Immaginate un luogo dove l’acqua e la terra si fondono, creando un mosaico di vita. Le zone umide sono proprio questo: paludi, torbiere, prati umidi, canneti e zone alluviali, tutti ecosistemi intrisi d’acqua, in modo permanente o stagionale. Non sono solo paesaggi suggestivi, ma veri e propri motori ecologici, fondamentali per la salute del nostro pianeta e, di conseguenza, per la nostra stessa sopravvivenza.
Sentinelle della biodiversità
La Svizzera, come molti altri paesi, sta affrontando una crisi della biodiversità senza precedenti che non accenna a diminuire. In questa giornata dedicata alle zone umide , è opportuno che ci si interroghi sulla gravità della situazione, che colpisce in particolare questi delicati ecosistemi, messa in evidenza anche dagli scienziati. Infatti, un recente rapporto dell’Accademia svizzera di scienze naturali mette in evidenza come le liste rosse delle specie minacciate siano particolarmente lunghe per quelle che dipendono dagli ambienti acquatici e umidi. La distruzione e il degrado di questi habitat, causati dall’incanalamento dei corsi d’acqua, dal drenaggio, e dai cambiamenti climatici, stanno spingendo molte specie sull’orlo dell’estinzione.
La Giornata mondiale delle zone umide si celebra tutti gli anni il 2 febbraio in occasione dell’anniversario dell’adozione della Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, firmata a Ramsar, in Iran, il 2 febbraio 1971. Il trattato è stato adottato anche dalla Svizzera ed è entrato in vigore nel nostro Paese il 16 maggio 1976. L’area protetta delle Bolle di Magadino è iscritta nella lista dei siti della Convezione di Ramsar dal 1982.
Alleate contro il clima che cambia
Le zone umide non sono solo rifugi per la fauna e la flora. Sono anche straordinarie alleate nella lotta ai cambiamenti climatici. I loro terreni, ricchi di materia organica, agiscono come giganteschi serbatoi di carbonio, sequestrando anidride carbonica dall’atmosfera. La distruzione di una zona umida rilascia nell’aria prezioso carbonio che era stato immagazzinato per secoli.

Zona paludosa, Campra, Valle di Blenio
E non è finita qui! Le zone umide sono anche delle vere e proprie “spugne” naturali. In caso di forti piogge, assorbono l’acqua in eccesso, riducendo il rischio di inondazioni. E quando la siccità si fa sentire, la rilasciano lentamente, garantendo una riserva idrica fondamentale. Infine, svolgono un ruolo cruciale nella depurazione dell’acqua, filtrando inquinanti e rendendola più pulita. Insomma, un vero e proprio sistema di depurazione e regolazione idrica “a costo zero”!

Nonostante le difficoltà, associazioni come BirdLife Svizzera, in collaborazione con partner locali e cantonali, agiscono concretamente per ripristinare le zone umide e proteggere specie in pericolo come il beccaccino
Un paesaggio che scompare: il dramma delle zone umide svizzere
La distruzione delle zone umide non è storia recente, è cominciata in modo marcato già nel corso del diciannovesimo secolo e dal 1850 ad oggi è scomparso circa il 90% delle paludi e delle zone alluvionali, trasformato in terreni agricoli intensivi o aree urbanizzate. La rete di zone umide, un tempo estesa e interconnessa, è stata frammentata in piccoli residui isolati, la maggior parte dei quali di dimensioni inferiori a un ettaro. Per realizzare questa trasformazione, è stato necessario prosciugare il paesaggio attraverso opere idrauliche, canali e tubi di drenaggio. Il risultato è che, purtroppo, la situazione in Svizzera è allarmante e potrebbe anche rivelarsi addirittura drammatica, vista la crescente frequenza dei periodi di siccità legati al cambiamento climatico.

Le torbiere di Rothenthurm (Svitto), un simbolo della protezione delle zone umide in Svizzera
Un’infrastruttura ecologica per il futuro: tra speranze e ostacoli
Secondo gli scienziati, i frammenti di habitat rimasti sono insufficienti per garantire la sopravvivenza a lungo termine delle specie tipiche e il pieno funzionamento delle zone umide. Sarebbe necessario triplicare la superficie di paludi e zone alluviali attualmente esistente. Il problema è aggravato dalla mancanza di risorse. Non si riesce nemmeno a mantenere la qualità delle zone umide più grandi e importanti, come le zone alluvionali e le torbiere di importanza nazionale. Il Monitoraggio della protezione degli habitat in Svizzera, condotto dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e dal WSL, mostra che molti di questi siti subiscono cambiamenti negativi. Nelle torbiere, ad esempio, la percentuale di specie legate strettamente a questi ambienti sta diminuendo a causa del prosciugamento, dell’eccessivo apporto di azoto (spesso legato all’agricoltura intensiva) e della manutenzione insufficiente. I canali di drenaggio continuano a evacuare l’acqua, e mancano zone tampone idrologiche. Il cambiamento climatico, ovviamente, non fa che peggiorare la situazione. Tutto questo accade mentre all’orizzonte si staglia una diminuzione dei fondi dedicati alla protezione dei biotopi nell’ambito del Pacchetto di sgravio 2027 della Confederazione.

L'esplosione di vita in una palude
Le zone umide sono le arterie vitali della biodiversità, e ci forniscono gratuitamente servizi inestimabili. La Giornata mondiale delle zone umide ci ricorda ancora una volta che è tempo di agire, prima che sia troppo tardi.
(Legato a Prima Ora delle 18:00 del 02.02.2026)








