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La Migros cercherà di evitare i licenziamenti

La presidente del CdA si esprime sul futuro del gruppo e sul piano di ristrutturazione in corso

  • 24 aprile, 05:51
  • 25 aprile, 11:52
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Ursula Nold, presidente del Consiglio d'amministrazione della Migros

  • Keystone
Di: SRF News/sf

La Migros sta affrontando la più grande ristrutturazione della sua storia quasi centenaria, annunciata tre mesi fa: il gruppo, che impiega quasi 100’000 persone, prevede di tagliare fino a 1’500 posti di lavoro, mentre si cercano acquirenti per Hotelplan, Mibelle, Melectronics e SportX.

Non è ancora chiaro dove saranno tagliati i posti di lavoro e l’incertezza tra i dipendenti è forte. La presidente del Consiglio d’amministrazione Ursula Nold, si è espressa per la prima volta alla SRF sul piano di ristrutturazione.

La dirigente si è detta consapevole che la Migros, uno dei datori di lavoro più importanti in Svizzera, ha una responsabilità particolare e ha assicurato che i dipendenti saranno sostenuti nella ricerca di un posto all’interno o all’esterno del gruppo. Per quanto possibile saranno evitati i licenziamenti e per quanto riguarda il piano sociale si andrà ben oltre a quanto previsto dalla legge, ha detto Nold.

Galaxus Germania sotto esame

Per quanto riguarda la vendita dei marchi associati, la presidente ha affermato che ci sono degli interessati, senza però volersi sbilanciare sulle trattative in atto.

È sotto esame anche la filiale tedesca della Migros, Digitec Galaxus. Il fatturato del rivenditore online lo scorso anno è cresciuto a 286 milioni di euro, ma deve fare i conti con la concorrenza di giganti come Amazon e Mediamarkt. Una concorrenza che deve però affrontare anche in Svizzera, dove lo scorso anno la piattaforma è riuscita ad aumentare le vendite per il 22esimo anno.

Ticino sotto pressione

Il direttore di Migros Ticino, Mattia Keller, lo scorso mese a Modem aveva sottolineato la situazione particolare del gruppo in Ticino, dove non si può contare sull’aumento della popolazione che interessa le altre regioni e si sente l’effetto della spesa oltre confine.

Secondo Keller, bisognerà valutare se si può mantenere uno stipendio svizzero e vede il pericolo di una perdita di posti di lavoro, aziende e stipendi e l’avvio di un circolo vizioso.

L’articolo originale è stato pubblicato da SRF e tradotto dalla redazione di “dialogo”, un’offerta della SSR che propone contenuti da tutta la Svizzera tradotti in tutte le lingue nazionali e in inglese, oltre a uno spazio di dibattito, anche questo tradotto e moderato.

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Notiziario 26.03.2024, 11:00

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