Economia e Finanza

Calato il sipario sul WEF 2014

Per l'economia più ottimismo rispetto agli ultimi anni

  • 25.01.2014, 20:10
  • Ieri, 11:41
Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter con il gotha della finanza e della politica

Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter con il gotha della finanza e della politica

  • KEYSTONE

A Davos sabato pomeriggio è calato il sipario sul 44esimo forum economico mondiale. Nella cittadina grigionese si è respirato maggiore ottimismo per l’economia rispetto agli ultimi anni, ma non sono mancate le messe in guardia per i rischi legati alla politica. Sotto i riflettori vi sono stati il Giappone e l'Iran. Da parte sua la Svizzera ha potuto nuovamente approfittare della manifestazione per moltiplicare gli incontri a livello internazionale.

Dopo anni di vacche magre a Davos sembra prendere il sopravvento un cauto ottimismo per la congiuntura mondiale. Per imprenditori e manager la situazione migliora tant’è che vi è stato spazio anche per mettere in evidenza altri temi, tra cui quelli legati alla salute dell’ambiente e alle nuove tecnologie. Gli Stati Uniti vengono visti come in forte ripresa, mentre in Europa i progressi sono solo graduali, soprattutto sul mercato del lavoro, e rimangono i rischi: da una possibile deflazione alla fragilità del sistema bancario di certi paesi. Pure i mercati emergenti (anche se viaggiano con una marcia in più rispetto alle nazioni industrializzate) non sono privi di rischi. A ricordarlo a chi era a Davos, e alle borse, sono state la Cina, l'Argentina e la Turchia.

Dialoghi faccia a faccia e a distanza

Il presidente iraniano Rohani ha utilizzato il WEF per cercare buone relazioni internazionali e investimenti. Dallo stesso palco, anche se a qualche ora di distanza, si è espresso anche il premier israeliano Netanyahu invitando a diffidare delle parole concilianti di Rohani. Inoltre il segretario di stato americano John Kerry di fronte alla platea di Davos si è lanciato in una appassionata difesa della sua politica estera accusata da più parti di disimpegno dal Medio Oriente. È arrivato pure il primo ministro giapponese Abe, che a Davos puntava a rassicurare sull'efficacia delle sue politiche economiche. Solo in secondo piano si è invece guardato alla crisi siriana.

RG/RED.MM/Diem

01:55

RG 18.30 Il bilancio tracciato dall'inviato a Davos Luca Fasani, responsabile della redazione economica RSI

RSI Info 25.01.2014, 19:46

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