Approfondimento

I colossi tecnologici guadagnano con le notizie false

Critici accusano Google e Meta di fare troppo poco contro la disinformazione: le fake news fanno aumentare il traffico e i redditi pubblicitari

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Nel 2025 Meta ha incassato circa 196 miliardi di dollari in pubblicità attraverso le sue piattaforme

Nel 2025 Meta ha incassato circa 196 miliardi di dollari in pubblicità attraverso le sue piattaforme

  • SRF
Di: Harry Stitzel (SRF)/sf 

Fatto o notizia falsa? È una domanda che Mats Schönauer affronta ogni giorno. Lo youtuber di Berlino analizza canali che diffondono disinformazione, spesso con una chiara motivazione politica. Un tempo, spiega, per farlo servivano grandi organizzazioni, mentre oggi basta una sola persona.

Un esempio: un presentatore generato dall’intelligenza artificiale sostiene che Lidl, per rispetto verso altre religioni, non venderebbe più coniglietti di Pasqua ma solo “conigli seduti”, una notizia completamente inventata.

Inoltre, su siti svizzeri circolano pubblicità fraudolente. Attraverso l’IA vengono attribuite a personaggi famosi dichiarazioni false, utilizzate per promuovere piattaforme d’investimento dubbie.

I colossi tecnologici e la disinformazione (10 vor 10, SRF, 29.01.2026)

Non sono però solo gli autori di questi contenuti a beneficiarne, anche i colossi tecnologici ci guadagnano.

Angela Müller, di Algorithm Watch, afferma: “I social media non hanno l’obiettivo di informarci nel modo più affidabile possibile, ma di mostrarci quanta più pubblicità possibile”. Gli algoritmi sono ottimizzati per trattenere gli utenti sulla piattaforma il più a lungo possibile, anche attraverso contenuti fuorvianti.

“Linee guida severe” su YouTube

Le cifre sono impressionanti: nel 2024 Google ha registrato, solo con YouTube, circa 36 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari. In totale, Google ha incassato 264 miliardi. Ogni giorno si stima che vengano caricati su YouTube circa 20 milioni di video.

Nei primi nove mesi del 2025 YouTube ha rimosso circa 32 milioni di video e 12 milioni di canali. I motivi principali: spam, pratiche ingannevoli e frodi, secondo il rapporto sulla trasparenza di Google.

Per disinformazione, invece, sarebbero stati rimossi solo circa 250’000 canali. YouTube sottolinea comunque che “poiché la disinformazione mina la fiducia dei nostri utenti, le nostre linee guida sono molto severe”.

Meta: il 10% degli introiti pubblicitari da notizie false?

Nel 2025 Meta ha incassato circa 196 miliardi di dollari in pubblicità attraverso le sue piattaforme, Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger. Secondo un rapporto interno, riferisce Reuters, nel 2024 il 10% dei 162 miliardi di introiti pubblicitari di quel periodo sarebbe derivato da contenuti fraudolenti, per un totale di oltre 16 miliardi di dollari.

Meta, in una risposta inviata alla SRF, ridimensiona però la stima, definendola troppo ampia: “Una revisione successiva ha mostrato che molti di quegli annunci non violavano le nostre linee guida”.

La valutazione era stata condotta per verificare investimenti previsti nell’ambito dell’integrità della piattaforma, compresa la lotta a frodi e truffe, e tali investimenti sono stati poi realizzati.

Tuttavia, all’inizio del 2025 il direttore del gruppo Mark Zuckerberg ha annunciato l’abolizione dei fact-checker esterni. Saranno gli utenti stessi a decidere cosa è falso. L’obiettivo dichiarato è “ridurre gli errori” e rafforzare la “libertà di espressione”.

Più regole o pressione di consumatori esasperati?

Per Angela Müller, tutto questo non basta. Chiede regole chiare. In Svizzera è già disponibile una bozza di legge che prevede una regolamentazione per i social media e i motori di ricerca. “In sostanza si tratta di far sì che le piattaforme si assumano la responsabilità dei rischi che generano”.

Lo youtuber Mats Schönauer crede invece in un cambiamento di rotta dettato dall’autoconservazione: se gli utenti dovessero stancarsi dei contenuti generati dall’IA e passare meno tempo sulle piattaforme, “arriverà il momento in cui i colossi tecnologici saranno costretti a intervenire”.

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02:20

A Lucerna un'esposizione contro le fake news

Telegiornale 15.10.2025, 20:00

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