La Banca nazionale svizzera (BNS) non verserà dividendi alla Confederazione e ai cantoni per l'esercizio 2013. L'istituto di emissione elvetico ha reso noto questa mattina, lunedì, di aver chiuso l'anno facendo registrare una perdita di nove miliardi di franchi.
Il valore delle riserve in oro è invece sceso di 15 miliardi di franchi, si legge sempre in una nota odierna.
L'utile di circa tre miliardi di franchi realizzato grazie alle posizioni in valute estere e gli oltre 3 miliardi di franchi incassati con la vendita del fondo di stabilizzazione StabFund non hanno permesso di controbilanciare questa perdita.
La Confederazione rischia un deficit di 212 milioni
La BNS non potrà così versare il miliardo di franchi previsti dalle disposizioni vigenti: un terzo di questa somma sarebbe andato alla Confederazione, i due terzi ai cantoni. A causa di questa mancata entrata, la prima scivolerà nelle cifre rosse. Nel Preventivo 2014 erano stati infatti già inseriti 333 milioni alla voce Banca nazionale svizzera. Ora quindi invece che un’eccedenza di 121 milioni, potrebbe risultare un deficit di 212 milioni.
Da parte sua il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) Peter Hegglin ha dichiarato che la quota proveniente dalla BNS rappresenta tra lo 0,4 e l'1,2% dei preventivi. “Non ricevere niente", ha sottolineato, "non fa certo piacere”.
ATS/AlesS
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RG 12.30 Il servizio di Anna Maria Nunzi
RSI Info 06.01.2014, 13:46
RG 18.30 L'economista Sergio Rossi al microfono di Franco Cristini
RSI Info 06.01.2014, 19:18
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