“Su padroncini e distaccati spero che si raggiunga a una soluzione condivisibile da parte di tutti entro e non oltre la fine di giugno”. È quanto ha ribadito il neo consigliere di Stato Michele Barra nel corso della discussione in Gran Consiglio riguardante l’iniziativa Badasci/Barra che propone modifiche legislative a favore dell’edilizia cantonale.
Affossata la mozione della deputata Maruska Ortelli per incompatibilità con le norme internazionali (favorire negli appalti le ditte con personale indigeno) l’intera aula ha plebiscitato la proposta iniziale (77 voti a favore e nessun contrario), corretta a livello commissionale, che estende nel settore degli ambito di appalti pubblici le procedure a invito e gli incarichi diretti. Aumentando i valori soglia di questi ultimi si vuole accrescere l’ambito di competenza delle autorità cantonali e comunali che possono così tenere in debito conto le imprese che impiegano manodopera locale.
"Niente furbi e furbetti, su questo non transigo"
Detto questo non è mancato il fuoco incrociato tra gruppi e lo stesso direttore del Territorio. Il PLR Giorgio Galusero, ad esempio, ha sostenuto che è “inammissibile il fatto che il DT, sempre in mano alla Lega, non sia riuscito in 2 anni a emanare uno straccio di messaggio su atti parlamentari importanti a sostegno per l’edilizia locale”. Il consigliere di Stato ha assicurato che si procederà al “controllo completo di tutte le opere deliberate su invito o incarico diretto, “non ci saranno furbi e furbetti”. Da recenti verifiche, ha continuato, “è stata trovata una ditta italiana non in regola e io ho provveduto a raddoppiare la multa. Su queste cose non transigo”.
Il ppd Marco Passalia ha invece invitato a non confondere frontalierato e padroncini-distaccati. “L’economia ticinese senza frontalieri rischierebbe di andare a rotoli mentre il cantone potrebbe andare avanti senza 20'000 padroncini”.
Attenti alle derive delle procedure ad invito
Lo schieramento rosso-verde, pur sostenendo l’essenza della proposta, ha messo in guardia da possibili derive delle procedure ad invito. Per il socialista Saverio Lurati “ben venga la procedura a invito ma vanno evitate politiche clientelari e possibili sorprese come il perpetuarsi di subappalti mascherati”. Anche Greta Gysin (Verdi) sostiene che non devono essere sottostimati i rischi. “Aumentare i valori soglia potrebbe nuocere alla parità di trattamento, alla luce anche di come vengono gestiti in Ticino gli appalti. Perché non ne dovranno beneficiare sempre gli amici degli amici” ha dichiarato la granconsigliera.
Leonardo Spagnoli






