“Si aveva il sentore che potesse esserci una crisi, le cose andavano male già da tempo. Siamo stati a lungo governanti da 5 incompetenti che non hanno fatto bene il loro lavoro, molti dei problemi di cui soffriamo attualmente sono stati causati dal Governo precedente”, così esordisce Elisabeth Villiger, cittadina svizzera residente a Cipro da oltre vent'anni, quando le chiediamo di raccontarci in prima persona la crisi che l’isola sta vivendo.
Si è parlato di una discesa in massa dei cittadini nelle strade per manifestare contro il prelievo forzoso su conti e depositi bancari, come pure di una presa d’assalto di bancomat e sportelli. Lei ha vissuto in prima persona queste situazioni? Potrebbe descrivercele?
Sabato mattina quando sono andata a fare delle spese, tutto a un tratto ho visto una ridda di persone davanti ai bancomat e lì mi sono chiesta cosa fosse mai successo. Ho cominciato a chiedere in giro e la gente mi ha risposto che l’Unione europea ed il Governo avevano deciso di prelevare dei soldi direttamente dai nostri conti bancari. In quel momento eravamo tutto molto arrabbiati, addirittura scioccati.
Le banche rimarranno chiuse almeno fino a martedì prossimo. I contanti cominciano a scarseggiare e molte famiglie si ritrovano confrontate ad una reale mancanza di liquidità. Può raccontarci qualche cosa in più su questa situazione?
Io e la mia famiglia non siamo direttamente confrontati con una mancanza di liquidità. Essendo svizzeri siamo stati prudenti e ci siamo attrezzati (ride, ndr): ci sono alcuni bancomat che funzionano e si possono prelevare piccole somme, quindi sono subito andata a ritirare dei contanti. Oggi non sono andata a prelevare ma lo farò domani, per avere liquidità per far fronte alle spese di tutti i giorni, perché non sappiamo per quanto si protrarrà questa situazione.
Per quanto riguarda la popolazione locale, c’è da dire che i ciprioti sono molto solidali fra loro: gli isolani hanno subito nel corso della storia diverse occupazioni, l’ultima fu quella della Turchia nel 1974. A quel tempo molti ciprioti perdettero tutto quello che possedevano, per questo sento molte persone – soprattutto i più anziani – che mi dicono che la crisi attuale ricorda loro quella di 39 anni fa. Per questo motivo le famiglie cipriote, spesso molto numerose, si danno una mano fra loro.
Come e quanto è coperta dai media locali la crisi che l’isola sta vivendo?
Sui giornali e alla tv non si parla d’altro, è incredibile. Certo, siamo tutti preoccupati per quello che sta succedendo. Io stessa oggi non ho lavorato molto e ho passato la mattinata a leggere i siti web d’informazione locali e anche quelli svizzeri.
Il turismo è probabilmente il più importante settore economico per l’isola. Lei crede che la crisi possa recare danno a questo comparto?
Non credo, almeno spero proprio di no. C’è da dire che questa crisi non tocca direttamente i turisti: certo se qualcuno è qui attualmente e ha bisogno di contanti avrà sicuramente qualche difficoltà a procurarseli visto che le banche sono chiuse. Ma la crisi attuale non dovrebbe influenzare troppo il comparto turistico: gli alberghi sono pronti per la stagione estiva, di turisti ce ne sono già in giro e il tempo persino è bello.
Il prelievo forzoso non avrebbe colpito le classi sociali più deboli e solo marginalmente la classe media, ma avrebbe inciso sui conti di cittadini stranieri, milionari russi in primis. Perché, secondo lei, la reazione del popolo è stata così drastica? E perché il Parlamento ha votato contro l'introduzione della tassa?
Sabato mattina ci era stato detto che il prelievo forzoso avrebbe colpito indistintamente tutti i conti correnti e depositi bancari, indipendentemente dal montante: si voleva prelevare questa tassa anche da chi possedeva somme minime, 2 o 300 euro per esempio. Solo in un secondo momento è stato comunicato che gli importi minori di 20'000 euro non sarebbero stati toccati e che a quelli inferiori ai 100'000 sarebbe stata applicata una tassa ridotta. Per quanto riguarda il voto contrario del Parlamento, probabilmente gli interessi economici sono alti e non si vuole perdere il denaro dei clienti russi facoltosi. I politici vogliono mantenere viva l’idea di Cipro come centro finanziario, concretizzatasi negli ultimi 10-15 anni.
Una sorta di Svizzera nel Mediterraneo, insomma?
(ride, ndr) Si un po’, ma la verità e che da questo punto di vista Cipro non è forte e capace quanto la Svizzera.
Quali sono le sue speranze e aspettative in merito ad una soluzione alla crisi attuale?
Io sono una persona positiva e credo che le cose miglioreranno, continueremo a lavorare e se dovessimo perdere dei soldi, beh vorrà dire che lavoreremo di più per recuperarli. La vita continua.
di Ludovico Camposampiero
Cittadina svizzera, Elisabeth Villiger vive a Cipro da circa 25 anni. Ha lavorato inizialmente come guida per un'agenzia turistica, attualmente lavora come traduttrice, soprattutto per il tribunale e la polizia.
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