori hanno sviluppato il sistema di previsione in due parti. La prima consiste nel prevedere in anticipo la temperatura dei fiumi. Per farlo, la squadra ha messo a punto un sistema di intelligenza artificiale che combina dati geografici e meteorologici per stimare la temperatura dell’acqua nei successivi 32 giorni. “Prima del nostro intervento non esisteva alcun sistema che consentisse di prevedere la temperatura delle acque fluviali con settimane di anticipo, nemmeno a livello internazionale. Abbiamo quindi deciso di sviluppare un nuovo modello sulla base dei dati realmente disponibili”, spiega Konrad Bogner, ricercatore del WSL che ha guidato lo sviluppo del sistema di previsione. 

Il rischio per i pesci

Il secondo cardine del sistema consiste nella valutazione del rischio per le specie presenti nei corsi d’acqua. “Non è un problema semplice da affrontare, perché non solo manca un metodo univoco per valutare il cosiddetto “stress termico” dei pesci, ma le diverse specie hanno livelli di tolleranza molto differenti”, commenta Adeline Bonaglia, ricercatrice del WSL coinvolta nello studio e attualmente dottoranda presso l’Università di Zurigo e il Parco Nazionale Svizzero. Temperature eccessivamente elevate provocano alterazioni significative del metabolismo, favoriscono la diffusione di agenti patogeni e riducono la quantità di ossigeno disciolto nell’acqua, fino a causare, oltre una determinata soglia, la morte degli animali.

Ogni specie reagisce in modo diverso al calore e alcune sono più vulnerabili di altre. Le trote, ad esempio, sono più sensibili dei cavedani, mentre i barbi presentano una tolleranza intermedia. «Noi abbiamo scelto di utilizzare, come temperatura critica per ciascuna specie, la soglia oltre la quale la capacità di nuotare viene compromessa», aggiunge Bonaglia. 

Gli interventi di salvaguardia

Nel 2018 una prolungata ondata di calore provocò gravi morie di pesci in Svizzera e i dati raccolti durante quell’estate particolarmente critica sono stati utilizzati dai ricercatori per verificare il corretto funzionamento del sistema, confrontando le simulazioni con quanto realmente accaduto. Per l’impiego concreto del sistema è fondamentale la collaborazione con le autorità locali che possono, in primo luogo, valutare il rischio reale. Inoltre, loro hanno il compito di prendere decisioni per proteggere la fauna, ad esempio creando zone di acqua più fredda attraverso interventi mirati sull’alveo, oppure vietando temporaneamente la pesca o la balneazione, anche se misure di questo tipo non vengono ancora implementate in Canton Ticino. 

Esistono inoltre diverse azioni concrete che possono offrire sollievo alle popolazioni ittiche nel lungo periodo, come la promozione della vegetazione arborea ad alto fusto lungo i corsi d’acqua, così da aumentare l’ombreggiamento. Sono altrettanto importanti gli interventi di rinaturazione fluviale, perché un fiume canalizzato, con argini artificiali lisci e poco collegamento con la falda acquifera sottostante, si riscalda molto più rapidamente di un corso d’acqua in condizioni naturali.

Inoltre, gli argini naturali permettono ai pesci di trovare piccole insenature riparate dal sole, dove l’acqua rimane più fresca. Infine, è importante anche la rimozione delle barriere artificiali, come soglie e briglie, che limitano gli spostamenti dei pesci lungo il fiume e impediscono loro di raggiungere i rifugi termici. “Questi sono aspetti poco noti, ma in diversi studi abbiamo avuto modo di constatarne l’importanza anche nel nostro Cantone”, afferma Danilo Foresti, collaboratore scientifico presso l’Ufficio della caccia e della pesca del Dipartimento del territorio. 

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Temperature dell’acqua in aumento nei laghi e nei fiumi: quali le conseguenze per l’habitat lacustre?

Millevoci 03.07.2025, 11:05

  • Courtesy: Bolzani Antonio
  • Antonio Bolzani

Lo strumento sviluppato dal WSL è già operativo come sistema di valutazione sul sito drought.ch su 57 fiumi distinti sul territorio svizzero, ma non si propone come sistema di allerta. Questo compito spetta infatti agli uffici federali, che inizieranno a utilizzare le informazioni fornite dal sistema del WSL a partire da settembre, in preparazione dell’estate 2027. Nel frattempo, i singoli enti interessati possono già fruire delle previsioni in quella che si prospetta essere un’estate caldissima. 

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